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Scontro tra treni con due bergamaschi morti: primi indagati per disastro e omicidio colposo foto

Primi iscritti nel registro degli indagati della Procura di Trani per lo scontro fra i due treni che martedì ha provocato la morte di 23 persone, tra cui i bergamaschi Salvo Di Costanzo e Michele Corsini

Primi iscritti nel registro degli indagati della Procura di Trani per lo scontro fra i due treni che martedì ha provocato la morte di 23 persone, tra cui i bergamaschi Salvo Di Costanzo e Michele Corsini,  oltre al ferimento di altre 24, di cui otto in gravi condizioni.

“Il bilancio a questo momento è consolidato. Sono completate le identificazioni di 23 salme”. Così al Senato il ministro dei Trasporti Graziano Delrio ha chiarito quale sia, al momento, il reale numero delle vittime dello scontro ferroviario sulla linea Adria-Corato.

In precedenza, ha spiegato ancora Delrio “erano state segnalate 27 persone teoricamente disperse. Ma ad oggi, avendo terminato la rimozione dei detriti ed avendo terminato tutte le operazioni, per fortuna il bilancio delle vittime si è ridotto”.

Negli ospedali sono ancora ricoverate 24 persone di cui otto sono in gravi condizioni. Alcuni dei feriti potrebbero essere dimessi nei prossimi giorni. Le salme saranno consegnate ai familiari nella giornata di venerdì, quindi è probabile che i funerali si svolgano sabato.

Sul fronte delle indagini, condotte dal procuratore della Repubblica reggente Francesco Giannella, si procede per il reato di omicidio plurimo e disastro colposo. Ci sarebbero già tre iscritti nel registro degli indagati.

A generica

Gli inquirenti, insieme ai tecnici del ministero dei Trasporti e ai vigili del fuoco proseguono il lavoro di verifica dei rottami. Tutta la sede ferroviaria dell’area dell’impatto è stata liberata. Giannella ha costituito un pool magistrati che coordinerà le indagini.

Gli inquirenti stanno seguendo due ipotesi di responsabilità: quelle l’errore umano e del problema tecnico in uno dei due treni. Tutto gira attorno al sistema di segnalazione telefonica che avrebbe dovuto avvertire uno dei due conduttori del treno che qualcosa non andava.

Un sistema, come ha spiegato il ministro Delrio, regolato tramite il meccanismo del consenso telefonico: nel regime del blocco telefonico il capostazione non può inviare un treno alla stazione successiva se non ha domandato e ottenuto dal capostazione della predetta il consenso ad inviare quel determinato treno. Importante sarà la verifica dei contenuti della scatola nera di uno dei due treni che è stata ritrovata dai vigili del fuoco.

La procura di Trani ha rilasciato l’elenco ufficiale delle vittime riconosciute. I morti accertati sono: Fulvio Schinzari, 59 anni, nato a Galatina; Pasquale Abbasciano, di Andria, macchinista; Luciano Caterino, 37enne nato e residente a Corato, macchinista; Enrico Castellano, nato a Ostuni, aveva 72 anni; Antonio Summo, 15 anni, di Ruvo di Puglia; Donata Pepe, 70 anni di Terlizzi, (nonna del piccolo Samuele che si è salvato); Albino De Nicolo, 53 anni di Terlizzi, capotreno; Giuseppe Acquaviva, 51 anni, di Andria; Serafina Acquaviva, 52 anni di Andria; Alessandra Bianchino, 29 anni, di Andria; Rossella Bruni, 26 aanni, di Trani; Jolanda Inchingolo, 25 anni, di Andria; Maurizio Pisani, di Andria, di 55 anni; Gabriele Zingaro, 25 anni, di Andria; Pasqua Carnimeo, 30 anni, nata a Modugno; Maria Aloysi, 49 anni, di Andria ma viveva a Modugno; Francesco Ludovico Tedone, 17 anni, di Corato; Salvatore Di Costanzo, 56 anni di Bergamo, in Puglia per lavoro; Michele Corsini, 61 anni, di Milano; Gabriele Zingaro, di 25 anni, di Andria; Giulia Favale, nata in Francia, di 51 anni; Nicola Gaeta, barese di 56 anni.

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