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Metalmeccanici ancora in sciopero per il contratto: la protesta parte da Dalmine fotogallery

Corteo dei metalmeccanici nella mattinata di martedì 12 luglio quando Fiom, Fim e Uilm hanno indetto 4 ore di sciopero per protestare contro lo stallo nella trattativa di rinnovo del contratto nazionale di categoria.

Continuano le agitazioni per la trattativa di rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici, ferma ormai da mesi: nella mattinata di martedì 12 luglio Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil di Bergamo hanno indetto uno sciopero di 4 ore, mentre continui il blocco permanente degli straordinari e della flessibilità.

Il concentramento era previsto per le 9.30 nel parcheggio delle piscine di Dalmine con il corteo che poi è proseguito sulla strada provinciale 525. In tarda mattinata l’imprevisto con la manifestazione che si è diretta verso il casello autostradale dalminese, bloccandolo, con pesanti conseguenze sulla viabilità.

“La rigidità di Federmeccanica e Assistal è inaccettabile – commenta il segretario provinciale della Fiom Cgil Eugenio Borella – Come è inaccettabile un rinnovo del contratto che non riconosce aumenti salariali al 95% dei lavoratori”.

Fiom, Fim e Uilm propongono invece un contratto collettivo che rinnovi qualitativamente le relazioni industriali, tuteli l’occupazione e il salario e migliori le condizioni di lavoro, e che punti alla qualificazione e all’estensione della contrattazione di secondo livello.

“È stata una manifestazione importante, riuscita – dice Luca Nieri, segretario generale di Fim Cisl Bergamo. Protagonisti i lavoratori metalmeccanici del la provincia, che hanno manifestato il loro dissenso rispetto ala posizione rigida di Federmeccanica nel rinnovo del CCNL. Una posizione, sulla parte salariale, ferma al 22 dicembre. È inaccettabile! Riteniamo che questa rigidità sia più funzionale a posizioni ideologiche che di merito. Si torna indietro nel passato a relazioni sindacali basate su scontro e contrapposizione che non fanno bene ai lavoratori, alle imprese né al nostro Paese. Il CCNL non può andare in vacanza e con la manifestazione di oggi abbiamo coinvolto la pubblica opinione rispetto ala nostra protesta”.

Un contratto collettivo nazionale di lavoro che possa cogliere i segnali di ripresa e favorisca una nuova fase di rilancio investendo sulla qualità del lavoro.

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