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La “fuga da Alcatraz” da medaglia d’oro di Giuliano Berti: “Ho vinto la sfida con me stesso” fotogallery

Friulano ma bergamasco d'adozione, il 44enne Berti lo scorso 29 maggio ha vinto la medaglia d'oro alla "Alcatraz Challenge 2016", la prestigiosa competizione nelle fredde acque di San Francisco

Quella del 29 maggio 2016 sarà una giornata che non dimenticherà mai Giuliano Berti, 44enne originario di Pordenone ma bergamasco d’adozione medaglia d’oro alla “Alcatraz Challenge 2016”, la celebre gara percorsa dalla famosissima isola delle ex prigioni fino alle spiagge di San Francisco.

Giuliano Berti

Una sfida estrema in acque gelide, su un percorso di quasi 3 chilometri ricco di correnti con onde alte più di un metro. Un evento di grande fascino che riporta alla mente uno delle più celebri fughe dalla prigione, quella del 1962, in cui tre uomini fecero perdere le proprie tracce attraversando a nuoto la più celebre baia di San Francisco.

“Più che una gara contro il cronometro, è una sfida contro te stesso – spiega Berti, ospite nella redazione di Bergamonews -. E io sono riuscito a vincerla”. Medaglia d’oro nella categoria 40-49 anni, secondo assoluto dell’intera competizione. Un successo, quello assoluto, sfuggito a pochi metri dall’arrivo: “Mi ha beffato negli ultimi metri di corsa, sulla spiaggia di San Francisco, un ragazzo californiano di 15 anni. ‘Largo ai giovani’ ho pensato, ma va benissimo così”.

Nuotare nelle acque gelide e mosse della baia di San Francisco ha chiesto a Berti una preparazione tutt’altro che leggera: “Mi sono allenato tra le piscine Stezzano e Ponte San Pietro per tre mesi consecutivi fino a due ore al giorno – racconta -. Per questo, ringrazio molto il compagno di allenamenti Alessandro Gesini, al quale mi sono affiancato  in questo periodo, per  poter migliorare la resistenza. Avere un competitor del suo livello è stato spronante a dare il massimo”.

“Quando sono partito ero sereno: i tempi in allenamento erano ottimi, sapevo che sarei andato bene. Ma onestamente – continua Berti – non pensavo di potermi giocare fino all’ultimo il primo posto assoluto. Io, che mi sono presentato senza team e senza sponsor. La cosa che mi rende più orgoglioso è la consapevolezza di aver rappresentato Bergamo nel migliore dei modi, così come fece nel 2013 Pietro Barlocco”.

“L’emozione più grande? E’ stata senza dubbio quella che ho provato durante l’inno nazionale degli Stati Uniti d’America, prima della partenza della gara – spiega -: non c’era una sola persona del posto che non fosse commossa, è davvero incredibile vedere quanto gli statunitensi siano patriottici”.

“Questa vittoria non rappresenta per me un punto di arrivo ma, al contrario, un nuovo inizio. Ho 44 anni – commenta ancora Berti -, e il lavoro non mi permette di dedicarmi agli allenamenti al 100%, ma ho già in mente alcuni appuntamenti ai quali non vorrei mancare”.

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