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L’esperto di Bergamo sulla bimba in fin di vita: “Dieta vegana non uccide, ma va variata”

Dopo il caso della piccola Chiara, la bimba di due anni ricoverata in fin di vita a Genova, la dieta vegana è finita di nuovo sul banco degli imputati. Abbiamo chiesto il parere del Dott. Maurizio Ruggeri, responsabile del reparto USS Pediatria d'Urgenza all'Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo.

Dopo il caso della piccola Chiara, la bambina di due anni ricoverata in rianimazione all’ospedale Gaslini di Genova, la dieta vegana finisce di nuovo sul banco degli imputati.

La piccola, come riporta il quotidiano ‘La Repubblica’, è arrivata al pronto soccorso dell’ospedale pediatrico in condizioni gravissime: forte carenza di vitamina B12, peso nettamente sotto il percentile di riferimento, una scarsa reattività, movimenti rallentati e un livello di emoglobina bassissimo. Un quadro clinico compatibile con gli effetti su un bambino di una rigida dieta vegana.

E’ il terzo caso dall’inizio del 2015, dopo quelli di Belluno e Firenze, di un piccolo paziente arrivato in un pronto soccorso pediatrico in gravi condizioni a causa dell’alimentazione; motivo per il quale, abbiamo chiesto il parere di un esperto. Quello del Dott. Maurizio Ruggeri, responsabile del reparto USS Pediatria d’Urgenza all’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo: Il caso di Genova è un caso limite – ci spiega -. Alla piccola è stato imposto un regime dietetico molto rigido, che un bambino può seguire solo se supervisionato da un pediatra.

Il problema, secondo il Dott. Ruggeri, non è da ricercare tanto nella dieta vegana, quanto nell’assenza di variabilità: Ci si può nutrire male e avere scompensi mangiando carne; così come ci si può nutrire bene mangiando vegan, e viceversa. Il segreto sta tutto in una varia, bilanciata e consapevole alimentazione.

In ogni caso, avverte: “Tutte le diete restrittive in ambito pediatrico possono diventare pericolose. Quelle vegane, ad esempio, limitano l’introduzione di sostanze elementari essenziali come vitamine, proteine, grassi, zuccheri, ma anche minerali e oligoelementi.

Per essere sana, dunque, “anche la dieta vegana deve essere bilanciata, apportando nelle giuste proporzioni tutti i nutrienti necessari al benessere del corpo per evitare quelle carenze che rappresentano il vero fattore di rischio. Ragion per cui, sarebbe meglio affidarsi prima al parere e poi alla supervisione di un esperto”, evitando il metodo fai da te.

E su casi analoghi o simili a quello della piccola Chiara all’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, risponde: “Fortunatamente di bambini in grave stato di denutrizione a causa di diete alimentari scorrette non ne abbiamo visti. Al limite, ci è capitato qualche caso di anemia ferro carenziale perché i bambini mangiavano poca carne o perché seguivano una dieta poco equilibrata.

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