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A 10 giorni dal nubifragio i sindaci contano i danni fotogallery video

Sono passati quasi 10 giorni dal nubifragio che ha colpito con indomita violenza parte della val Calepio, val Cavallina e basso Sebino, per poi metter in ginocchio anche la zona del lago d'Endine, val Seriana e i paesi bagnati dal Cherio.

Sono passati quasi 10 giorni dal nubifragio che ha colpito con indomita violenza parte della val Calepio, val Cavallina e basso Sebino, per poi metter in ginocchio anche la zona del lago d’Endine, val Seriana e i paesi bagnati dal Cherio.

Il sole, fortunatamente, ha fatto finalmente capolino, permettendo ai Sindaci e ai volontari di completare parte della messa in sicurezza di torrenti, fiumi, e zone di colline; ma è anche il tempo delle prime conte. I sindaci ora sono impegnati nel gestire il dopo emergenza, e in particolar modo nel compilare le schede tecniche da inviare in regione Lombardia per il riconoscimento dello stato di calamità naturale.

Il Sindaco Angelo Vegini di Viadanica, uno tra i paesi più colpiti della comunità montana del basso Sebino, ha accantonato per un attimo gli stivali per inforcare penna e calcolatrice per stimare i danni. Ci dice Vegini “entro sette giorni dalla bomba d’acqua, che ha messo in ginocchio la zona, abbiamo inviato le schede alla regione Lombardia, stimando una prima spesa pari a 25.000 euro per il primo intervento effettuato durante la nottata del 13 giugno, quando operai e ruspe si sono messi in azione per liberare le strade e gli alvei da detriti e fango; i danni a carico delle infrastrutture stradali ammonta a 90.000 euro, l’acqua con la sua forza ha divelto il manto stradale, lasciando vere e proprie voragini; senza contare i danni causati al reparto produttivo, in primis agricolo, che ammonta a 116.000 euro, terminando con danni alle abitazioni private stimate intorno ai 130.000 euro”.

Il primo cittadino di Viadanica mostra una certa praticità e confessa che ” l’obiettivo principale, ora che tutto sembrerebbe sotto controllo, è quello di attivare il prima possibile le procedure di sblocco, affinché le amministrazioni possano agire e ripristinare la piena autonomia dei propri cittadini, intervenendo con la fase di ricostruzione” ; e per questo chiede alla regione Lombardia di poter velocizzare le tempistiche.

Il consigliere regionale Mario Barboni rincuora il Sindaco di Viadanica e tutti i sindaci delle zone colpite.
“La situazione complessiva dello stato di emergenza della provincia di Bergamo, ci spiega al telefono, ha visto un impegno di circa 660.000 euro per la messa in sicurezza delle situazioni più impellenti e pericolose nelle zone tra val cavallina, val Seriana, val Calepio. Le prime schede RASDA , che quantificano i danni a cose pubbliche, private e produttive, sono già pervenute in Regione”.

Nella giornata di martedì 21 giugno, Barboni ha presentato una mozione d’urgenza in Consiglio Regionale, sottoscritta da tutti i consiglieri di Bergamo, affinché le procedure di valutazione dei danni segnalati da parte delle Amministrazioni vengano prese in consegna ed elaborate nel minor tempo possibile. Barboni e i firmatari chiedono “che la Giunta Maroni si impegni nel velocizzare i tempi e chiedere al Governo un intervento come calamità naturale, oltre che istituire dei fondi regionali che fungano da tamponamento per i lavori di ricostruzione”.

Barboni sottolinea poi come tra le attività produttive più colpite siano proprio quelle del settore legato all’agricoltura.
“Chiedendo lo stato di calamità naturale ci sono tutti gli estremi, perché si possa intervenire a sostegno soprattutto dei vigneti della Val Calepio e moscato, che hanno registrato danni tra il 70 e 80 %. Piccole o medio grandi aziende che hanno perso il fatturato per il 2016”.

L‘onorevole Giovanni Sanga, che insieme all’assessore regionale Alessandro Sorte e al consigliere regionale Mario Barboni, ha da subito visitato i paesi colpiti dal nubifragio. “è importante che i Sindaci compilino le schede RASDA in ogni parte ed le inviino nei termini indicati alla Regione, affinché si possa avere il quadro completo e preciso della conta danni. In settimana, continua Sanga, il dipartimento di Protezione civile nazionale valuterà in stretto contatto con gli organi preposti della Regione Lombardia la situazione; una volta in mano il quadro dei danni si cercherà di capire come intervenire per dar sostegno alla ricostruzione”.

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