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“Banda del selfie”, rubavano nelle case bergamasche: 10 arresti

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Aveva preso di mira anche diversi paesi in provincia di Bergamo la banda smantellata dai carabinieri di Trento specializzata in furti in appartamento in tutto il Nord Italia.

La maxi-operazione “Selfie” coordinata dai carabinieri del Reparto Operativo del Provinciale Carabinieri di Trento si è conclusa con l’esecuzione dell’ordinanza siglata dal gip Forlenza per la reclusione in carcere di 20 cittadini albanesi (quasi tutti sotto i trent’anni di età) indagati per associazione a delinquere finalizzata al compimento di furti in abitazioni private.

I colpi erano stai messi a segno tra la fine 2015 e inizio anno. L’indagine ha consentito agli investigatori di ricostruire la mappa dei furti compiuti dalla banda criminale: Manerba del Garda, Bagolino, Idro, Salò (per la provincia di Brescia nel periodo di Natale scorso); Casnigo, Albino, Ubiale Clanezzo, Azzano San Paolo, Stezzano, Almè, Fiorano al Serio, Lallio (per la provincia di Bergamo nei primi giorni di gennaio scorso); Sommacampagna, Villafranca (per la provincia di Verona a febbraio scorso), poi ancora la provincia di Verbania, Parma, Bolzano e Alessandria.
Almeno 114 sono i furti ricostruiti dai carabinieri di Trento a carico dei malviventi (di cui 66 in Trentino Alto Adige). Tutti con un comune denominatore: il posizionamento di mobilio di una certa consistenza (generalmente divani e poltrone) a bloccare – durante le razzie – le porte di accesso agli appartamenti per scongiurare eventuali ingressi “anticipati” dei proprietari.

L’operazione Selfie prende il nome proprio dal fatto che due giovani malviventi della banda si erano scattati alcune fotografie con un tablet trafugato da un’abitazione dopo un colpo. Anche tale disattenzione dei due (perché la foto è giunta inavvertitamente su una cartella privata dell’originario proprietario del tablet) ha consentito agli investigatori di avere certezza di alcune identità dei ladri e di ricostruirne le altre.

7 i malviventi che sono risultati essere rientrati in Albania, per i quali saranno spiccati i mandati di arresto europeo, altri 3 sono ancora ricercati.

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