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Il nostro abbraccio alle Mura: una dedica a tutti i giovani

Nelle ultime due settimane hanno perso la vita tre giovani. La nostra comunità è forse chiamata ad interrogarsi di fronte a certi dolori. A questi tre giovani che nell'estate della vita se ne sono andati, Bergamonews dedicherà la sua presenza all'Abbraccio delle Mura.

Nelle ultime due settimane Bergamonews ha dato l’annuncio della scomparsa di tre giovani di 26, 29 e trent’anni.

Tre giovani vite che Bergamo ha perso. L’ultima nella serata di giovedì 30 giugno. Come si possa decidere di sottrarsi nel pieno dell’estate della vita resta un mistero.

A noi cronisti l’ingrato compito di narrare il triste epilogo. E la difficoltà di impaginare queste drammatiche storie nell’ingranaggio delle decine di notizie, a volte leggere e spensierate come sanno essere gli appuntamenti dell’estate. Giovedì scorso, mentre la città festeggiava il suo primo appuntamento di Bergamo Balla è giunta in redazione la notizia del ritrovamento di un 29enne senza vita a Gorle.

Non nascondiamo la difficoltà di abbinare due momenti così distanti. Il dolore e il rispetto sono venuti prima di tutto. Perché la vita non può essere celebrata, se prima non viene rispettata in tutte le sue forme.

Ora ci troviamo alla vigilia di un appuntamento che è una festa immensa per Bergamo e la sua provincia: l’abbraccio delle Mura. Iniziativa alla quale Bergamonews ha deciso di partecipare.

Noi ci saremo. E dedicheremo il nostro abbraccio a questi tre giovani e a tutti i loro coetanei.

Lo dedicheremo a quanti, in quell’età, vivono momenti di fragilità, di difficoltà, di solitudine.

In queste settimane abbiamo assistito all’impegno di moltissimi amici alla ricerca di questi tre giovani.

Segno che c’è un’umanità che è viva, partecipe, solidale come solamente le grandi speranze lo sanno essere.

Le grandi speranze delle giovani generazioni.

A tutti quei giovani Bergamonews si rivolge come si fa in famiglia e con gli amici, e consegna loro un invito: scriveteci, chiamateci, denunciate, ribellatevi ma soprattutto non cedete, non arrendetevi.

Fatelo perché quel grande dono che è la vita deve essere vissuto, goduto, celebrato.

Anche con un abbraccio. Questo è il nostro. E non è virtuale.

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