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Niente sushi e risotto obbligatorio: il pranzo di matrimonio perfetto secondo lo chef Coria

Estate, tempo di matrimoni.

Lo chef Federico “Chicco” Coria, forte di anni di esperienza sul campo, avendo gestito eventi di ogni genere e matrimoni letteralmente “per tutti i gusti” ha voluto dire la sua.

Ecco come dev’essere il prazo di matrimonio perfetto secondo lo chef del One Restaurat Hotel di Dalmine.

1. CUCINA CLASSICA O ELABORATA?
Partiamo con il dilemma fondamentale che attorciglia i cervelli di tutte le coppie quando si tratta di pranzi nuziali. Qui la questione si fa delicata al pari dell’essere-non essere shakespeariano. Bene, manteniamo la calma, e partiamo invece con un approccio completamente differente: quello che veramente conta non è tanto “classico o elaborato”, quanto “cosa pensiamo che gli invitati possano veramente gradire?”.
Qui gli sposi giocano un ruolo fondamentale essendo i diretti conoscenti degli invitati, spetterà loro infatti fornire una descrizione il più accurata possibile riguardo alle loro caratteristiche e gusti. Se sembra un’impresa difficile non disperate, nel pratico sarà lo chef a porvi le giuste domande e a mettervi nella condizione di rivelargli tutto quello di cui ha bisogno.
E ricordate: è sempre bene proporre piatti che tutti i commensali conoscano e riconoscano. Quando i tuoi ospiti non sono preparati e decidi di complicarti la vita con ingredienti poco conosciuti e di tendenza rischi di mettere in difficoltà la metà degli invitati. Flop assicurato.

2. MUST HAVE: L’APERITIVO
Più che una regola d’oro, negli ultimi anni l’aperitivo lungo è diventato una richiesta costante, e nel 99,9% dei casi rientra nelle aspettative degli invitati. Un momento di leggerezza e chiacchiere a fare da intermezzo alla cerimonia e al pranzo/cena solitamente prolissi.
Dunque, proponiamo l’aperitivo lungo, che funga anche da antipasto, in modo da proseguire poi al tavolo con le restanti portate. In questo modo restringete i tempi al tavolo ma senza farvi mancare nulla.

3. IL NUMERO DI PORTATE
Nella nostra esperienza vince l’aperitivo lungo che funga anche da antipasto, al tavolo due sole portate, composte da un primo e da un secondo, terminando in grande con un dolce ad effetto. Evitando sprechi e stupendo con la qualità, la cura e la fantasia nei piatti da proporre. La quantità eccessiva non permette all’ospite di concentrarsi appieno su quel che sta assaporando, include sprechi (anche economicamente parlando) e rischia spesso di cadere nel trash. Molto meglio la raffinatezza e l’eleganza che stanno in poche portate curate nel minimo dettaglio.

4. I TEMPI
Semplice e chiaro: mai trattenere gli ospiti al tavolo per più di tre ore.

5. COSA NON PUO’ ESSERE SERVITO AD UN MATRIMONIO?
Gli insetti! Ora vi scapperà una risata, ma quello che intendo in realtà sono tutti quegli “eccessi” (passatemi il termine) che non rientrano nel nostro meraviglioso patrimonio eno-gastronomico. Invitiamo sempre gli invitati a seguire, gastronomicamente parlando, la cultura ed il territorio. Ad esempio sì al pesce crudo se si parla di tartare e carpaccio, No al sushi, che seppur delizioso non rientra nella nostra tradizione e rischia facilmente di cadere nel trash (fatta ovviamente eccezione per i matrimoni a tema).

6. COSA NON PUO’ MANCARE?
Credo che un buon risotto all’interno di un pranzo riesca sempre a ritagliare il suo ruolo da protagonista: che sia di terra, di mare o di ortaggi il successo è sempre assicurato. Certo è che se dovessi personalmente scegliere, proporrei sicuramente un risotto al Brut di Franciacorta.

7. ATTENZIONE ALLA LOCATION
Fate attenzione alla sintonia che deve instaurarsi tra il pranzo e la location. Dovete fare in modo che tutto risuoni armonico, non esiste nulla di più inopportuno di un pranzo di classe inserito in un ambiente che di classe non è. O viceversa. Dunque scegliete un filone guida e fate in modo che sia percepibile in ogni singolo aspetto della vostra festa. Ovviamente, per quanto riguarda il settore cibo sarà fondamentale interesse dello chef assicurarsi che questo accada, affidatevi sempre a dei veri professionisti che abbiano a cuore il vostro giorno più bello e non solo l’incasso a fine giornata.

8. QUANTO DEVO SPENDERE?
Devo spendere delle cifre enormi per assicurarmi di avere il meglio?
Parlate con me che in cucina ho deciso di sposare una filosofia precisa: quando una cosa è bella è un peccato non permettere a tutti di goderne e di scoprirla. Dunque, no! Non è necessario spendere cifre impossibili: qualità e prezzi contenuti non sono necessariamente antagonisti.
Come fare nel pratico? Mantenersi su un alto livello di materia prima sempre, ma poco elaborata, unita alla scelta dei piatti che non contengano mai più di tre ingredienti, sempre ad effetto, pietanze colorate, eleganti ma di semplice esecuzione.

9. IL SERVIZIO
Inutile dire quanto importante sia un ottimo servizio e quando positivamente influisca sulla percezione degli ospiti, che si parli di velocità, cortesia o disponibilità occorre essere impeccabili. Da unire a tutto quanto il resto, importantissima la presentazione dei tavoli, fondamentali i fiori (da abbinare rigorosamente alla stagione) e per finire, ma non meno importante, la scelta musicale.

10. IL DOLCE
Infine… che dire del finale?? La tradizione parla chiaro: assolutamente sì alla torta nuziale, magari scegliamola non troppo appariscente ma con una decorazione particolare e di classe.
Quello che io veramente amo in aggiunta alla torta è un’organizzazione a step dei dolci. Cosa intendo? Partendo dalla frutta, salendo con le creme e terminando in grande con il cioccolato, il tutto abbinato a tre vini differenti per arrivare finalmente al taglio della torta.

Federico “Chicco” Coria – One Restaurant, Dalmine.

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