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Germania-Italia tra rigori maledetti, una notte insonne e una promessa: “Ci vediamo in Russia” foto

La sconfitta contro la Germania è stata bruciante anche per Fabio Zambelli, il nostro inviato speciale a Bordeaux: il suo viaggio si è concluso nel peggiore dei modi, con una sconfitta ai calci di rigore al termine di una partita dalle emozioni fortissime.

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La sconfitta contro la Germania è stata bruciante anche per Fabio Zambelli, il nostro inviato speciale a Bordeaux: il suo viaggio si è concluso nel peggiore dei modi, con una sconfitta ai calci di rigore al termine di una partita dalle emozioni fortissime. Lascia la Francia ed Euro 2016 con qualche rimpianto e una promessa: ci riproveremo in Russia nel 2018. 

“Probabilmente, con il tutto il cuore messo dai tifosi italiani presenti sabato a Bordeaux nell’intraprendere questo viaggio, non ce lo saremmo meritati.

Una massima calcistica, però, insegna che il pallone è rotondo e che, soprattutto, non può rotolare sempre nella stessa direzione. Insomma, la ruota gira. Le due ultime sfide contro la Germania, d’altra parte, sono risultate decisamente a nostro favore.

Credo che, in ogni caso, tutti sperassero in una riedizione di Italia Germania 2-0, semifinale del Mondiale 2006, o Italia Germania 2-1, la sorprendente semifinale di Euro 2016. La partita l’abbiamo vista tutti, e non è questa la sede adatta ad un’analisi tattica che, peraltro, non sarei in grado di dare.

Ciò che posso dire è che è stata una partita emozionante. Si, perchè raramente impegni così sentiti finiscono con il tramutarsi in belle partite. Sono, per la maggior parte, eventi di una inspiegabile intensità emotiva (inspiegabile per chi, non come noi, non è un tifoso del pallone); intensità emotiva sicuramente non comprensibile da chi non ha quella visione della vita, forse anche un pò distorta, la quale prevede che il risultato di una partita di calcio possa migliorare le cose.

Sabato sera non ho praticamente chiuso occhio. Continuavo a pensare a quella interminabile serie di rigori e mi chiedevo se, con una rincorsa diversa, Zaza non avrebbe trasformato in gol il suo rigore. Rimuginavo sul fatto che se Pellè avesse tenuto fede alla propria “promessa” di cucchiaio a Neuer, forse saremmo stati a tanto così dal passare il turno. Mi sono scervellato sul perchè Bonucci abbia deciso di cambiare angolo rispetto al rigore calciato nel secondo tempo regolamentare.

Probabilmente, perso tra mille pensieri, dimenticavo una cosa fondamentale per un tifoso di calcio: la ruota gira. 1100 Kilometri, con una sconfitta sul groppone, sono infiniti: meglio mettersi in macchina. Ci vediamo a Russia 2018.

Until then,

Fabio”

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