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“Dal patto di stabilità agli equilibri di bilancio”, l’esperienza di Bergamo

"Dal patto di stabilità agli equilibri di bilancio" è il convegno che si è svolto nella sala consiliare del Comune di Bergamo nella mattina di venerdì 24 giugno al quale sono intervenuti il Sindaco di Bergamo Giorgio Gori, il vicesindaco Sergio Gandi, l'onorevole Antonio Misiani e la senatrice Magda Zanoni, Relatrice Legge stabilità 2016.

Agli occhi di un normale cittadino, è comprensibile che le questioni economiche possano apparire ostiche.

Tuttavia, con un minimo sforzo e con la curiosità che dovrebbe sempre animarci, è possibile scoprire molto che, se non riguarda noi in prima persona, riguarda comunque le nostre realtà territoriali.

La Legge di stabilità 2016, superato il patto interno di stabilità, lo ha sostituito con l’equilibrio del saldo finale di competenza e ne è certamente conseguita la necessità di una riforma del sistema di vincoli di finanza previsti dalla L. 243/2012.

Nella mattina di venerdì 24 giugno, nella sala Consiliare di Palazzo Frizzoni, si è tenuto un Convegno, introdotto e coordinato dal vicesindaco Sergio Gandi, in merito al passaggio dal patto di stabilità all’equilibrio di bilancio.

Sono intervenuti il sindaco Giorgio Gori, l’onorevole Antonio Misiani e la senatrice Magda Zanoni, Elena Pasini, Dirigente Servizi finanziari e Alessandro Beltrami, Responsabile dell’Ufficio Contabilità e Patto di stabilità di IFEL.

Giorgio Gori, dopo i saluti di benvenuto, ha aperto il dibattito sottolineando il bisogno di un “cambio di direzione”. È stato un anno importante, tuttavia la situazione difficile nella quale ci troviamo esige rinnovamenti che chiaramente non possono non tener conto dell’equilibrio tra vincoli e possibilità. Altre tematiche affrontate sono state la responsabilità delle spese, che deve trovare corrispondenza con i soldi chiesti ai cittadini, e l’autonomia all’interno dell’amministrazione.

Come fare, però, a restituire l’autonomia fiscale dei Comuni?

Il deputato Antonio Misiani ha ringraziato per l’opportunità di confronto dal momento che ha anch’egli evidenziato come il 2016 possa essere considerato un anno di svolta. Lo stato di crisi, concentrato soprattutto tra il 2009 e il 2014, ha portato i Comuni ad essere oppressi dai conti e gli investimenti a – 43%.

La seconda domanda allora è: dati i cambiamenti della Legge di stabilità 2016, come stabilizzare la situazione?
È proprio obiettivo dei legislatori restituire un quadro stabile, un quadro certo con regole buone. Da una parte vi sono sempre richieste, ma dall’altra vincoli soffocanti che condizionano l’agire.
È seguito un approfondimento molto dettagliato delle principali questioni.
Per la prima volta negli ultimi anni si arresta il trend dei tagli da parte dello Stato ai danni del Comune; ad un alleggerimento della pressione fiscale, però, corrisponde una riduzione dell’autonomia locale e l’effetto potrebbe essere la fine del federalismo fiscale e l’abbandono della Local Tax.

Per quanto riguarda la riqualificazione della spesa, scendono quelle improduttive (spending review da 3,4 milioni nel 2010 a 1,8 milioni nel 2015) e raddoppiano quelle legate ai Servizi Sociali e alla Cultura. Altro dato positivo: il trend di diminuzione dell’indebitamento è sceso a 41 milioni e si prevede un arrivo ai 28 milioni tra soli due anni.
All’interno della sua esposizione, la senatrice Zanoni è voluta partire dal concetto di armonizzazione: è di vitale importanza armonizzare norme e bilanci pubblici. Ciò nonostante, questi ultimi andrebbero effettuati entro il 31 dicembre di ogni anno, data che troppo spesso non viene rispettata.

In secondo luogo, ha parlato di Patto di stabilità, pareggio di bilancio (nonchè sanzioni per il mancato rispetto di questo) e fondo pluriennale vincolato, analizzando rispettivamente comma 707, comma 709 e comma 711. La senatrice ha infine esaminato alcuni articoli del DDL 2344. Ad esempio, l’articolo 4 riguarda – purtroppo – la nostra condizione attuale: ha a che fare con la sostenibilità del debito pubblico.

Elena Pasini ha invece spiegato con precisione la Riforma Contabile, così definita anche se gli obiettivi sono quelli di una normale gestione. È una riforma culturale che si articola in tre punti principali: la programmazione, il controllo in itinere della gestione (cronoprogrammi) e la resa dei conti (che dovrebbe avvenire in modo adeguato e trasparente).
Questa Riforma, senza la quale non potremmo parlare di L.243/2012, ha consentito di abbandonare il Patto in anticipo di un anno e di avere strumenti di misurazione non distorsivi.

La testimonianza di Alessandro Beltrami ha arricchito le precedenti grazie a elaborazioni iFEL e dati numerici del 2015. Ad esempio, considerando le principali indicazioni dal monitoraggio del Patto 2015 per i Comuni lombari, pronti al confronto, l’obiettivo finanziario era di 608 milioni.
Le modifiche erano indispensabili, ma il carattere “rafforzato” della L.243/2012 ha reso arduo il percorso prima della sua entrata in vigore.

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