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Val Vertova, 500 firme raccolte in tre giorni per dire ‘no’ alle centrali idroelettriche foto

Una raccolta firme per dire no alle centraline idroelettriche in Val Vertova. E’ di qualche mese fa la domanda presentata alla Provincia di Bergamo da una società immobiliare della Val Camonica di realizzare due centraline idroelettriche della potenza ciascuna di circa 200KW in Val Vertova. Una richiesta che ha creato non poche perplessità nei cittadini della media Valle.

Per questo, da qualche settimana, è nato il Comitato Val Vertova Bene Comune. Giovedì 7 luglio alle 20.30, alla sala polivalente della Fondazione Cardinal Gusmini, c’è stato un incontro pubblico indetto proprio dal Comitato, durante il quale è stata anche presentata una raccolta firme, supportata dal gruppo Orobievive, Collettivo Alzano, Rifondazione Comunista, SEL, M5S, PD Albino, Lista civica Nuovo Corso – Fiorano al Serio, Comitato Fiumenero, Associazioni di Vertova, Circolo cult. Insieme per Cene e Insieme per Gazzaniga.

Nel giro di pochi giorni, la petizione avrebbe già raccolto all’incirca 500 firme; 300 delle quali soltanto nella serata di giovedì.

“La Valle Vertova è uno dei più suggestivi angoli della Valle Seriana ed è di elevato valore ecologico e paesaggistico – spiega il Comitato in una nota -. Rimane una delle poche valli incontaminate, con una presenza di biodiversità notevole, ed è un valore che rappresenta un patrimonio naturale per tutta la Comunità. Lo stato ambientale del torrente Vertova per la purezza delle sue acque, nella pianificazione dei corpi idrici della Regione Lombardia 2016/2021, ha avuto la valutazione di “Buono”. Inoltre, le potenzialità del corpo idrico sono già sfruttate per prelievi a scopo potabile e ulteriori prelievi di acqua dal torrente ne stravolgerebbero l’ecosistema compromettendo specie e habitat prioritari per la Rete Ecologica Regionale ed Europea; senza contare i danni ambientali che gli sbancamenti previsti per la posa delle condotte (circa 1500 metri) e delle centraline, causerebbero sia al paesaggio che all’intero ecosistema della valle, con danni irreparabili alle specie endemiche. Vi è infine la totale assenza di sostenibilità sociale, oltre che ambientale, in quanto il progetto andrebbe a vantaggio di un solo privato e a fini di lucro”.

Una presa di posizione netta, che trova il consenso del sindaco di Vertova, Gianni Gualdi, e dell’amministrazione Comunale: “Il rischio più grande è che l’area perda l’interesse turistico e paesaggistico a favore soltanto del privato – commenta il sindaco -. Ma neanche l’interesse economico ci farebbe cambiare idea: i vertovesi non venderebbero la loro valle neanche per un milione di euro”. Ci tiene poi a spiegare che: “Il Comune non trarrebbe alcun beneficio economico dalla costruzione delle due centraline, che non porterebbero vantaggi nemmeno in termini occupazionali, visto che le due stanze sono interamente meccanizzate”.

In campo è scesa anche la politica: il Consiglio regionale ha approvato il 5 luglio una mozione del M5S Lombardia che chiede la moratoria delle concessione delle derivazioni idroelettriche nel Fiume Serio e una valutazione sullo stato di salute del fiume per quantificare la possibilità di rilasciare eventuali nuovi permessi.

Per Dario Violi, consigliere regionale del M5S Lombardia e promotore della mozione: “Il Serio è già costellato da una trentina di centrali idroelettriche, che arrecano seri problemi di deflusso minimo del fiume, e i controlli sono sostanzialmente inesistenti. Non possiamo permettere che vengano rilasciate altre concessioni senza che prima sia fatta una valutazione dello stato di salute del fiume, dato che oltre che a mettere a rischio l’ecosistema, le nuove centrali comprometteranno l’attrattiva turistica del territorio. Con l’autorizzazione di nuove centrali in val Vertova verrebbe inoltre compromesso l’ecosistema di questa valle incontaminata distruggendo tutto il comparto turistico. Si possono fare politiche energetiche compatibili con una buona gestione della montagna e delle sue valli. La Lombardia copre già il 25% del suo fabbisogno energetico con la produzione di energia da idroelettrico. Non chiediamo lo stop definitivo alle concessioni, ma una valutazione di buonsenso. Il Serio e i suoi affluenti sono già stati fin troppo sfruttati”.  

Un plauso al consigliere dei Cinque Stelle, infine, arriva dal presidente della Provincia Matteo Rossi, che si schiera a sua volta dalla parte del ‘No’: “Personalmente mi trovo in sintonia con le istanze dei Comitati e con la mozione promossa da Dario Violi, poiché ritengo sbagliato insediare due centraline in un luogo come la Val Vertova”. Il numero uno della Provincia ripone “massima fiducia nel lavoro che gli uffici della provincia e quelli tecnici dei Comuni di Gazzaniga e Vertova stanno portando avanti”; ma lancia una stoccata a Regione Lombardia, definendo il suo comportamento “paradossale”: “Nei 45 giorni utili a fare osservazioni e dopo la conferenza dei servizi non hanno presentato nulla; solo dopo l’intervento di Violi è arrivata la lettera dello Ster che preannunciava il loro ‘no’ rispetto alla tematica idraulica, chiedendoci, però, di mandare a Valutazione d’Impatto Ambientale la richiesta. E’ evidente che chi ha chiesto moratorie o interventi più stringenti fa riferimento ad interventi legislativi a livello regionale. Sia chiaro che quando qualche mese fa Regione Lombardia ha stilato il piano energetico sono state sensibilmente ridotte le zone definite come non idonee. Se si volevano abbassare le possibilità di realizzare questi interventi, si poteva tranquillamente fare”.

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