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Sparatoria al Carpe Diem, 32enne arrestato per tentato omicidio dopo 9 giorni di latitanza fotogallery

Dopo aver colpito al volto e a un fianco l'ex marito della compagna l'uomo si era dato alla fuga: la sua latitanza è finita nella notte tra mercoledì e giovedì quando i carabinieri hanno fatto irruzione in un appartamento di Cassano d'Adda.

Con un blitz notturno nella frazione di Groppello i carabinieri di Treviglio, coadiuvati dai colleghi locali, hanno arrestato a Cassano d’Adda X.S., pregiudicato albanese di 32 anni, con l’accusa di tentato omicidio.

Il caso risale al 4 luglio scorso quando l’uomo, accorso al bar Carpe Diem di Ciserano, aveva esploso almeno due colpi di pistola calibro 45 vero l’ex marito della compagna, la titolare dell’esercizio: il ferito, attinto al volto e al fianco destro, era stato subito trasportato all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, fuori pericolo di vita ma con la mascella frantumata da uno dei due proiettili, motivo per cui ancora non è riuscito a fornire la propria versione dei fatti.

Quella sera all’interno del bar Carpe Diem la titolare e l’ex marito stavano avendo una discussione animata, quando improvvisamente si è presentato sul posto il 32enne albanese: i toni a quel punto si sono ulteriormente surriscaldati con i due uomini che sono venuti alle mani prima che l’attuale compagno della donna estraesse l’arma e facesse fuoco contro il rivale. Al momento non c’è traccia del terzo colpo che testimoni raccontano di aver udito quella sera: certi sono solamente i due che hanno attraversato il corpo dell’ex marito.

Il 32enne albanese, in Italia da almeno 7 anni e con precedenti per reati contro il patrimonio, a quel punto si era dato subito alla fuga: secondo quanto ricostruito dai carabinieri la sua latitanza, durata nove giorni, l’ha portato prima a Treviolo, dove ha passato la maggior parte del tempo, e poi proprio a Cassano d’Adda. Una fuga che gli inquirenti sospettano sia stata fortemente favorita dall’attuale compagna, che ha sempre reso testimonianze lacunose e a tratti poco credibili, e da un’altra donna, una prostituta rumena di 20 anni con cui l’uomo avrebbe un legame sentimentale. 

Il giorno seguente la sparatoria la titolare del Carpe Diem aveva anche denunciato il furto della propria auto, una piccola utilitaria, ritrovata il giorno seguente ancora sulle sponde del Brembo a Osio Sopra, regolarmente chiusa: il sospetto è che il cittadino albanese l’abbia usata per allontanarsi da Ciserano e poi abbandonata.

Durante le indagini i carabinieri hanno recuperato i cellulari del 32enne, lasciati in un appartamento di Osio Sotto affittato a nome della compagna: procedendo con metodi tradizionali di indagine i militari dell’Arma hanno localizzato a Treviolo il fuggitivo, senza però individuare con precisione il suo rifugio. Ad accelerare ulteriormente l’indagine il sospetto che l’uomo volesse abbandonare l’Italia via terra, passando per la Svizzera, per fare ritorno in Albania: ad avvalorare questa tesi il fatto che la prostituta 20enne fosse stata proprio in quei giorni in territorio elvetico, presumibilmente per allacciare dei contatti che potessero favorire questa operazione. 

Ed è a lei che i carabinieri sono arrivati per primi, riuscendo poi a individuare l’appartamento di Cassano dove i due si nascondevano sfruttando l’ospitalità di ignari cittadini rumeni: nella notte tra mercoledì 13 e giovedì 14 luglio i militari hanno fatto irruzione nell’abitazione, al terzo piano di un condominio di via Cassano. L’uomo, nell’ultimo disperato tentativo di sottrarsi all’arresto, ha provato a nascondersi sul balcone, chiudendosi le serrande alle spalle: gli uomini dell’Arma, una volta individuato, gli hanno messo le manette ai polsi con l’accusa di tentato omicidio e portato in carcere al San Vittore di Milano. 

Probabilmente proprio giovedì il 32enne albanese avrebbe lasciato il territorio nazionale. 

 

 

 

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