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Buona la seconda per il giovane Tom Odell; e per l’estate… 10 canzoni sotto il sole

"Wrong Croud" dimostra che Tom Odell ha stoffa. Parola del nostro Brother Giober che però regala le ambitissime 5 stelle solo alla ristampa dei concerti di Van Morrison: It’s too Late to stop Now.

Giudizio:

* era meglio risparmiare i soldi e andare al cinema

** se non ho proprio altro da ascoltare…

*** gradevole

**** da tempo non sentivo niente del genere

***** aiuto! Non mi esce più dalla testa

ARTISTA: Tom Odell

TITOLO: Wrong Croud

GIUDIZIO: ***1/2

Non è proprio il mio genere ma questo secondo disco del giovane cantautore inglese mi ha colpito favorevolmente. Tom Odell è il classico esempio di cantante di successo di questi anni: giovane, con il look giusto, con un ampio seguito su Youtube e Spotify.

Però non è un teen idol, musicalmente parlando, anzi i suoi riferimenti sono quelli della mia epoca: Elton John, Billy Joel o, venendo a tempi più recenti Hozier, quello di Take me to the Church, il tormentone, bello, di inizio 2015. Odell stesso cita tra le proprie fonti di ispirazioni artisti di prim’ordine come Bob Dylan, David Bowie, Jeff Buckley, Radiohead e, da sempre appassionato di cinema, si dice fan di registi come Won Kar Wai, Paolo Sorrentino, Terrence Mallik, Wim Wenders e Fellini, dimostrando un’ inusuale maturità di gusti rispetto alla sua giovane età.

Wrong Cloud è il suo secondo disco, ed è stato registrato negli States dove da oltre un anno Odell si è trasferito alla ricerca della giusta tranquillità per comporre. Il lavoro d’esordio ha raggiunto la vetta della classifica inglese in un men che non si dica ed è probabile che questo faccia altrettanto se non meglio.

Il suo è uno stile cantautorale classico che pesca pop, dal soul, dal gospel (soprattutto grazie all’uso delle seconde voci) con l’aggiunta di un pizzico di elettronica.

Mentre i testi non sono francamente un granché e trattano tutti di temi propri del pubblico, giovane, cui si rivolge, diverso è il giudizio riguardo la parte musicale, trattandosi di composizioni che partono tutte da una base pianistica per poi prendere corpo con l’aggiunta di altri strumenti miscelati sapientemente grazie alla capacità di un produttore, Jim Abiss che, forte di esperienze importanti (Adele , Asctic Monkeys, Kasabian) dimostra in questo lavoro tutta la propria sensibilità musicale e il proprio gusto.

Le composizioni iniziano solitamente in modo sommesso e poi hanno un crescendo portato da basso e batteria, come il singolo, Magnetised con il suo finale esplosivo; al pop, a volte, si uniscono coloriture “black” , come in Concrete dove seconde voci, battiti ritmici delle mani formano una cornice gospel che non disturba affatto.

In alcuni casi l’influenza dei grandi song writer del passato è sino troppo evidente come in Constellations brano che grazie ai suoni pianistici e al modo di cantare di Odell ricorda forse, fin troppo, alcune cose di Billy Joel o di Elton John.

Molto più interessanti e innovative sono le composizioni in cui fanno capolino i suoni elettronici: è il caso della title track, Wrong Crowd con il suo intro di piano elettrico e voce che suona vagamente lontana. Il brano che si basa su crescendo sonoro, ha una bella melodia, una sorta di scioglilingua abbellito da un fischiettio che sottolinea il refrain e che suona nostalgico. Bellissimo il finale concesso al suono di una chitarra che si spande lirico.

Molto bella è Sparrow, basata tutto su piano e voce con un accento ancora nostalgico che suona particolarmente suggestivo.

Ancora dalle parti di Elton John è Still Getting Used to Being on my Own, una sorta di marcia rallentata con intermezzi strumentali di ampio respiro e il suono dell’orchestra ben in evidenza.

Violini posti all’inizio del brano calano l’ascoltatore in atmosfere anni ’30, ma è solo un attimo perché poi Silhouette diventa un brano pop anni ’60, con una melodia accattivante, un coro facile, ma non fastidioso, per un risultato finale estremamente leggero, e che ricorda da vicino alcune composizioni di Ronan Keating.

Pesantuccia è Jealousy, troppo ampollosa e carica di suoni, mentre è completamente fuori dagli schemi usuali del disco Daddy, con i suoi accenti soul intervallati da inserti rock durante i quali il suono diventa elettrico e il modo di cantare perde la grazia e la partecipazione tipica dei brani precedenti. Forse un esperimento, il tentativo di uscire dagli standard, tutto sommato non disdicevole.

Il secondo singolo estratto dall’album è Here I am con il quale il cantautore inglese ritorna agli schemi più classici del suo modo di comporre, ossia una sorta di ballad pop soul come se ne sono sentite molte nel passato, senza infamia e senza lode che scivola via in modo innocuo; potrebbe essere un brano composto da Adrian Levine dei Marron 5 o ancora da Ronan Keating, ovvero autori che pur frequentando facili sentieri sanno come va svolto il mestiere di comporre. In realtà l’intro è letteralmente scopiazzato da una canzone di John Legend ma insomma vista la grandezza del riferimento è un peccato che, personalmente, perdono volentieri.

Chiude il disco Somehow, una ballata in punta di suono con voce in falsetto che coglie nel segno, grazie anche alla presenza di archi in sottofondo che alzano il tasso di dolcezza.

Ripeto, non è proprio il mio genere, ma devo ammettere che nell’ultimo mese mi è capitato di sentire questo disco più volte e con piacere. Il ragazzo ha stoffa, un certo rigore nelle scelte musicali anche se è ovvio che debba rispettare certe regole di mercato. Per ora una sufficienza piena ma credo che questo sia solo l’inizio.

Se non si vuole ascoltare tutto il disco: Wrong Cloud

Se non ti basta ascolta anche:

Hozier – Hozier

Billy Joel – Piano man

Elton John – Goodbye Yellow Brick Road

Segnalazioni:

Van Morrison: It’s too Late to stop Now volume II, III e IV

Voto : *****

Strepitosa ristampa di una serie concerti registrati negli anni 70, in un momento di piena forma del grandissimo cantautore irlandese. Come al solito il bello sta che Van the Man dimostra di essere capace di spaziare dal soul, al jazz, al blues senza soluzione di continuità ottenendo sempre grandi risultati.

van morrison

I capolavori di quel tempo ci sono tutti, da Gloria a Domino a Into the Mystic a Brown Eyed Girl e non mancano la cover da sempre care all’artista come Bring it on Home to me o Buonasera signorina. Le versioni sono spumeggianti, in alcuni casi sorprendenti grazie alla presenza di una band di eccezione che fornisce un sottofondo sonoro di straordinaria bellezza.

Del disco sul mercato vi sono numerose vesioni: doppia, tripla , tripla con DVD e, se siete veramente fan di Van the Man è su quest’ultima che vi consiglio di investire I vostri soldi. Buon ascolto!

Dimenticavo… 5 stelle. E stop.

Rolling Stones: Totally Stripped

Voto: ***1/2

Ennesimo disco live delle pietre rotolanti che tuttavia sono qui al massimo della loro forma così che anche i brani riproposti per la centesima volta suonano bene. Segnalo una grande versione di Not Fade Away con un solo di armonica memorabile, una bella cover di Like a Rolling Stone (Bob Dylan) ed una trascinante Miss You che risale al periodo nel quale anche i nostri beniamini si erano inchinati alle regole del mercato che individuavano nel genere disco rock il solco da seguire. Gradevole ma solo per fan sfegatati.

The Rival sons : Hollow Bones

Voto : ****

I Rival Sons sono una band californiana dedita a un rock strettamente imparentato con l’ “hard “ e l’ “heavy”. La loro discografia, fatta di sei dischi , questo compreso, evidenzia una lenta ma continua crescita artistica. Hollow Bones è probabilmente la loro opera migliore, anche del precedente Great Western Valkyrie, che già mi era piaciuto molto e pure aveva mietuto unanimi consensi.

Se siete amanti dei Led Zeppelin, dei Cream, delle sonorità anni ’70, qui troverete pane per i vostri denti: riff chitarristici violenti ma anche una ricerca melodica e arrangiamenti per nulla scontati e… ugole d’acciaio. Decisamente bello e quindi da ascoltare.

L’estate è arrivata – ovvero dieci canzoni da ascoltare sotto il sole

The Maze Golden Time of day

Joan ThieleSave Me

MaxwellAll trhe Ways Can Feel

The Style Council – Every Changing Mood

DrakeKeep the Family Close

Prince1999

Manhattan Transfer – Soul Food to go

The Gap BandOutstanding

Johnny Guitar Watson I’m Gonna Get You baby

The HigwaymenMistery Train

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