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“Allenatore, ma amico delle sue squadre”: il calcio bergamasco piange Salvo Di Costanzo

Hanno sperato tutti che le brutte sensazioni e i terribili presentimenti non si trasformassero in realtà. Che Salvatore Di Costanzo, per una qualsiasi casualità, non fosse salito su quel maledetto treno che martedì 12 luglio si è scontrato con un altro convoglio, nel tratto pugliese tra Andria e Corato.

E invece no. Le (già poche) speranze sono svanite mercoledì mattina quando il figlio Marco, assieme a Cinzia, la moglie del 56enne bergamasco, hanno riconosciuto la salma dell’agente di commercio di Bergamo (quartiere di Campagnola), finito così nella triste lista delle 23 vittime del disastro ferroviario.

Oltre a una famiglia chiusa nel proprio dolore per la perdita di un marito e di un padre, c’è anche il calcio dilettantistico bergamasco che piange Salvatore Di Costanzo, uno degli allenatori più vincenti degli ultimi anni.

Sulla panchina della Stezzanese, in primis, con la quale ha debuttato da primo allenatore grazie all’intuizione del presidente Paolo D’Adda: “Aveva allenato le giovanili per anni, poi, d’accordo con i miei collaboratori, abbiamo deciso che era arrivato il momento di lanciarlo in prima squadra, in Promozione – ricorda D’Adda con la voce rotta dalla commozione -. Salvatore, però, prima di essere stato l’allenatore della mia squadra è stato un grande amico. Lo conoscevo da più di vent’anni e per tanto tempo abbiamo giocato insieme nel campionato Amatori con la maglia della storica Vuemme. Ancora non riesco a credere che non ci sia più. Ero in contatto col figlio Marco, che conosco altrettanto bene: è stato lui a darmi la terribile conferma mercoledì mattina”.

Paolo D’Adda sottolinea l’enorme affetto di Salvatore per la moglie Cinzia: “Era innamoratissimo della figlia Sara e stravedeva letteralmente per il figlio Marco“, continua sconsolato.

“Avevamo un rapporto speciale, anche dopo la chiusura della nostra collaborazione per la Stezzanese – conclude D’Adda -. Sapevo che era un bravissimo allenatore prima ancora di promuoverlo in prima squadra, con la quale abbiamo ottenuto la storica promozione in Eccellenza. Mi mancherà tantissimo: era un burlone, un amico sincero con il quale ho condiviso tante emozioni, sul campo e fuori. Lo porterò sempre nel cuore”.

Nell’ultima stagione Di Costanzo aveva guidato la Verdellinese, in Prima categoria: “Le cose non sono andate benissimo per una serie di circostanze poco fortunate, ma l’anno prima avevamo conquistato un ottimo piazzamento nei playoff – spiega Duilio Armanni, patron della società gialloverde -. Ho incontrato Salvo l’ultima volta domenica mattina, per un caffè in amicizia. La notizia della sua morte mi ha sconvolto: di lui mi restano solo ricordi positivi, era una persona davvero squisita”.

Sotto shock il presidente del Casazza Calcio, Claudio Cambianica, che avrebbe dovuto essere il prossimo patron di Di Costanzo: “Aveva una voglia incredibile di iniziare l’avventura con noi, tanto che la settimana scorsa aveva insistito per incontrare i ragazzi della squadra – racconta Cambianica -. Lo conoscevo da anni, e più di una volta avevo provato a portarlo a Casazza. A maggio ci ero riuscito e ora non riesco a credere che non ci sia più. Negli ultimi due mesi l’ho incontrato parecchie volte, più o meno 3-4 volte a settimana. Ero certo di aver trovato il tecnico giusto per la mia squadra, ma soprattutto ero sicuro di aver conosciuto una persona speciale. Mia moglie pochi giorni fa mi ha detto: ‘Mi ricorda te da giovane, avete lo stesso modo di fare’. Mando un abbraccio alla famiglia”.

(Nella foto dell’articolo – gentilmente concessa dal Casazza Calcio – da sinistra il vicepresidente Boscarelli, il presidente Cambianica, mister Di Costanzo e il ds Raimondi)

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