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Vertice tra sindaci dopo l’incendio a Foppolo e Brembo Ski licenzia 4 lavoratori della seggiovia

Mercoledì 13 luglio a Piazza Brembana, nella sede della Comunità Montana, i 37 sindaci della Valle dovrebbero riunirsi attorno a un tavolo per affrontare la scottante questione del comprensorio sciistico che sta vivendo un periodo di enorme difficoltà, acuito dall’incendio doloso avvenuto la scorsa settimana.

Un tavolo attorno al quale sedersi e parlare del futuro di Brembo Ski e dell’Alta Valle Brembana. Mercoledì 13 luglio a Piazza Brembana, nella sede della Comunità Montana, i 37 sindaci della Valle dovrebbero riunirsi attorno a un tavolo per affrontare la scottante questione del comprensorio sciistico che sta vivendo un periodo di enorme difficoltà, acuito dall’incendio doloso avvenuto la scorsa settimana a due delle stazioni base degli impianti di risalita facenti capo alla società Brembo Ski. La quale società martedì 12 luglio avrebbe licenziato i 4 addetti alla seggiovia con una una lettera.

La società non naviga in buone acque tra debiti, tensioni e anche una istanza di fallimento (poi ritirata) da parte dei lavoratori non pagati.

Ma a questi guai si aggiunge ora l’incendio doloso avvenuto nella notte tra giovedì e venerdì scorso. Il rogo ha distrutto due impianti, alimentato l’incubo di una stagione invernale senza sciatori e sollevato l’appello di alcuni amministratori a non abbandonare i Comuni dell’Alta Valle in una situazione di grande emergenza. Un’emergenza che investe principalmente i tre Comuni azionisti che gestiscono gli impianti di risalita (Foppolo, Carona e Valleve), ma anche il resto dell’alta Valle Brembana, da Branzi in giù: paesi che di riflesso godono dell’indotto determinato dal turismo legato allo sci.

Oltre ai sindaci, la riunione di mercoledì dovrebbe vedere tra i partecipanti anche il presidente della Provincia Matteo Rossi, il presidente del Bim Carlo Personeni e quello della Comunità Montana Alberto Mazzoleni. L’obiettivo è quello di mettere sul tavolo idee, progetti e proposte, possibilmente sovracomunali, che permettano alla valle di respirare e pian piano tornare a galla.

Il salvagente economico dovrebbe essere il milione e 200 mila euro di fondi Bim da destinare al rilancio delle strutture sciistiche, ma occorre prima valutare la sostenibilità dell’intervento. Poi starà ai singoli Comuni decidere se rinunciare o meno a qualche migliaio di euro da indirizzare alla causa comune.

Le posizioni, a tal proposito, sembrano divergenti: i Comuni più vicini a Foppolo, e dunque all’epicentro dell’emergenza, sarebbero quelli più disponibili; mentre con l’aumentare della distanza aumenterebbero anche le perplessità. L’incontro di mercoledì servirà proprio a questo: trovare un fronte comune per unire le forze e lanciare un ancora di salvataggio ad una Valle che invoca aiuto.

 

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