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La Chiesa Ortodossa e il difficile cammino all’ecumenismo

Chiesa ortodossa russa cronologia e storia, Kirill Patriarca di Mosca e di tutta la Russia, siluro al Sinodo Panortodosso 18-27 giugno 2016.

Malgrado le defezioni di Russia, Bulgaria e Georgia, ha avuto una rilevanza storica il Sinodo panortodosso del 18-27 giugno 2016 nell’Accademia teologica di Creta, guidato con sapienza da Bartolomeo, Patriarca ecumenico di Costantinopoli.

La Chiesa ortodossa russa, come Costantinopoli, si richiama all’apostolo Andrea che predicò presso il Mare d’Azov e che fondò una chiesa nel Chersoneso in Crimea.

La storia della Chiesa russa inizia con la conversione al Cristianesimo della Rus’ di Kiev. Nel 1299 il metropolita di Kiev si trasferisce a Vladimir e poi a Mosca. Occupa il quinto posto nel dittico ortodosso, dopo il Patriarcato ecumenico di Costantinopoli, il Patriarcato greco-ortodosso di Alessandria, la Chiesa greco-ortodossa di Antiochia, la Chiesa greco-ortodossa di Gerusalemme.
99-102 – Clemente, quarto Papa di Roma, prigioniero nel Chersoneso in Crimea, testimonia la presenza di un buon numero di cristiani.
325 – Al Concilio di Nicea partecipano alcuni vescovi della Russia.
Fine IV secolo – San Giovanni Crisostomo consacra vescovo Unil della regione dei Goti.
VIII secolo – Nella zona del Khazar sono presenti sette vescovi.
955 – La principessa Olga di Kiev si converte al Cristianesimo.
988 – La Russia si converte al Cristianesimo sotto il regno della principessa Olga e del principe Vladimir.
1037 – La Chiesa russa entra a far parte del Patriarcato di Costantinopoli come sede metropolitana. 1274 – Sinodo per l’organizzazione interna della Chiesa.
1325 – Mosca diventa la capitale della Russia.
1439 – Concilio di Firenze: Roma e Costantinopoli tentano un accordo e la Chiesa russa rigetta l’unione.
1448 – Si tiene un Sinodo di vescovi indipendenti da Costantinopoli: è l’inizio dell’autocefalia.
1453 – Cade l’Impero bizantino d’Oriente e la Chiesa russa diventa il centro dell’ortodossia.
1589 – Geremia, Patriarca di Costantinopoli, intronizza Iov, primo Patriarca di Mosca.
1721 – Lo zar Pietro il Grande riforma introducendo la conduzione sinodale.
1870 – Viene fondata la Società missionaria che apre un periodo di forte espansione.
1917-1925 – Dopo la caduta dell’impero zarista e l’avvento della dittatura leninista il Sinodo decide di restaurare il Patriarcato. Il metropolita Tkklon (Vasilij Ivanovič Bellavin) è eletto Patriarca.
1925-1943 – Alla morte di Tkhon, a causa dei litigi, il Patriarcato resta vacante 17 anni. 1943-1945 – Il metropolita Serghi (Ivan Nicolaevič Starogorodskij) è eletto Patriarca.
1945-1970 – Il metropolita di Leningrado Aleksi (Sergej Vladimirovič Simanskij) è eletto Patriarca.
1961 – La Chiesa russa entra a far parte del Consiglio ecumenico delle Chiese.
1945-1970 – Patriarca Alessio I (Sergej Vladimirovič Simanskij).
1962-1965 – Al Concilio ecumenico Vaticano II il Patriarcato di Mosca invia sette «osservatori» e la Chiesa ortodossa russa all’estero quattro.
1971-1990 – Patriarca Pìmen (Sergej Michailovič Izvekov). 1990-2008 – Patriarca Alessio II (Aleksej Michajlovič Ridiger)
1° febbraio 2009… – Patriarca è Cirillo (Vladimir Michajlovič Gundjaev).
12 febbraio 2016 – Papa Francesco e il Patriarca Kirill si abbracciano all’aeroporto dell’Avana, primo incontro tra i capi di due Chiese separate dal grande scisma del 1054 tra Oriente e Occidente. Vladimir Michajlovič Gundjaev nasce il 20 novembre 1946 a Leningrado, poi San Pietroburgo, città natale di Alessio II, del presidente-dittatore Vladimir Putin e del suo vassallo Dmitri Medvedev.

Da un’umile famiglia di religiosi dissidenti alla definizione di Vladimir Putin come «un miracolo di Dio».
Con grande abilità e stupefacente rapidità scala la gerarchia: ha appena 25 anni quando rappresenta l’Urss al Consiglio mondiale delle Chiese. Metropolita di Smolensk e Kaliningrad, nel 1989 diventa presidente del potentissimo Dipartimento per le relazioni esterne del Patriarcato.

Il 27 gennaio 2009 è designato con una maggioranza di 508 voti su 677 schede valide e su 702 votanti dal Concilio plenario, riunito a Mosca nella Cattedrale di Cristo Salvatore, composto da 711 membri tra metropoliti, rappresentanti del clero e dei laici provenienti da 64 Paesi.

È il 16° Patriarca di Mosca dopo lo scisma da Costantinopoli ed è il primo Patriarca postcomunista. Il 1º febbraio 2009 sale al soglio nella solenne «Intronisazia, intronizzazione».

Kirill attacca il proselitismo di cattolici e di protestanti e invoca la «non interferenza reciproca» nei rapporti tra Stato e Chiesa. In realtà va sempre più a braccetto con il Cremlino: con l’appoggio di Putin il Patriarca trasforma la Chiesa russa in una potente istituzione e si sdebita benedicendo il potere del «tiranno» di Mosca: Putin e Kirill, contrari all’Occidente, sono garanti dell’identità e della stabilità del Paese.

Il Patriarca benedice «la guerra santa» in Siria lanciata dal Cremlino «per proteggere la Russia dal terrorismo». Come previsto e temuto da Mosca arriva il colpo di grazia al Sinodo panortodosso del 18-26 giugno all’Accademia teologica di Creta, al quale partecipano 11 delle 14 Chiese ortodosse dopo un preparazione durata 55 anni.

Mosca rappresenta i due terzi degli ortodossi; è una Chiesa numericamente ed economicamente poderosa con una forte caratterizzazione nazionale e un legame di ferro con il Cremlino. Kirill sapeva perfettamente che non avrebbe ottenuto la conferma dell’autorità di Mosca sulla Chiesa ortodossa ucraina né la ratifica dell’autocefalia sulla Chiesa ortodossa americana.

Inoltre non vuole dare troppa importanza a Bartolomeo, «primus inter pares» che vanta un primato d’onore sull’ortodossia ma che è come un isolotto nell’oceano di un grande Paese islamico come la Turchia. Costantinopoli con il Patriarca Athenagoras I e con i suoi successori ha offerto uno straordinario impulso al cammino ecumenico. Ha ragione il professor Andrea Riccardi, storico della Chiesa e fondatore della Comunità di Sant’Egidio: «La Chiesa ortodossa russa rimane attaccata alla sua dimensione imperiale».

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