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La sorpresa di Isocrate al classico e matematica “da paura” allo scientifico fotogallery video

Elisa Roncalli, 17 anni studentessa del Sarpi (classe 1ª E) e Loris Ferrari, 17 anni studente all'Einaudi di Dalmine sono andati ai licei di Bergamo per raccogliere le emozioni e i pensieri dei maturandi dopo la seconda prova.

Elisa Roncalli, 17 anni studentessa del Sarpi (classe 1ª E) e Loris Ferrari, 17 anni studente all’Einaudi di Dalmine (3ª A) sono andati ai licei di Bergamo per raccogliere le emozioni e i pensieri dei maturandi dopo la seconda prova.

ISOCRATE! CHI ERA COSTUI?
di Elisa Roncalli
Non sono stati molti gli studenti del Liceo Classico che avevano pensato a questo autore, prima di dover sostenere la seconda prova di maturità. Anzi, in pochissimi avevano ritenuto plausibile Isocrate, retore che non capitava dal 1958.
Al Liceo Classico Paolo Sarpi, il primo studente ad uscire da scuola è stato Marcello Boschiroli, appena pochi minuti dopo mezzogiorno. “Non ci aspettavamo una versione così lunga e complicata… soprattutto nella parte centrale; la parte finale invece era più semplice” ha detto.

Marcello, come Michele Elzi e altri ragazzi, si sarebbe aspettato Platone o Plutarco, visto anche che gli oratori vengono generalmente affrontati prima, nel programma, rispetto ad altri autori greci.

Anche Giuseppe Carminati e Massimiliano Foglio, usciti subito dopo, non avevano immaginato una versione di Isocrate e l’hanno definita “lunga ma fattibile” in quattro ore.

Elena Giozani ha dichiarato di averla trovata persino piuttosto facile, anche se alcune parole potevano essere di dubbia interpretazione e il testo, come già ribadito, era molto lungo.
Il brano, dal titolo “Vivere secondo giustizia non è solo corretto, ma anche conveniente per il presente e per il futuro” (paragrafi 34-35-36 di “Sulla Pace”), trattava dell’importanza della rettitudine e conteneva persino rimandi all’attualità: si parlava infatti di una società corrotta da uomini politici menzogneri.

Gli ostacoli da superare potevano essere diversi: le prime 3/4 righe prive di segni di interpunzione, prolessi difficili, una proposizione relativa contenuta in una consecutiva che a sua volta includeva una temporale…

“La versione era complicata – ha affermato Pietro Campana – aveva un andamento sintattico complesso. Bisognava ragionare e stare attenti alle costruzioni. Non c’era niente di troppo involuto che non consentisse la assoluta comprensione del testo… E poi c’erano anche titolo e sottotitolo che davano una mano”.
Contrariamente a quanto ipotizzato giovedì mattina, una volta saputo il nome dell’autore, studenti e anche professori hanno ritenuto non semplice questo pezzo di oratoria epidittica.
La traduzione era resa ancor più critica dalla mancanza di un racconto da poter seguire, dato che i concetti erano espressi con uno stampo al limite del filosofico.
Infine, quasi tutti gli studenti del Liceo Sarpi avrebbero preferito latino in seconda prova.
Se la legge dell’alternanza greco-latino sarà rispettata, staremo a vedere i “maturandi classicisti” del prossimo anno…

MATEMATICA DA PAURA ALLO SCIENTIFICO
di Loris Ferrari 

Al via la seconda prova della Maturità 2016 nella giornata di giovedì 23 giugno. Emozioni contrastanti tra gli studenti del Liceo Scientifico Filippo Lussana, pronti ad affrontare il loro più grande incubo: la temutissima prova di matematica.

Prova che consisteva in due problemi e dieci quesiti che sono stati sottoposti agli studenti che hanno dovuto scegliere un problema e cinque quesiti da consegnare entro le sei ore stabilite. Al contrario della giornata di Mercoledì, questa seconda prova ha impegnato maggiormente gli studenti, i primi dei quali sono usciti solamente dopo l’una passata, con l’espressione del volto che diceva tutto.

Molti studenti hanno passato la notte precedente all’esame, in bianco, ripassando fino allo sfinimento tutto il programma di matematica assegnato loro durante l’anno, il tutto sempre accompagnato da quell’ansia che proprio non li vuole lasciare nemmeno per un momento.

Il sentimento che maggiormente si è riscontrato sui loro volti è stata la delusione per una prova che pensavano fosse più semplice del previsto. In effetti hanno confessato di aver abbandonato la prova a causa della sua considerevole complessità. Solo alcuni degli ultimi che hanno abbandonato l’edificio si sono considerati contenti e abbastanza soddisfatti del proprio compito anche se hanno ammesso che si aspettavano una prova più semplice rispetto a quelle degli anni passati.

La difficoltà maggiore che hanno incontrato è stata quella dell’interpretazione delle richieste che sono state loro sottoposte, considerandole di difficile comprensione e di elevata complessità. Ovviamente i ragazzi ce l’hanno messa tutta e qualche sorrisino un po’ nascosto dovuto al fatto che almeno matematica è alle spalle si è intravisto. Prossimo obiettivo terza prova, altro demone che incute timore persino negli studenti più preparati, una delle poche cose positive secondo i maturandi è che almeno avranno qualche giorno in più, chi per ripassare l’intero programma, chi per rilassarsi un attimo e smaltire le difficoltà incontrate nelle prime due prove per poi dedicarsi completamente alla terza prova.

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