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Bossico: i produttori di formaggio fanno squadra e lanciano marchio e qualità

La qualità del prodotto è indiscussa e riconosciuta da un vasto pubblico di consumatori, mancava la capacità di vendere: ora ci provano

Già da alcuni anni la Pro Loco Bossico, presieduta da Patrizia Gandini, si è attivata per dare risalto ai formaggi tipici che vengono prodotti sull’Altopiano di Bossico.

La quarta domenica di settembre, sagra di Santa Eurosia protettrice dei pastori, (un tempo molto numerosi a Bossico) la Pro loco organizzata infatti una manifestazione per far conoscere le attività agricole con dimostrazioni di tosatura, mascalcia (“ferratura” dei cavalli), caseificazione e visite guidate alle cascine dell’Altopiano con degustazione dei prodotti tipici. Nell’ambito della stessa festa i produttori agricoli hanno la possibilità di vendere i loro prodotti, principalmente i vari tipi di formaggio che si producono, con la immancabile formaggella.

Si vuole ora allargare il raggio di azione e cercare di promuovere ad un pubblico maggiore i formaggi tipici che si producono.

bossico formaggi

Da alcune settimane sono in corso incontri, in prima battuta con i contadini che vivono e operano a Bossico e che ancora sono attivi nell’attività di produzione dei formaggi tipici. E’ il caso di dire che “l’unione fa la forza”. Purtroppo operare ognuno nel proprio “orticello” fa sì che si disperdano numerose energie, non si faccia una vera e propria attività di marketing e commerciale volta a far conoscere il prodotto; sarebbe opportuno creare anche nuovi prodotti che vadano nella direzione di soddisfare la richiesta del mercato.

In sintesi, dall’analisi fatta negli incontri, a Bossico ci si è resi conto di essere dei buoni produttori (la qualità del prodotto è indiscussa e riconosciuta da un vasto pubblico di consumatori) ma purtroppo pessimi venditori.

Forti quindi dell’imminente stagione estiva si vuole sfruttare il passaggio di turisti a Bossico per far conoscere i formaggi tipici che si producono e allargare il pubblico dei consumatori. La Pro loco sta realizzando degli striscioni da collocare all’ingresso del paese, verranno studiati dei pannelli informativi da porre all’esterno delle aziende agricole e si realizzerà un marchio unico che identifichi i formaggi prodotti a Bossico, a garanzia della qualità di origine del prodotto.

A dare ulteriore spinta alla iniziativa sono stati coinvolti i negozi di alimentari e i ristoranti di Bossico: i commercianti aderenti all’iniziativa si impegneranno a vendere i formaggi tipici nel loro negozio e una opportuna cartellonistica pubblicizzerà il prodotto. Il turista che arriva a Bossico deve avere la possibilità di acquistare formaggi e latticini con estrema facilità.

Analogamente i ristoranti si sono impegnati a inserire nei loro menu una presenza costante dei formaggi di Bossico e a farli conoscere ad un pubblico di buongustai che sia il più ampio possibile. Sfruttando le potenzialità di internet, durante i mesi invernali, verranno programmate serate a tema con menu tipico a base di formaggi.

Anche il recente collegamento Bossico-Ceratello ha fatto riscontrare un notevole passaggio di persone in paese che fanno trekking e che apprezzano la vita all’aria aperta, portando un buon riscontro anche alle attività di ristorazione, con buone presenze domenicali. Sicuramente una ulteriore potenzialità di cui approfittare.

La Pro Loco ha riscontrato un buon entusiasmo per questa iniziativa ed una adesione che è andata al di là delle aspettative; finalmente si comincia a comprendere come per fare turismo non si debbano disperdere le energia ma concentrare gli sforzi per un unico obiettivo.

Infine, si vuole studiare un prodotto da legare al territorio e che lo renda facilmente identificabile. Lo spunto viene da formaggi quali il “formai de mut” che identifica la Val Brembana, il Taleggio che è tipico della Val Taleggio e Valsassina, la rosa camuna per la Valcamonica.

L’obiettivo è ambizioso: creare un formaggio di alta qualità, che esprima la professionalità dei caseificatori di Bossico, che ci possa identificare e possa essere il “fiore all’occhiello” della produzione locale; un biglietto da visita prestigioso dell’Altopiano di Bossico. Resta un poco di mistero su questa operazione, nell’attesa di “assaporare” il risultato.

 

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