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La guida turistica bergamasca: “Passerella di Christo stupenda, ma la città dov’era?”

Chiara Gambirasio, guida turistica orobica con un'esperienza ventennale nel settore, traccia un bilancio dopo la chiusura dell'opera dell'artista bulgaro-statunitense: "Sebino splendido come sempre, è mancata la partecipazione della città di Bergamo che ha perso un'occasione d'oro"

“La passerella di Christo mi ha entusiasmata come poche altre cose, ma la città di Bergamo dov’era?”. Chiara Gambirasio, guida turistica con un’esperienza ventennale nel settore, è rimasta assolutamente entusiasmata dall’opera dell’artista bulgaro-statunitense. “Quando lo vedevo passare sul lago ero tra quelli che gli urlavano ‘thank you mister Christo’ – commenta la guida turistica -, ha fatto qualcosa di veramente magnifico”.

Passerella di Christo

“Ho visto turisti stranieri, che nemmeno conoscevano il lago d’Iseo, arrivare a Sulzano e restare meravigliati di fronte a tanta bellezza – continua Chiara Gambirasio -. E tutto questo perché Christo ha regalato al Sebino e a Bergamo un’opportunità straordinaria. In vent’anni ho portato tantissimi visitatori su quel lago che ormai conosco molto bene, e un’occasione simile è stata qualcosa di incredibile: Montisola è molto più forte del milione e mezzo di turisti che sono passati per Christo, la passerella ora se ne va ma la bellezza di quelle zone resta e resterà per sempre”.

Ma tra tanto entusiasmo c’è qualcosa che ha lasciato amarezza e disappunto alla guida turistica Chiara Gambirasio: “La città di Bergamo non ha colto l’incredibile opportunità che Christo ha portato un po’ a tutti – spiega molto delusa -. Questo mi ha fatto molto male, perché questa era un’occasione unica e, forse, irripetibile. Serviva attrezzarsi, preparasi, farsi trovare al posto giusto: Bergamo ha delle bellezze che molti turisti transitati nel centro per andare a Sulzano hanno completamente ignorato, ma non perché poco attraenti o interessanti, ma solo ed esclusivamente perché mal pubblicizzate”.

“Quando ho scoperto dell’arrivo di Christo, a ottobre del 2015, mi sono subito mossa con alcune agenzie con le quali lavoro: in pochi giorni avevamo già raccolto decine di adesioni dall’estero. Turisti – continua la guida – che sarebbero passati da Bergamo per andare a visitare l’opera del Sebino. Così, ho cercato di capire come si stesse muovendo la città per cogliere questa occasione e, anche diversi mesi dopo, ho scoperto che quasi nessuno si stava preparando a dovere”.

“La città è stata sommersa dai visitatori e, addirittura, in un famoso albergo del centro ho assistito alla scena di una reception che non sapeva dare indicazioni per Sulzano: Bergamo poteva mettere in mostra i suoi gioielli, organizzare qualche iniziativa culturale, proporsi in modo attento e deciso. Invece, ho dovuto constatare con grande amarezza che non ha saputo cogliere questa incredibile opportunità”.

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