BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Il messaggio dei sindaci a Foppolo e Brembo Ski: “Vogliamo dare una mano, ma serve chiarezza” fotogallery video

Una mano sul cuore ce la mettiamo, ma prima di metterla al portafoglio chiediamo maggior chiarezza e garanzie. Questo, nè più nè meno, è il messaggio lanciato dai sindaci della Valle Brembana alla società Brembo Ski e al Comune di Foppolo durante l’incontro che si è tenuto nella serata di mercoledì 13 luglio nella sede della Comunità Montana a Piazza Brembana.

Un incontro che ha visto partecipare i 37 sindaci della Valle Brembana e il consigliere di Regione Lombardia Lara Magoni, al fine di affrontare la scottante questione del comprensorio sciistico che sta vivendo un periodo di enorme difficoltà, acuito dall’incendio doloso avvenuto la scorsa settimana a due delle stazioni base degli impianti di risalita facenti capo alla società Brembo Ski.

La società, si sa, non naviga in buone acque a causa di debiti, tensioni e pure un’istanza di fallimento (poi ritirata) da parte dei lavoratori non pagati. Un’istanza bloccata dall’intervento di una società terza, la bresciana Fenix Srl, che ha anticipato il 30% dei 500 mila euro di credito vantati dagli operai.

Una lista di guai che si è ulteriormente aggravata dopo l’incendio doloso che nella notte tra giovedì e venerdì 8 luglio ha devastato due degli impianti principali, alimentando l’incubo di una stagione invernale senza sciatori. Da quì l’appello di alcuni amministratori, in primis quello del sindaco di Foppolo, Giuseppe Berera, a non abbandonare il Comune dell’Alta Valle in una situazione di grande emergenza.

L’incontro è stato più che altro un’occasione di riflessione. Perché di proposte, al momento, non ce ne sono. L’urgenza di trovare una soluzione al problema è condivisa, ma le risorse sono limitate e il tempo, purtroppo, ancor di più. Del resto, la prospettiva di una chiusura invernale spaventa e non poco: i clienti  ‘migrerebbero’ verso altri lidi e una volta scappati non è detto che facciano ritorno, con tutto ciò che ne consegue non solo per i tre Comuni azionisti degli impianti (Foppolo, Carona e Valleve), ma anche per il resto della Valle Brembana, da Branzi in giù. Territori che di riflesso godono dell’indotto determinato dal turismo legato allo sci.

A fare da salvagente ci sarebbero i fondi del Bim (Bacino Imbrifero Montano, circa 2 milioni e 800 mila euro) e un tesoretto che i singoli Comuni, in base alle proprie disponibilità, sarebbero chiamati ad investire in un’ottica di rilancio degli impianti.

Una prospettiva, quest’ultima, che la maggior parte dei sindaci accetterebbe, a patto che, come anticipato, venga fatta chiarezza e ci siano maggiori garanzie e trasparenza attorno alle dinamiche della società Brembo Ski. Le domande che si pongono alcuni primi cittadini, come quello di Roncobello Andrea Milesi, sono le seguenti: “E’ sensato investire ancora in una società fallimentare e sul comparto neve se non c’è ritorno economico?  E se sì, gli eventuali investimenti serviranno solo nel breve termine o saranno in grado di portare una soluzione strutturale al problema?”.

Interrogativi che si pongono anche i rappresentanti del consiglio direttivo del Bim, come il vice presidente, consigliere e anche sindaco di San Giovanni Bianco, Giovanni Milesi: “Quei soldi non servono a tappare i buchi di Brembo Ski. Quel che serve è valutare la sostenibilità dell’intervento sul lungo termine”.

Tanti dubbi, una sola certezza. I sindaci, come quello di Branzi, Gabriele Curti, auspicano in un intervento non solo del Bim e dei Comuni della Valle, ma anche di Provincia e Regione Lombardia: “Se questi enti credono davvero nel rilancio del nostro territorio, e non solo in tempi di campagna elettorale, è giusto che intervengano con decisione”.

Nel frattempo, il sindaco di Foppolo Berera (che riveste incarichi anche in Brembo Ski, ndr) parla di un nuovo piano di rilancio e di un nuovo dirigente come elemento di garanzia per convincere banche, fornitori e dipendenti. Una figura, quest’ultima, di “riconosciuta esperienza” che avrebbe lavorato alla ristrutturazione del Sestriere – la rinomata stazione turistica invernale ed estiva delle Alpi – e che starebbe valutando se accettare o meno l’incarico.

Berera svela poi il mistero della società bresciana che ha anticipato parte del debito accumulato con i lavoratori: “Non è altro che una società che ha una quota di partecipazione nella Foppolo Teleriscaldamento“.

Conclude, infine, il commissario prefettizio del Comune di Carona, Andrea Iannotta: “Si deve decidere se fare sopravvivere o meno questi impianti che, aldilà della questione economica, svolgono anche un’importante funzione sociale per tutta la Valle”. Con una convinzione: “I comuni di Foppolo, Carona e Valleve non possono essere gli unici ad affrontare una sfida così grande”.

Giovedì 21 luglio alle 17,30 è previsto un altro incontro nella sede della Comunità Montana con il Sottosegretario regionale con delega alla montagna Ugo Parolo, che sarà a Foppolo per un sopralluogo.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.