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La Gran Bretagna abbandona l’Europa, i politici bergamaschi: “Effetto disastroso” foto

I cittadini britannici hanno votato a favore della Brexit al referendum del 23 giugno: il 51,9 per cento dei britannici ha votato per l’opzione leave (lasciare) contro il 48,1 per cento dei remain (restare) nel referendum del 23 giugno: leave ha raccolto 17,4 milioni di voti; contro i 16,1 milioni dell’opzione remain. L’affluenza alle urne è stata del 72%.

Londra e la Scozia hanno votato in larga maggioranza per la permanenza nell’Unione europea, mentre nel nord dell’Inghilterra ha (stra)vinto la Brexit.

Cosa succederà ora? Le quotazioni della sterlina rispetto al dollaro sono ai minimi dagli anni ottanta. A caldo, le considerazioni dei politici bergamaschi sui social.

Andrea Tremagilia,  Consigliere comunale Fratelli d’Italia: “Certe cose, nel bene e nel male, le possono fare solo gli Inglesi. si susseguiranno nelle prossime ore visioni apocalittiche e scenari di ogni tipo per l’UE, naturalmente: ma “scesa la polvere” e senza esprimermi nel merito, credo che dall’uscita del Regno Unito l’Unione Europea “politica” risulterà, infine, rafforzata. Seguiranno “approfondimenti” più seri nei prossimi giorni per chi è curioso di sapere con più precisione che ne penso; nel frattempo, ai miei tanti amici londinesi d’adozione: keep calm and carry on”.

Antonio Misiani, deputato del PD: “La mia generazione era cresciuta con l’idea che l’Europa fosse un fatto acquisito e irreversibile. Da oggi non è più così. Entriamo in una fase storica nuova, piena di incognite. Brexit è l’effetto più clamoroso (e potenzialmente disastroso) di un’onda di rivolta popolare contro l’establishment. È stato un tragico errore delle classi dirigenti britanniche ed europee sottovalutarla o pensare di poterla cavalcare cinicamente”.

Daniele Belotti, segretario provinciale Lega Nord: “Quello di Brexit è un messaggio del popolo contro i burocrati di Bruxelles. L’Europa non deve essere imposta, ma deve essere  una libera scelta dei cittadini e delle nazioni , per cui anche da noi è arrivato il momento di chiedere agli italiani quello che nessuno ha mai voluto chiedere, ovvero se restare o meno dell’Unione Europea”

Elena Carnevali, deputata del PD: “la Gran Bretagna esce dall’EU. Ti svegli ed il mondo sembra capovolto.  Ci aspettano tempi difficili, duri . L’opportunismo dei politici squali è già pronto ad incassare l’esito dell’UK per l’Italia ed in altri Paesi L’inquietudine di ieri sera aveva le sue ragioni”.

Giorgio Gori, sindaco di Bergamo: “Elettori disinformati producono disastri epocali. Per votare servirebbe l’esame di cittadinanza. Adesso, noi che restiamo, abbiamo il dovere di farla sul serio, l’Europa Unita”.    

Giovanni Sanga, deputato del PD: “Vince Brexit. Renzi:”Dobbiamo cambiarla, ma l’Europa è la nostra casa”

Loredana Poli, assessore allo sport del Comune di Bergamo: “Ieri alla radio sentivo l’intervista ad un giovane britannico che si diceva convinto del fatto che, qualunque fosse stato l’esito del referendum, la sua vita non sarebbe cambiata affatto. Io credo di sì. Credo che al di là dei tempi attuativi che seguiranno, ieri abbiano vinto idee autarchiche in un mondo globale; abbiano vinto la paura e l’aggressività che sostengono anche gesti folli come lo sterminio di chi sostiene idee diverse e miti. Credo che alla vita di quel giovane e degli altri giovani europei, a partire da quelli che si trovano in UK, toccherà raccogliere il contraccolpo di una scelta priva di una visione di futuro”.

Lucio Brignoli, assessorato Ambiente Energia e Sviluppo Sostenibile Regione Lombardia, Lega Nord: “I popoli britannici si sono espressi liberamente e democraticamente per la secessione. Ora vediamo se la volontà popolare sarà rispettata, intanto però il principio si è affermato: se possono loro, possono tutti… quando potremo autodeterminarci anche noi?”.

Luigi Bresciani, segretario Cgil Bergamo: “Gran Bretagna fuori dalla UE…. ma e’ mai stata dentro? Effetto domino? Forse entra la Turchia…. I movimenti populisti si stanno agitando…. La UE o cambia o saranno dolori. La folle politica dell’austerity imposta dalla Germania ha fatto danni enormi. Buon mattino a tutti, la vita va avanti anche senza gli inglesi”.

Pia Locatelli, Presidente Onoraria dell’Internazionale Socialista Donne e capogruppo del Misto in commissione Esteri della Camera.: “Non si può che esprimere delusione e preoccupazione per l’esito del voto britannico che rappresenta il momento più difficile per l’Europa del dopoguerra. Si tratta di una severa bocciatura dell’Unione europea e delle sue politiche, ma anche delle inadempienze degli Stati membri che non hanno consentito all’Europa di compiersi pienamente e di avere, quindi, gli strumenti per agire. I cittadini britannici hanno voluto esprimere un no, alla crisi, al forte abbassamento del livello di vita, alla crescita del divario economico, alla mancanza di risposte alle loro necessità, più che un no all’Europa. Vedo già gli esponenti di alcuni movimenti politici populisti e demagogici che si appropriano della vittoria: si tratta in realtà di una sconfitta che apre a un futuro di incognite e che avrà ripercussioni negative non solo per la Gran Bretagna, ma anche per gli altri Paesi. Ora è necessario un ripensamento complessivo del progetto e delle politiche europee per evitare un pericoloso effetto domino: non si tratta della fine dell’Europa, ma dell’inizio della ricostruzione di quell’idea pensata e voluta dai padri fondatori il cui spirito è stato tradito”.

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