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In Franciacorta non solo Christo, la mostra di Marco Nones a Erbusco

Le Cantine Marzaghe Franciacorta ospitano la mostra personale di Marco Nones, curata da Giuseppe Marchetti, sino a domenica 3 luglio 2016, ogni giorno dalle 15.30 alle 19.30 a Erbusco, in via Parlamento 28.

La Terra ha un piano. E l’artista intende rivelarlo. Le indagini artistiche di Marco Nones approdano nella terra del Franciacorta con una mostra personale, dopo due mostre collettive: «La Terra trema» alla Galleria Zanuso di Milano, con l’artista Alessandra Bruno, e «Nature: Arte ed Ecologia» alla Galleria Civica Mart di Trento, con altri esponenti dell’arte povera come Christo, Penone e Pistoletto.

Le Cantine Marzaghe Franciacorta ospitano la mostra personale di Marco Nones, curata da Giuseppe Marchetti, sino a domenica 3 luglio 2016, ogni giorno dalle 15.30 alle 19.30 (in altri orari prenotando al tel. 030 7267245) a Erbusco, in via Parlamento 28. Nel fine settimana la mostra è aperta per l’intera giornata (il sabato dalle 11 alle 19; la domenica dalle 10 alle 17).

«In questo momento di massima attenzione sui temi del rispetto ambientale e della sostenibilità – spiegano i titolari dell’Azienda agricola Marzaghe Franciacorta Alberto e Marcello Lamberti -, abbiamo pensato di invitare un noto esponente dell’arte povera italiana capace di penetrare le viscere della Terra per restituirci una verità primordiale».

Marco Nones, nato in Svizzera e residente fin da piccolo in Val di Fiemme, fra le Dolomiti del Trentino, presenta la mostra «Piano Terra: l’intrigante premeditazione di ogni piccola forma spontanea», con una trentina di opere e due imponenti installazioni d’arte, completante realizzate con materiali naturali.

Visitando la mostra, il primo impatto si riceve nel giardino dell’azienda agricola, dove l’artista ha eretto «Radicati liberi» un imponente cono di radici di cirmolo che racconta le storie del bosco, anche attraverso il suo profumo tenace.
La seconda suggestione si incontra sollevando lo sguardo sulla casa che sorge nel giardino dell’azienda.

Marco Nones ha creato un’installazione trapassando ogni sua finestra e pertugio con corde di canapa tinte con un naturale rosso inglese. L’opera, intitolata «Diagonali terrene», racconta la storia di una casa abitata da una coppia di inglesi, quindi abbandonata per lunghi anni, poi occupata clandestinamente da un immigrato e oggi restaurata. Le corde di canapa rivelano ogni progetto di vita nato e cresciuto fra le pareti di questa casa. Ognuno di questi «piani» ha sempre dovuto fare i conti con la concretezza e, quindi, con la terra sulla quale appoggia le fondamenta. Si scoprono le altre opere di Nones seguendo i fili rossi all’interno della casa.

Nelle camere da letto, in cucina e persino in un bagno si alternano opere che celebrano la spontaneità delle forme naturali. Le sculture intitolate «Natura Sottovuoto» sono rami e radici attorno alle quali l’artista ha scolpito il vuoto, nel tentativo di donare loro un meritato protagonismo. Le opere intitolate «C’era» sono create con la cera d’api, i favi e pigmenti naturali come il bolo del Monte Cornon. I favi, con i loro perfetti esagoni, rappresentano uno dei più affascinati esempi di design spontaneo.
L’artista talvolta li incastona su tavole di abete armonico della Val di Fiemme, altre volte li utilizza per comporre la sua firma in un angolo del quadro. Per la prima volta Nones espone anche la sua collezione di pastelli su carta intitolata «Trame» dove indaga sugli accostamenti spontanei dei cromatismi terrestri. In mostra anche i modellini delle sue opere di land art.

Visitando la mostra risulta evidente quanto l’artista si senta parte dell’affascinante «piano» del pianeta Terra, sia nel mettere insieme i materiali, sia nell’organizzare spazi e superfici.

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