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I Percassi, De Roon e l’Atalanta che verrà: ecco perché il bicchiere è mezzo pieno

"Alla fine dobbiamo accettarli così. I Percassi sono come Ubi Banca: solidi e attenti nella gestione patrimoniale della società. Conti a posto, pochi e misurati sogni per gli abbonati e i tifosi in generale. Solo partendo da questi presupposti si può digerire la cessione di De Roon". L'analisi del nostro Filippo Regonesi.

Alla fine dobbiamo accettarli così. I Percassi sono come Ubi Banca: solidi e attenti nella gestione patrimoniale della società. Conti a posto, pochi e misurati sogni per gli abbonati e i tifosi in generale. Solo partendo da questi presupposti si può digerire la cessione di De Roon.

Come sempre la società non comunica. Anche questo avvicina la gestione della società a quella dei grandi gruppi industriali e bancari italiani. Dire poco, comunicare ancor meno. Lasciare lavorare i fatti.

Chi aveva sognato un nuovo Stromberg, un nuovo capitano da rivedere nel faccino pulito di questo 25enne olandese di buone maniere (ma solo fuori dal campo, perché dentro si è fatto sentire fin dalla prima amichevole), rimarrà fortemente deluso.

Pagato niente, va detto. E di questo bisogna darne atto a Sartori, che darà alla società l’opportunità di chiudere l’operazione con una grossa plusvalenza.

Diciamolo con assoluta sincerità: Se son veri i 14 milioni di euro che gli inglesi neopromossi del Middlesbrough sono disposti a pagare, non c’è sentimento che tenga.

Il bilancio della società viene prima di tutto e ai Percassi vanno riconosciute un paio di cose non certo marginali.

  • Non abbiamo rischiato di fare la fine del Brescia, tanto per intenderci, che non può nemmeno fare mercato;
  • Abbiamo una delle migliori strutture sportive in quel di Zingonia, dove lavorare in assoluta tranquillità e lontano da occhi indiscreti. Proprio come piace alla proprietà;
  • Avremo presto uno stadio intrigante, sulla falsariga degli standard inglesi. Un impianto in città in barba ai residenti, che dovrebbero sentirsi coinvolti piuttosto che avversari.

E’ questa la logica industriale alla quale dobbiamo abituarci. Il mercato dell’Atalanta di quest’anno, a differenza di quanto visto in precedenza, da dove provengono decine di giocatori sotto contratto da piazzare, parte da operazioni intelligenti e solide.

Non dico che implichino simpatia e consensi immediati, ma Sartori va fatto lavorare in pace. Sicuramente, l’attivo generato dalle cessioni permette innesti importanti. Un difensore centrale mancino e un paio di esterni che mister Gasperini reclama. E se c’è un club inglese disposto ad offrire cifre considerevoli per Sportiello, un altro navigato numero uno che possa rimpiazzarlo.

Non dobbiamo che aspettare i fatti. Con un appello: i nostri giovani, Kessie e Caldara in primis, vogliamo vederli almeno un intero campionato. Solo così non rimpiangeremo DeRoon. Proprio come, del resto, abbiamo già dimenticato Grassi.

Gasperini in questo campo deve dimostrare di non essere inferiore a nessuno. Difficile pensare che non dia suggerimenti di mercato.

Il tempo per criticarlo, può stare tranquillo, ce lo teniamo tutto.

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