BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Italia-Germania, sfavoriti ma la storia è dalla nostra parte: coraggio azzurri, fateci sognare foto

Come al solito siamo sfavoriti, ma non è un male: contro le grandi gli azzurri mettono "il cuore dentro alle scarpe e corrono più veloci del vento", come il Nino di De Gregori della Leva calcistica 68. Coraggio Italia, facci sognare ancora.

Più informazioni su

Loro, la Germania, sono i campioni del mondo in carica. I più forti, anche se spesso ci danno lezioni quando le partite non contano, vedi il 4-1 nell’amichevole di Monaco il 29 marzo scorso.

Perché quando c’è in palio un Europeo o un Mondiale, quando contano il coraggio, l’altruismo e la fantasia (direbbe De Gregori), allora ecco che arrivano i nostri, l’Italia. Che gettano il cuore oltre l’ostacolo e la partita diventa un film che ti tiene incollato alla poltrona, perché non sai come va a finire, ma sai che i nostri non ti deluderanno.

Pensi a Italia-Germania del 2 luglio 2016 (ore 21 a Bordeaux) e ti viene in mente il 4-3 della memorabile semifinale di Città del Messico e leggi: “Italia-Germania è giusto una di quelle partite che si ha pudore di considerare criticamente. La tecnica e la tattica sono astrazioni crudeli. Il gioco vi si svolge secondo meno vigili istinti. Il cuore pompa sangue ossigenato dai polmoni con sofferenze atroci. La fatica si accumula nei muscoli male irrorati…Ora mi terrorizza l’idea che qualcuno debba scorrere un giorno questo articolo senza capire né poco né punto come si sia svolta la memorabile semifinale Italia-Germania dei Mondiali 1970… I bravi messicani son impazziti a vedere italiani e tedeschi incornarsi con tanto furore”. Così raccontava Gianni Brera nel “più bel gioco del mondo”.

A generica

Facciamo un salto a dieci anni fa e, se volete, toccate ferro, ma sembra di risentir parlare dell’Italia di oggi, senza fenomeni, senza stelle, senza grandi attaccanti: “Non si vince un Mondiale se non c’è gruppo, voglia di ottenere un risultato collettivo, piacere di giocare insieme. L’Italia di Lippi ha avuto però dei meriti molto particolari. Forse nascondevano limiti, ma il gioco di tutti e il tempo breve hanno impedito di scoprirlo. All’Italia è mancato il grande attaccante, il Riva del Messico, il Rossi dell’82″… Così l’analisi di Mario Sconcerti dopo Italia-Germania del 2006 (2-0, gol di Grosso e Del Piero, semifinale del 4 luglio, poi la finale vinta con la Francia ai rigori).

A generica

Le analogie sembrano davvero tante, ma fermiamoci qui. Siamo ai quarti di finale, come direbbe Conte “non abbiamo ancora vinto niente”. Ci aspettano i panzer, assetati di rivincite sugli azzurri, se pensiamo anche alla finale dei Mondiali 1982, 3-1 con reti di Rossi, Tardelli, Altobelli e Breitner.

E l’Italia? Noi abbiamo la BBC: Barzagli-Bonucci-Chiellini, il muro juventino parzialmente presente nelle sfide di Champions di febbraio e marzo tra Juve e Bayern. Mancava infatti Chiellini, che stavolta ci sarà così come il quasi oggetto misterioso Stefano Sturaro, l’uomo che dovrà rimpiazzare l’infortunato De Rossi. Per referenze chiedere a Gian Piero Gasperini, il nuovo tecnico dell’Atalanta: è stato lui a volere e lanciare in serie A a vent’anni Sturaro, nel Genoa. Dopodichè il centrocampista sanremese è passato alla Juve e ora proverà a riavvolgere il nastro, soprattutto a ricordarsi come si batte un marziano come Neuer, lui che gli ha fatto gol in Champions in Juve-Bayern 2-2.

Come facciamo a resistere alla Germania con un centrocampo da inventare? Prima mancava Marchisio, poi Verratti, ora De Rossi e Motta e non vorremmo essere noiosi a ricordare che avrebbe fatto comodo anche Jack Bonaventura. Pazienza, ci penserà adrenalina-Conte, l’uomo in più di questa Nazionale, a cercare le motivazioni nella voglia di Sturaro, nelle geometrie di Parolo, nei polmoni di Giaccherini ma anche di Florenzi e soprattutto De Sciglio. Che non sarà Paolo Maldini e magari certi paragoni non gli hanno fatto troppo bene, ma adesso risponde presente, alla grande.

A generica

Contro i panzer, che non hanno ancora preso gol in questi Europei, Eder e Pellè dovranno superarsi e provare a far perdere la testa al fratello bravo di Kevin Boateng (Jerome, un altro prodotto Bayern), a Hummels. Mentre Buffon si dovrà guardare soprattutto da Thomas Muller, che gli ha fatto gol due volte quest’anno in Champions: un attaccante completo che sa fare gol di testa come di piede, imprevedibile e a volte immarcabile.

Speriamo bene per i nostri. Che conoscono bene invece Mario Gomez, uno che alla Fiorentina non ha sfondato (solo sette gol in due anni) ma ora si sta ritrovando. E comunque, da Goetze (in panchina, come Podolski) a Ozil, possono tutti farci male. Ma c’è sempre “san” Buffon e soprattutto un’altra difesa, non Darmian-Bonucci-Acerbi dell’amichevole sballata di marzo e un centrocampo un po’ troppo compassato (allora) con Montolivo e Thiago Motta. Contro la Spagna gli azzurri-vecchietti hanno corso tantissimo, speriamo che abbiano recuperato: con la testa ci saranno, magari con le gambe un po’ meno e… ci vorrebbe allora una partenza travolgente come con la Spagna.

Come al solito siamo sfavoriti, ma non è un male: contro le grandi gli azzurri mettono “il cuore dentro alle scarpe e corrono più veloci del vento”, come il Nino di De Gregori della Leva calcistica 68. Coraggio Italia, facci sognare ancora.

 

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.