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Vkontakte contro Telegram, il duello social si scontra sulla sicurezza

Non c'è solamente Facebook nell'orizzonte social. Dalla Russia l'esperienza di Vk.com e di Telegram.org, due piattaforme fondate da Pavel Durov che ha fatto della protezione e sicurezza dei dati dei propri utenti la sua filosofia di impresa.

Vkontakte (oggi www.vk.com) è una rete sociale poco conosciuta in Italia, ma è la più usata in Russia ed e ventesima tra le più popolari nel mondo. Il sito è stato creato nel 2006 da Pavel Durov, laureato della facoltà di Filologia di San Pietroburgo.

All’inizio era un semplice progetto studentesco che permetteva agli alunni pietroburghesi di rimanere in contatto: da qui il nome Vkontakte, letteralmente tradotto “in contatto” appunto.
Per dare vita al suo progetto Durov ha preso come riferimento Facebook di Mark Zuckerberg, che era già conosciuto come sociale, ma non era ancora tradotto in russo. Nonostante entrambi i social network siano tradotti in più di 70 lingue, Vk rimane ancora il più utilizzato dei due in Russia.

La statistica afferma che Vk ha più di 80 milioni di visitatori al giorno e sono registrati più di 350 milioni di persone.

Siccome Vk sembrava una copia di Facebook, nel 2008 si vociferava che fosse in arrivo un grande processo per plagio ai danni di Durov e che il sito sarebbe stato chiuso. Pavel Durov, però, è riuscito a dimostrare che l’80% del sito era stato programmato da lui stesso. E questo ha permesso di annullare ogni accusa a suo carico.

Secondo alcuni detrattori Vk è finanziato e gestito dal Servizio Segreto Federale russo. L’Ufficio stampa del sito non ha negato questa tesi. Quando nel 2013 è scoppiato lo scandalo con gli attivisti ucraini durante Euromaidan (Euromaidan è una serie di manifestazioni cominciate in Ucraina la notte del 21 novembre 2013, all’indomani della sospensione da parte del Governo ucraino di un accordo di associazione, denominato DCFTA, tra l’Ucraina e l’Unione europea, che prevedeva la realizzazione di un’Area Approfondita e Globale di Libero Scambio), Durov non ha permesso di usare i dati dei utenti ucraini al governo russo: non perché proteggeva gli attivisti, ma semplicemente perché proteggeva la libertà e i dati confidenziali degli utenti.

Poco dopo Durov venne obbligato a vendere le sue quote della società e un anno dopo dovette emigrare dalla Russia per non venire a patti con le pressioni del Governo russo in termini di sorveglianza sui dati dei cittadini.

“Ho perso la mia parte della Rete, ma ho mantenuto i miei ideali e la mia coscienza è rimasta pulita” ha affermato Durov.

Così al fondatore di Vk è venuta in mente l’idea creare un programma più sicuro dei social concorrenti, garantendo un maggior rispetto della privacy degli utenti. La disubbidienza di Durov contro lo strapotere dei governi è frutto della grande ammirazione che il fondatore di Vk ha nei confronti di Edward Snowden, l’ex informatico della Cia che con le sue rivelazioni ha dato il via al Datagate, lo scandalo sulla sorveglianza di massa messa in atto da alcuni governi all’insaputa dei cittadini.

Dopo la scoperta degli informazioni è stato chiaro che ogni Paese invade la privacy dei propri cittadini con troppa facilità.

Nello stesso anno, nel 2013, Durov ha lanciato Telegram.org Solamente dodici mesi più tardi Durov poteva dichiarare: “Siamo riusciti a raggiungere una base di utenti davvero globale, che si fida di noi e che consiglia agli amici di usare la nostra App. Spero che riusciremo a tenere fede alle aspettative, anche se siamo solo all’inizio”.

Telegram.org è utilizzato da 100 milioni di utenti attivi e ogni giorno mille persone scaricano la sua applicazione.

Tutte le conversazioni vengono criptate attraverso i server dell’App con una chiave a 256 bit, mettendole al riparo da occhi indiscreti. Inoltre, ci sono le chat segrete e nel caso di foto private, Telegram.org avvisa se l’utente a cui è stata inviata la foto ha fatto uno screenshot della schermata.

Per proteggere al meglio la sua creatura social, Pavel Durov è arrivato ad organizzare concorsi nella ricerca della vulnerabilità nel proprio programma. Durante il primo concorso in cui i criptografi dovevano riuscire a leggere la corrispondenza tra Pavel e suo fratello, un haker, e una volta trovati i dati vulnerabili non sono riusciti a leggere i messaggi. Questo dimostra l’affidabilità e la sicurezza del social nei confronti dei propri utenti. E Durov ha premiato l’haker con un premio di 100 mila dollari.

E proprio per continuare a garantire sicurezza e protezione per i propri utenti, Telegram è in continuo aggiornamento. Una sfida che dimostra l’importanza di comunicare e rendere libere le proprie idee sulle piattaforme social, ma rassicurando i fruitori.

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