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Comune unico in Val Seriana, la Regione dice sì: tocca ai cittadini col referendum

Un passaggio formale ma fondamentale: il consiglio regionale ha fato il proprio benestare al progetto di fusione tra Cerete, Fino del Monte, Onore, Rovetta e Songavazzo. Ora iniziano a scaldarsi i motori della campagna elettorale.

Nuovo passo in avanti per il progetto del Comune Unico in Val Seriana che nascerebbe dalla fusione di Cerete, Fino del Monte, Onore, Rovetta e Songavazzo: martedì 12 luglio il consiglio regionale lombardo ha dato il proprio parere favorevole, all’unanimità, sul referendum consultivo.

Un passaggio quello dell’approvazione del Pirellone che i cinque sindaci, forti della correttezza della propria procedura e del rispetto dei tempi, davano per scontato: “Ancora però non sappiamo quando verrà fissato il referendum – confessa il sindaco di Songavazzo Giuliano CovelliNon c’è una data precisa ma credo proprio che non si debba incrociare con il referendum sulla riforma costituzionale: in ogni caso dovrebbe essere attorno a novembre”.

Prima della Regione avevano già dato il proprio benestare la Provincia di Bergamo e la Comunità Montana della Val Seriana mentre quello dei singoli comuni era già arrivato il 22 febbraio scorso con l’approvazione dei consigli di Fino del Monte e Rovetta: il progetto è in linea con il cronoprogramma originario che, in caso di vittoria del sì al referendum, prevede una breve reggenza di un commissario prefettizio fino alle prime elezioni del nuovo Comune nella primavera del 2017.

E in vista del referendum autunnale a breve scatterà la campagna elettorale: il lavoro preparatorio è già a buon punto e aspetta solo di essere perfezionato, con slogan e manifesti che saranno veri e propri tormentoni estivi.

Ancora impossibile stabilire quale sarà il nome del Comune Unico anche se, tastando il polso del territorio, Borghi Presolana sembrerebbe il più gettonato: “Lo stabiliranno i cittadini – conferma Covelli – Ci auspichiamo che in molti si rechino alle urne e, ovviamente, speriamo che ci diano fiducia su un progetto tutt’altro che estemporaneo e dal carattere fortemente positivo. Non vogliamo spaventare nessuno con questa fusione ma solo favorire il progresso: rispettiamo profondamente la storia costruita dai nostri predecessori ma anche noi, a nostra volta, stiamo per fare un passo storico. La nostra proposta va a vantaggio della gente di questo territorio e vogliamo smentire anche chi dice che sarà un passaggio irreversibile: se in futuro chi raccoglierà la nostra eredità deciderà che questa non sarà più la soluzione migliore per i propri cittadini potrà separarsi”.

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