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Quali scenari dopo Brexit? Tra le opportunità anche la strada “green”

Quali scenari si aprono, in Italia e in Europa, dopo Brexit? Alla domanda che attanaglia il mondo imprenditoriale, bancario e finanziario dal giorno seguente il referendum che ha decretato l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea, hanno provato a rispondere nella sede di Confindustria Bergamo in un incontro dedicato agli imprenditori Matteo Ramenghi, CIO di UBS Italia, e Nino Tronchetti Provera, fondatore di Ambienta Sgr.

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Sicuramente ci saranno delle opportunità – ha sottolineato Ramenghi – Alcuni comparti del mondo finanziario che oggi trovano sede a Londra si dovranno ricollocare sul suolo continentale. E’ vero anche che il business più importante del Regno Unito è quello finanziario che è molto difficile da spostare perchè Londra ha competenze e forti tradizioni, nonché regole molto chiare ed efficienti che per un investitore americano o asiatico diventano fondamentali. Dopo Brexit si è notato un comportamento diametralmente opposto tra Regno Unito ed Europa: se il primo ha dato risposte immediate, proponendo la riduzione degli indici patrimoniale e il taglio delle tasse per le aziende in modo da stimolare l’economia, il secondo è rimasto immobile senza quella vitalità e capacità di prendere decisioni”.

“Il punto cruciale – sottolinea Tronchetti Proveraè se il Regno Unito rimarrà on-shore o diventerà off-shore: nel primo caso non cambierebbe nulla, nel secondo ci troveremmo ad avere rapporto come con la Svizzera. Ed è in questo secondo scenario che si potrebbero ricercare le opportunità: ci sarebbe una torta che, anche se potrebbe restringersi, sarebbe comunque da spartirsi. Una regione come la Lombardia, e Milano in particolare, avrebbe molte chance: c’è il più alto numero di piccole e medie imprese in Italia, il più alto risparmio privato, qualità della vita eccezionale”.

Alcune opportunità per le aziende potrebbero passare dalla strada del business ambientale: “Fare sostenibilità vuol dire diventare più competitivi – sottolinea Tronchetti Provera – L’Europa ha un vantaggio in tutti i settori perchè non avendo mai avuto risorse naturali e avendo avuto una rivoluzione industriale nei centri delle città si è dovuta inventare soluzioni per diventare meno inquinante e più efficiente già nel secolo scorso. Un problema che una volta era solo europeo mentre oggi è di tutto il mondo e che trova nelle aziende europee gran parte delle soluzioni che si possono esportare”.

 

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