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Emozioni da passerella: “Metafora della vita e viaggio dentro me stessa”

Una 17enne di Viadanica racconta le emozioni provate camminando su The Floating Piers: “Percorrere la passerella è come ritrovarsi a fare un viaggio dentro sè stessi. Ne vorrei molti altri di momenti così, dove il tempo si ferma, si perde la cognizione della routine quotidiana per un attimo e ci si mette a pensare”.

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Con quale spirito avete percorso la passerella di Christo? Tra le migliaia di persone che ogni giorno calpestano il suo tessuto giallo cangiante c’è stata anche una 17enne di Viadanica, Elena Foresti, che su The Floating Piers ha avuto modo, oltre a godersi l’opera, anche di riflettere: vi proponiamo il suo pensiero.

“Penso a quella passerella tanto amata e adorata dalle folle di gente di nazionalità diverse, questo scambio di etnie, questo incontrarsi di popoli, il rispetto verso l’altro: questo penso sia il senso della vita.

Vorrei esprimere cosa mi ha portato a capire questa esperienza, al fronte di tanti cinici che ne criticano il senso e che ne disprezzano il valore. Quando mercoledì 22 giugno sono arrivata a The Floating Piers la prima cosa che ho fatto è stata togliermi le scarpe e i calzini, uno zaino leggero in spalla, niente di più semplice. Ero con una comitiva di 8 persone che si è divisa una volta giunta all’entrata.

Camminando a piedi nudi e scrutando l’orizzonte il mio pensiero da ‘è una semplice camminata’ è mutato in ‘questo forse è il miglior modo di rappresentare la vita’.

La passerella non è nient’altro che la strada che ognuno di noi percorre, c’è chi per paura di farsi male o cadere sceglie la via più semplice tenendosi ben strette e allacciate le scarpe e chi invece per inseguire i propri sogni affronta il destino, percorre il sentiero anche se ricco di intemperie a piedi nudi, senza temere il dolore, senza smettere di andare oltre ai propri limiti.

La gente con cui vivi questa esperienza, quella a cui sei più legata o semplicemente quella che ti accompagnerà, rappresenta un capitolo della tua storia, molte sono le mani che ti accompagnano come molte sono le mani che ti lasciano. Ma ogni persona che entra in uno dei capitoli della nostra vita bello o brutto che sia lascia un impronta di sè indelebile nell’anima, ci lascia un valore inestimabile: un ricordo. È in esso che sono racchiusi i ‘per sempre’ che tanto ricerchiamo, anche se spesso ci risulta più conveniente dire che nulla ha durata eterna piuttosto che ammettere a noi stessi che la vera pazzia sta nel non ammettere che a volte esso è racchiuso in meno della durata di un istante.

Percorrere la passerella è come ritrovarsi a fare un viaggio dentro sè stessi. Ne vorrei molti altri di momenti così, dove il tempo si ferma, si perde la cognizione della routine quotidiana per un attimo e ci si mette a pensare. La cosa che stupisce di quest’opera è che la stessa realtà che ogni giorno viviamo con stanchezza e sudore diventa subito così diversa e leggera. Vedere i gruppi di ragazzi e di adulti sorridere, è questo che ti insegna realmente cos’è la gioia e dove essa si celi. Guardare gli occhi di migliaia di persone brillare è stato come guardare da esterna lo sfondo di un quadro definito da pennellate preordinate, in parte improvvise e talvolta impensate.

Ognuno dentro di sè, di qualsiasi nazionalità sia, vip o comune cittadino, ricco o povero, deve avere un’anima profondissima nel fondo del proprio cuore. Posso solo cercare di immaginare cosa essa possa essere, da ciò che ognuno con attenzione alle volte esprime in quei ‘se’ che non svela mai, se non è sicuro che questo rimarrà in confidenza con i propri cari o con persone disposte esclusivamente all’ascolto e mai alla critica fine a sè stessa.

Mi sono sentita un’osservatrice privilegiata, non ho fatto parte di un capitolo di queste persone ma da questa mia collocazione particolare ho potuto constatare quante di esse si trascinino solitamente stancamente nel ‘fare e ancora fare’.

E’ incredibile come molte di esse siano solamente schiave del moderno o del lavoro. Vorrei direi una cosa a tutte quelle persone che si sono sentite poco accolte o privilegiate: il più grande privilegio che avete vissuto in quell’incredibile avventura è stato quello di essere stati liberi per un giorno, di sentirvi una famiglia, è stato un giorno che vi ha permesso di staccare dal programma monotono della letale routine quotidiana, lontano da fatiche e paure consuete.

Vorrei dire a tutti quelli che ogni giorno vivranno questa esperienza di viverla nel pieno possibile e se si ha la possibilità di tornarci. Percorrete il sentiero della vostra vita prendendovi delle pause per pensare, non lasciate che siano gli altri i vostri padroni o non vivrete mai, siate voi stessi i padroni che la guidano. Il tempo vola,ma siete voi i piloti che lo gestiscono. Gestitelo al meglio: amate, donate, perdonate, riallacciate rapporti. Siamo tutti passeggeri di questo treno chiamato vita e anche se percorriamo mete diverse ci accomunerà sempre la stessa vetta la quale alla cima vi è posto il desiderio di trovare la gioia nel più profondo della nostra anima. Questo è ciò che più arditamente l’uomo desidera.

Questo tributo va a Christo e alla sua opera: che ogni nuova idea lo porti a fare molti viaggi nel corso della sua vita e che sia soddisfatto di ciò che ha creato e di ciò che possiede, la dote della creatività è la cosa più preziosa e inestimabile che ci sia”.

Elena Foresti

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