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“Tutti sulla passerella ma il lago non sembra beneficiarne? Nulla di più falso”

La risposta di un altro lettore alla lettera pubblicata venerdì 24 giugno sul nostro quotidiano.

Nel bene o nel male, Floating Piers fa sempre discutere. “Dal punto di vista delle visite, l’opera ha centrato in pieno il proprio obiettivo”, scriveva un lettore nell’articolo pubblicato venerdì 24 giugno sul nostro quotidiano; salvo poi sostenere che “non si possa dire altrettanto per quanto riguarda le ricadute del territorio” (leggi qua).

Immediata la risposta di un altro lettore: “Non so se il lettore “non simpatizzante” di Sgarbi abiti sul lago o si limiti a estrapolare dalle cronache i dati per le sue esternazioni. Io sul lago ci abito e posso assicurare che da qualche tempo (ben prima dell’apertura ufficiale della passerella) il flusso di visitatori sia molto incrementato.

Addirittura, nel “paesello” dove risiedo, alcuni appartamenti sono stati affittati da vere colonie di giapponesi che da un mese almeno girano per ogni anfratto lacustre, visitando chiese, accademie, romanini, pitoti e quant’altro questo territorio offra. Ieri mi trovavo a girare per Lovere e le comitive di stranieri e turisti nostrani in giro per il centro storico erano numerose ; l’altro giorno sono stato a Pisogne e le code fuori dalla Torre, piuttosto che dalle chiese non mancavano di certo; idem dicasi per Riva e la sua spiaggia al Bogn, piuttosto che per la piazza sul porto, e il panorama era lo stesso a Predore come a Sarnico: in ogni località gli idiomi che si accavallano fanno pensare a una Babele gioiosa e “spendacciona”, e in ogni imbarcadero come stazione ferroviaria, non mancano le transenne organizzate per incentivare prenotazioni e organizzazioni non “fai da te”.

Si può sempre fare qualcosa di più e di meglio, e amministrazioni e Prefettura non possono essere incolpate di tanto, se non di avere scelto un artista che ha imposto un modo di vivere la propria opera che non gradisce tante pastoie burocratiche. Ma Christo è anche quello che porterà in zona un milione di visitatori….

Se si vuole riproporre e avallare la solita litania dei commercianti che si lamentano, si faccia pure, ma cozza con la fotografia di questi paesi che, devo ammetterlo, hanno saputo sfruttare al meglio l’occasione che gli è caduta sulla testa. Al massimo, adesso, andrà valutata la capacità di queste amministrazioni a fare a meno di Christo, o di inventarne uno ogni anno.

Nonostante la mia indole da super critico, devo ammettere che negli ultimi anni sforzi per invertire la tendenza a ritenersi belli e sfigati e quindi parenti poveri dei grandi laghi lombardi sono stati messi in piedi e iniziano a dare frutti: la politica dei grandi eventi va incentivata e sostenuta come accade a Iseo, Lovere e Sarnico, che per forza di cose devono tirare il carretto. Nelle altre località, una politica di accoglienza più attenta che in passato potrà far scomparire il “mugugno” anche dalle facce dei commercianti più restii a vedere il bicchiere “mezzo pieno”.

 

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