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Inquinamento, Goletta dei laghi boccia il Sebino: “Scarichi dove si pesca e si fa il bagno”

Si è conclusa la prima parte del tour di Goletta dei Laghi di Legambiente, che ha visto impegnato l’equipaggio in 5 tappe sui principali laghi del nord Italia: Iseo, Lario, Ceresio, Verbano e Benaco. Goletta dei laghi di Legambiente, realizzata in collaborazione con COOU, consorzio obbligatorio degli oli esausti e Novamont, è una campagna itinerante che da 11 edizioni denuncia le principali criticità che minacciano i bacini lacustri italiani.

In base a quanto è emerso dal monitoraggio scientifico, il Lago d’Iseo mostra delle forti problematiche, che coinvolgono la totalità degli 8 campioni oggetto dell’indagine microbiologica che risultano, secondo il giudizio del Cigno Azzurro, “fortemente inquinati”.

“Nel monitoraggio – si legge in una nota – vengono prese in esame le foci dei fiumi, torrenti, gli scarichi e i piccoli canali che spesso troviamo lungo le rive dei laghi: queste situazioni sono i veicoli principali di contaminazione batterica dovuta all’insufficiente depurazione degli scarichi civili che attraverso i corsi d’acqua arrivano nel lago”.

I RISULTATI DEL MONITORAGGIO MICROBIOLOGICO SUL LAGO ISEO: 

LAGHI

“Tutti gli anni rileviamo le stesse criticità sul lago d’Iseo – dichiara Massimo Rota, presidente Legambiente Alto Sebino – la situazione è particolarmente critica in alcune aree risultate fortemente inquinate dalla presenza di scarichi, dove gli abitanti della zona fanno il bagno e pescano, come il torrente Rino a Tavernola o la foce del Borlezza, in assenza di segnalazioni precise e cartelli che informino i cittadini e i bagnanti a riguardo. A tal proposito chiediamo che le criticità da noi denunciate vengano verificate ed eventualmente riportate nei profili delle acque di balneazione in corso di aggiornamento, così come indicato nel Portale delle Acque del Ministero della Salute”.

Per l’edizione 2016 i tecnici specializzati della Goletta dei laghi hanno prelevato due campioni delle acque nella Riserva Orientata delle Torbiere d’Iseo, in accordo con la dirigenza della Riserva. I risultati hanno mostrato uno stato di forte inquinamento batteriologico nel territorio di Provaglio d’Iseo.

“La presenza così elevata di escherichia coli in questi punti è un indicatore preciso di contaminazione delle torbiere, che accende molti campanelli d’allarme – spiega Dario Balotta, presidente di Legambiente Basso Sebino – In uno spirito di collaborazione con la Riserva stessa, con il passaggio della Goletta dei Laghi abbiamo voluto ribadire l’urgenza di intraprendere azioni risolutive”.

Secondo la ricerca, sulla sponda bresciana risultano inquinati da batteri fecali i campioni prelevati presso il torrente Bagnadore nel comune di Marone e la foce del torrente Calchere nel comune di Sulzano. Sempre nel bresciano risultano fortemente inquinati i campioni prelevati presso l’Arsena di Pisogne e Peschiera a Montisola. Sulla sponda bergamasca risultano inquinati i campioni prelevati alla foce del torrente Borlezza a Castro e fortemente inquinati quelli della foce del fiume Oglio e e la foce del torrente Rino nel comune di Tavernola Bergamasca.

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