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Olmi su Bud Spencer: “Fui io a restituirgli il suo vero nome”

Maurizio Porro intervista per il Corriere della Sera il regista bergamasco Ermanno Olmi che racconta il suo incontro con Bud Spencer

Maurizio Porro intervista per il Corriere della Sera il regista bergamasco Ermanno Olmi che racconta il suo incontro con Bud Spencer, l’attore solo scomparso lunedì a 86 anni. E rivela come sia stato  proprio l’autore dell‘Albero degli zoccoli ad aver restituito il nome al popolare uomo di cinema.

Nel 2002 quando Ermanno Olmi girava Cantando dietro i paraventi in Montenegro, le navi erano pronte a partire con la vedova Ching e la sua ciurma di pirati, ma mancava l’attore che avrebbe fatto il narratore-nostromo. Racconta Olmi da Asiago dove sta montando il suo nuovo film sul cardinale Martini: “Un giorno la mia assistente mi disse: ‘potrebbe farlo mio zio!’ ‘E sì, mio nonno’ scherzai io. “Ma no, dico davvero, mio zio è Bud Spencer”. Detto fatto. Fu chiamato, interpellato, subito scelto”.

Allora gli italiani si cambiavano il nome per fare i western e Carlo Pedersoli si trasformò in Bud Spencer anche in omaggio a un attore che adorava ma che non fece mai a cazzotti, Spencer Tracy. “Io gli restituii finalmente il suo vero nome che a volte nessuno però conosceva ma di cui Carlo andava ovviamente fiero: quello d’arte è costruito per imparentarsi con un sogno, è sempre stato così, l’industria lo richiede”.

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