BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

I vent’anni del Festivaletteratura: grandi ritorni e chicche imperdibili

L'edizione 2016 dal 7 all'11 settembre: dal 1997 a oggi sono passati al Fesatival 4000 autori. Attesi tra gli altri il giallista danese Jussi Adler-Olsen, Nani Moretti e Stefano Benni, Charlotte Rampling, Paco Ignacio Taibo II...

Più informazioni su

Nella capitale della cultura del 2016, Mantova, il fiore all’occhiello delle iniziative, il Festivaletteratura festeggia i suoi primi vent’anni.

Com’è arrivato sin qui? Di certo in salute. La formula di mettere scrittori e lettori in uno stesso discorso si è dimostrata vincente. Traducendo una fortunata formula anglosassone, Festivaletteratura ha annullato le distanze tra chi scrive e chi legge senza confondere i ruoli e ha aperto una relazione a doppio senso di percorrenza. In ogni incontro gli autori sono chiamati a mettersi in gioco di fronte a un pubblico che ascolta, chiede, rilancia. Attraverso questa formula semplice e oggi ampiamente diffusa, Festivaletteratura ha saputo soprattutto intercettare e dare espressione a un sentito bisogno di confronto su questioni che la letteratura propone e mette in discussione.

Gli incontri per adulti, ragazzi e bambini – più di mille dal 1997 al 2015 – si presentano nel programma che si snoda nel suo clou in 5 giorni, sempre la seconda settimana di settembre, dal mercoledì alla domenica, volutamente mescolati, con un travaso di autori e formule da un pubblico all’altro. Non è un caso che proprio a Festivaletteratura un premio Nobel come Toni Morrison si sia confrontata con i bambini per la prima volta nella sua carriera.

Arte, design, architettura, cinema, teatro sono alcuni dei linguaggi da cui Festivaletteratura più ha cercato di prendere a prestito in questi vent’anni. Negli anni la definizione del programma si è trasformata in un lavoro di produzione aperto ogni volta a collaborazioni diverse, grazie al quale Festivaletteratura ha potuto proporre contenuti, spazi laboratoriali e officine progettuali svincolati dalle logiche del libro in uscita e con un coinvolgimento del pubblico sempre più attivo. Esempi di questo modo di operare sono i quaderni di scuola (2011), le biblioteche sulle favole d’autore e sul gotico italiano (2014 e 2015), progetti di ricerca storica partecipata come le genealogie, i soldati negli archivi, la storia della mia casa, o la più ambiziosa e futuristica sfida lanciata a partire dal 2015 con prototipi, lo spazio di progettazione di neo-libri con cui il Festival ha voluto affrontare di petto la questione fino a oggi elusa del libro nell’era digitale.

La parola al Festival continua a restare agli autori. Dal 1997 a oggi ne sono passati a Mantova oltre 4000. Tra maestri indiscussi della letteratura contemporanea, talenti emergenti e scrittori che nel tempo sono divenuti assidui frequentatori della manifestazione, Festivaletteratura ha puntato alla qualità della presenza, seguendo strade solo apparentemente divergenti. Se gli incontri con i premi Nobel hanno scandito la storia della manifestazione, è nel lavoro di scouting – valorizzando spesso le scelte della piccola editoria e sapendo guardare a quel che si muove al di fuori dei nostri confini – che Festivaletteratura ha impegnato le sue migliori energie.

Festivaletteratura ha in qualche modo anche riscritto la città: ha colto la vocazione dei suoi spazi storici e li ha restituiti alla loro funzione civile, ne ha interpretato la misura urbana come dimensione ideale per favorire il dialogo e la prossimità. Sono 160 i luoghi che in vent’anni il Festival ha aperto agli incontri: Mantova ne è così uscita con una mappa completamente nuova, e forse con una coscienza diversa.

E la ventesima edizione di Festivaletteratura si aprirà proprio con un grande, travolgente corteo per le vie della città imbandierate a festa: per domenica 4 settembre sono attesi a Mantova da tutto il mondo gli oltre 5000 volontari che hanno dato vita ed energia al Festival dal 1997 ad oggi.

Chiusa la parata – che sarà preceduta sabato 3 settembre da un’anteprima con Jonathan Safran Foer, tornato al romanzo dopo undici anni – il Festival tornerà alla sua sorprendente normalità, nei canonici cinque giorni che quest’anno vanno da mercoledì 7 a domenica 11 settembre, ponendo la letteratura al centro e facendone ancora una volta lo spazio in cui ritrovarsi.

Se c’è un filo che accomuna molti dei narratori ospiti in quest’edizione è proprio l’affidare alla letteratura le proprie storie personali. Tra memoir e microstorie, saghe familiari e auto-fiction, ecco arrivare al Festival autori come l’irlandese Edna O’Brien, il premio Pulitzer americano Roger Rosenblatt, la vincitrice del Prix Goncourt Lydie Salvayre, Dany Laferrière, autore di romanzi d’impronta autobiografica e primo scrittore di origine haitiana a divenire accademico di Francia. Al proprio personale passato guardano Siegmund Ginzberg e Wlodek Goldkorn raccontando attraverso mirabolanti genealogie la storia europea del Novecento, il giudice Ennio Fassone, riprendendo in mano la corrispondenza tenuta per anni con un condannato per mafia, o Mario Fortunato, per dire di una gioventù oggi fuori da qualsiasi esperienza, come quella da vissuta a fianco di Pier Vittorio Tondelli e Filippo Betto. E nella scrittura cercano il senso delle passioni e del lavoro di una vita figure come Charlotte Rampling, Silvia Vegetti Finzi, l’antropologa Clara Gallini o Francesco De Gregori, al Festival per raccontare e per raccontarsi.

Gli autori del passato offrono sempre un approdo utile e a chi è in cerca di sé e delle domande giuste da rivolgere al proprio tempo. Nell’anno delle celebrazioni shakespeariane, Jeanette Winterson e Howard Jacobson tornano al Festival per portare la propria riscrittura di alcune delle opere del Bardo – rispettivamente Il racconto d’inverno e Il mercante di Venezia –, mentre un’articolata antologia shakespeariana e al centro del recital della poetessa Patrizia Cavalli.

Cees Nooteboom si raccoglie idealmente in meditazione sulle tombe dei poeti, Senel Paz si confronta con Gabriel García Mrquez, lo scrittore argentino Alan Pauls si immerge nell’universo di Jorge Luis Borges per distillare lo specifico carattere borgesiano, Lyndall Gordon e Stefania Bertola si misurano nuovamente l’opera di Charlotte Brontë. Alla grande letteratura si affida il giurista Bruno Cavallone per tentare una lettura antropologica del processo; così come – parlando ai ragazzi – Pino Costalunga sente l’esigenza di tornare a Roald Dahl. Nel dialogo a distanza con gli intellettuali che nel corso dei secoli hanno occupato le poltrone dell’Académie française, l’accademico di origine libanese Amin Maalouf cerca di delineare il profilo di un’identità francese oggi più che mai contesa e in evoluzione, in un anno in cui al Festival la presenza d’oltralpe è particolarmente significativa (oltre agli autori già citati, saranno a Mantova tra gli altri Christophe Bataille, Sorj Chalandon, Christophe Léon, Guillaume Musso, Olivier Rolin, Antoine Volodine). Nello stesso solco si colloca l’intima lettura di Nanni Moretti del romanzo epistolare Caro Michele di Natalia Ginzburg, nel centenario della nascita della scrittrice.

Benni scrive al No tav in carcere

Sugli spazi di libertà femminile, sulle scelte per affermare un’identità sempre costretta in schemi e stereotipi di subalternità, insistono molti degli appuntamenti in calendario quest’anno al Festival. Una discussione aperta sul tema della maternità accomuna gli incontri tra la francese Linda Lê e Flavia Piccinni e tra la narratrice irlandese Maggie O’Farrell e Gaia Manzini. Laura Lepetit con Ginevra Bompiani ripercorre il suo cammino di femminista atipica; Paolo Ercolani propone una riflessione sulla storia della misoginia; mentre di corpi femminili mercificati e sottomessi ai desideri maschili Michela Murgia parla con la giovane scrittrice Louise O’Neill, autrice di un distopico romanzo che ha profondamente scosso il pubblico americano. Presenze femminili di grande forza letteraria a Festivaletteratura 2016 sono senz’altro l’irlandese Anne Enright, vincitrice nel 2007 del Man Booker Prize; la gallese Sarah Waters, nuova interprete del romanzo d’epoca vittoriana; l’argentina María Teresa Andruetto, autrice crossover vincitrice nel 2012 del Premio Andersen per la letteratura d’infanzia; e Dorit Rabinyan, la giovane autrice israeliana censurata in patria per aver raccontato nel suo ultimo romanzo una storia d’amore tra un artista palestinese e una ricercatrice figlia d’ebrei iraniani.

Nel segno del ritorno si possono accomunare alcune delle più attese presenze di grandi scrittori stranieri al prossimo Festival. A questa ventesima edizione il pubblico avrà modo di rincontrare dopo un lungo periodo di assenza autori come Julian Barnes, Jonathan Coe, Jay McInerney e Alain de Botton. E decisamente internazionale è il tono che assume quest’anno il giallo a Festivaletteratura: gli appassionati del genere potranno soddisfare la propria sete di delitti negli incontri con Louise Doughty, seguitissima autrice inglese oltre che critico letterario, il danese Jussi Adler-Olsen e la britannica Fiona Barton, il cui ultimo thriller è stato tradotto in ventotto paesi. Narratore inclassificabile e felicemente enciclopedico è l’inglese David Mitchell, più volte finalista al Booker Prize. Sul fronte della letteratura per ragazzi, oltre ai nomi già segnalati, spiccano senz’altro quelli di Martina Wildner, vincitrice nel 2014 del Deutscher Jugendliteraturpreis, dell’islandese Thórarinn Leifsson e – per i piccolissimi – della scrittrice e illustratrice francese Magali Le Huche e di Mo Willems, popolarissimo autore delle storie di Reginald e Tina.

Nanni Moretti

Per venire alla narrativa italiana, Stefano Benni sarà al Festival per festeggiare con una folta schiera di amici i primi quarant’anni di Bar Sport. Marco Malvaldi e Chiara Valerio spiegheranno come due “scienziati” possono trasformarsi in amanti della letteratura, Hans Tuzzi e Antonio Manzini si confronteranno sullo stato dell’editoria, i suoi meccanismi e il rapporto con i lettori; degli effetti benefici della letteratura parleranno invece Marcello Fois e Fabio Stassi. A rappresentare il giallo italiano saranno Gianni Farinetti, Lodovico Festa e Alessandro Robecchi, il racconto fantapolitico Giovanni Floris, mentre a difendere un romanzo intimista, più orientato sugli affetti e sulle diverse fasi della vita saranno Beatrice Masini ed Elvira Seminara. Tornano al Festival per raccontare nuove storie Simonetta Agnello-Hornby, Tullio Avoledo, Roberto Calasso, Erri De Luca, Paolo Maurensig e Antonio Pennacchi.

Le storie di migrazione sono senz’altro l’esempio più forte di una propensione al racconto del reale che si può cogliere anche in molti altri autori ospiti a questa edizione, e che a volte sfocia in una rappresentazione più viva e potente della storia recente, come accade per il Sudamerica di Juan Gabriel Vásquez e Paco Ignacio Taibo II, per il lontano oriente del coreano Jung-myung Lee, per i tropici esplorati dai ricercatori occidentali di Lily King.

Eventi legati alla produzione saggistica sono quelli sulla storia del Novecento con Antony Beevor, Guido Crainz e Benedetta Tobagi; sulla comunicazione pubblicitaria con Maria Nadotti e Giuseppe Mazza; sul linguaggio della politica con Gianfranco Pasquino e Giuseppe Antonelli; sui numeri come strumento per leggere la società con Ilvo Diamanti e Nando Pagnoncelli, su montagna e solidarietà con Giuliano Stenghel e Fausto De Stefani; sulle prospettive “rivoluzionarie” per una società disorientata con Domenico De Masi; sulla rivendicazione di un ruolo della cultura più votato alla formazione della libertà che non alla crescita economica con François Burkhardt.

Festivaletteratura vive finalmente anche la notte. Nello splendido Chiostro del Museo Diocesano aprirà Festivaletteratura Music Hall, uno spazio in cui ritrovarsi finiti degli eventi della giornata, dalle 22 in poi, per godersi della buona musica e chiacchierare con chi vuol tirar tardi. Nelle tre serate si alterneranno la Banda Rulli Frulli + Bob Corn, Go Dugong + Dj Rocca, anime diverse della scena musicale indipendente italiana ed europea, adatte all’ascolto e allo scatenamento danzereccio. Un concerto e un incontro celebreranno uno dei giganti del progressive rock inglese, Robert Wyatt, di cui sarà al Festival il biografo ufficiale Marcus O’Dair. Ogni giorno all’ora di pranzo, nella cornice del Teatro Bibiena, sarà invece offerto un momento di rinfresco musicale cameristico dai giovani maestri francesi del Quatuor Hermès.

paco ignacio taibo ii

Il programma sonoro del Festival prevede inoltre l’improbabile e stonata esibizione dell’orchestra Bogoncelli diretta da Paolo Nori; il concerto per due contrabbassi e slogan di protesta di Giuseppe Antonelli, Ferruccio Spinetti e Raffaello Pareti; la ricerca tra musica e matematica di Eugenia Cheng; lo spettacolo di Moni Ovadia su Enzo Jannacci; il confronto sull’interpretazione tra diritto e musica che vedrà Gustavo Zagrebelsky al pianoforte e Mario Brunello al violoncello; il duetto operistico tra Bruno Gambarotta e Giovanni Bietti; le Preghiere degli animali dell’Arca lette da Milena Vukotic.

Vent’anni rappresentano per Festivaletteratura un traguardo giovane e importante: per celebrare questo passaggio, con la complicità di Federico Taddia, il Festival ha chiesto a venti degli ospiti presenti al Festival – di età e di paesi diversi – di raccontare nell’ottagono di Piazza Concordia il libro che ha accompagnato i loro vent’anni, che ha permesso a ciascuno di loro di prendere coscienza delle aspirazioni, dei sentimenti e delle paure che attraversano quell’età, il libro la cui sola lettura segnava allora (o ancor oggi) l’ingresso ufficiale nella gioventù. Beppe Severgnini ricorderà invece gli amici assenti, tutti gli autori che sono passati al Festival e che oggi non ci sono più, attraverso le immagini e le registrazioni video conservate presso l’Archivio di Festivaletteratura

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.