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Omicidio di Fermo, presidio antifascista in Prefettura a sostegno dei migranti foto

Dopo l'omicidio di Fermo, dove un richiedente asilo nigeriano è stato pestato a morte mentre difendeva la compagna da insulti razzisti, monta la protesta degli antifascisti a Bergamo.

Dopo l’omicidio di Fermo, dove un richiedente asilo nigeriano di 36 anni, Emmanuel Chidi Namdi, è stato pestato a morte il 5 luglio mentre difendeva la compagna dagli insulti razzisti, monta la protesta degli antifascisti a Bergamo.

La rivendicazione arriva direttamente dalla pagina Facebook di “Bergamo Antifascista” che per martedì 12 luglio alle 18,30 ha organizzato un presidio sotto la sede della prefettura di Bergamo in via Tasso.

“La politica non c’entra. È stato un balordo, un pazzo solitario. Queste frasi riemergono ogni qual volta una vita viene tolta per mano razzista e fascista – si legge in una nota su Facebook -.  Anche questa volta assistiamo allo stesso schema. L’omicidio di Emmanuel ha mano fascista. E tuttavia c’è chi, pur riconoscendone la matrice xenofoba, lo considera un caso isolato ed eccezionale”.

Il comunicato fa rifarimento ad “una terrificante volontà di minimizzare, di sprofondare nell’indifferenza, mentre ci si culla nell’illusione che la nostra società abbia gli anticorpi per opporsi alla barbarie che avanza. Noi abbiamo scelto da che parte stare: noi lottiamo perché non ci siano più altri Emmanuel, perché il razzismo non esista più, perché il fascismo rimanga nella pattumiera della storia dove è stato confinato. Perché ciò che è stato non accada mai più”.

Quel che i manifestanti chiedono è “una presa di posizione decisa da parte delle istituzioni della nostra città. I covi dei fascisti vanno chiusi tutti e subito”.

Nella giornata di lunedì 11 luglio, la stessa pagina Facebook aveva postato sui social le immagini delle sedi di Casapound in via Nazario Sauro e della Lega Nord in via Cadore imbrattate (leggi qui): “La fine di Emmanuel – ha scritto Bergamo Antifascista – è l’angosciosa risultante dell’agibilità concessa a Casapound, Lega Nord e a tutti gli pseudo-movimenti che infangano il tessuto sociale praticando razzismo e intolleranza”.

“Assassini complici” si legge sulla serranda della sede bergamasca di Casapound, mentre sulla vetrina di quella della Lega abbondanti macchie rosse e di nuovo la scritta “Complici”.

Lega sede imbrattata

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