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Impresa di 2 bergamaschi nella gara più dura del mondo: donano 7mila euro ai bimbi malati

Aldo Zini ed Enrico Bergamelli al Papa Giovanni dopo l'argento alla Race Across America: i due ciclisti, reduci dal secondo posto in classifica generale, hanno devoluto circa 7 mila euro al progetto “Quasi a casa”.

Un’impresa dedicata al progetto “Quasi a casa” dell’associazione “Con Giulia Onlus” e che ha permesso di devolvere circa settemila euro al reparto di Oncoematologia pediatrica dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo: è quella compiuta dai bikers Aldo Zini ed Enrico Bergamelli che hanno conquistato un prestigioso argento alla Race Across America.

bikers

I due sono stati ospiti del reparto, dove hanno salutato i piccoli ricoverati insieme al direttore del reparto di Pediatria, Lorenzo De’ Antiga, il responsabile di Oncoematologia pediatrica Massio Provenzi e al direttore generale del Papa Giovanni Carlo Nicora.

I due ciclisti, hanno percorso 5 mila chilometri in 8 giorni, 10 ore e 59 minuti che è valso il primo posto under 50 e la seconda posizione nella classifica generale alle spalle di una coppia mista canadese. Hanno attraversato 10 stati dell’America in condizioni climatiche difficili, passando dai 53 ai -3 gradi.

Il direttore generale dell’ASST Papa Giovanni XXIII, Carlo Nicora ha sottolineato la grande esperienza sia sportiva che personale dei due atleti e come dietro il gesto atletico ci sia la preparazione fisica. Inoltre ha paragonato la loro preparazione ed esperienza a ciò che succede in ospedale con i bambini (fatica fisica e morale, interventi riusciti e no).

Aldo Zini racconta come è nata l’idea di correre la Race Cross America: “Dopo una gara dolomitica, ci siamo qualificati a questa prestigiosa corsa, abbiamo iniziato a lavorare e grazie anche agli sponsor e al nostro staff, dopo 8 mesi eravamo pronti. E’ la gara più dura al mondo – spiega – si percorrono 10 stati dell’America, si passa in mezzo al deserto con 48 gradi, solo tu e la bicicletta; dormivamo 3 ore e facevamo turni di 8/12 ore a testa. Il picco è stato di 53 gradi alle 12, in mezzo al deserto, dove consumavo una bottiglia d’acqua ogni chilometro. Poi siamo passati alla neve in Colorado su un passo a 3 mila metri con -3 gradi. Superati i primi 3 giorni abbiamo trovato vita facile, abbiamo attraversato il Kansas che assomiglia ad un paesaggio europeo e siamo giunti al traguardo senza più incontrare difficoltà”.

Il suo amico di viaggio, Enrico Bergamelli aggiunge: “Pur essendo un ex atleta sto bene fisicamente, anche al traguardo siamo arrivati senza nessun tipo di problema, tutto questo grazie alla dura preparazione”.

Il direttore del reparto Pediatria Lorenzo De’ Antiga ha ringraziato i due ciclisti per il bel gesto e spiega in cosa consisteva il progetto: “L’idea era quella di ospedalizzare le malattie dei bambini dato che passano molto tempo in ospedale perchè hanno patologie molto rare e l’assistenza domiciliare non è in grado di curarli a casa. E’ importante individuare pediatri e infermieri per questa grande sfida e legare la vostra grande impresa alla merce rara dei pediatri”.

Dopo la breve conferenza i due ciclisti, accompagnati dall’equipe medica, hanno visitato il reparto di Oncoematologia pediatrica, incontrando alcuni bambini.

Chiara Conti

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