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Brexit, Gori spiazza la politica sull’esame di cittadinanza: “Una provocazione per far riflettere”

“Per votare servirebbe l’esame di cittadinanza”. La dichiarazione del sindaco di Bergamo Giorgio Gori, postata sui profili Facebook e Twitter, divide la politica bergamasca.

“Per votare servirebbe l’esame di cittadinanza”. La dichiarazione del sindaco di Bergamo Giorgio Gori, postata sui profili Facebook e Twitter, divide la politica bergamasca.

Il primo cittadino si è espresso così sulla storica scelta che il popolo britannico ha preso giovedì 23 giugno, quando il 52% degli aventi diritto ha chiesto che la Gran Bretagna uscisse dall’Unione Europea: “Elettori disinformati producono disastri epocali – ha scritto Gori -. Per votare servirebbe l’esame di cittadinanza”.

Sotto alle due frasi, il primo cittadino bergamasco ha postato l’articolo pubblicato online venerdì 24 giugno da “Il Post”: “Devono votare anche gli ignoranti?” il titolo del pezzo. (Leggi qui)

MISIANI (PD), TREMAGLIA (FRATELLI D’ITALIA) E VIOLI (M5S)

“Le dichiarazioni del Sindaco Giorgio Gori sono gravissime e sottintendono come ritenga ignoranti coloro che la pensano diversamente da lui – commenta Andrea Tremaglia, capogruppo di Fratelli d’Italia -. Il mutamento epocale sancito dal voto del Regno Unito è senz’altro un segnale molto forte verso il progetto dell’Unione Europea. La politica, europea ed italiana, farebbe meglio a considerare le proprie responsabilità in questa disaffezione, piuttosto che accusare i cittadini di disinformazione. Dichiarazioni supponenti come quelle del Sindaco Gori, invece, non aiutano di certo ad avvicinare i cittadini alla politica”.

“Gli ignoranti, chiaramente, sono quelli che non la pensano come lui – risponde il Consigliere Regionale del Movimento Cinque Stelle, Dario Violi -. Poteva anche dire che sarebbe meglio una dittatura illuminata, ma solo nel caso in cui l’illuminato sia il nostro Caro Sindaco. Democrazia a giorni alterni”.

Le dichiarazioni di Gori non raccolgono consensi nemmeno all’interno del PD: “Massimo rispetto per Giorgio Gori – afferma il deputato Antonio Misiani – ma in tempi di drammatica frattura tra il popolo e le élite proporre un “esame di cittadinanza” per poter votare non mi sembra un’idea così brillante”.

LA REPLICA DI GORI: LA MIA UNA PROVOCAZIONE PER FAR RIFLETTERE
“Voleva essere una provocazione, e a giudicare dalle reazioni – molte sdegnate, molte a favore – direi che l’obiettivo è stato raggiunto: far riflettere, e confrontarsi, su come decisioni di portata epocale siano oggi nelle mani di elettori suggestionati più che informati, impauriti più che consapevoli. Del resto era questo, esplicitamente, l’intento dell’articolo del Federalist (ripreso dal Post) che ho linkato al mio tweet di stamattina (qui: http://www.ilpost.it/2016/05/25/democrazia-voto-ignoranti/) – scrive Giorgio Gori, il Sindaco di Bergamo -. Non sono evidentemente in discussione i princìpi democratici. Gli inglesi hanno votato la Brexit, vale quel che ha deciso la maggioranza degli inglesi. E non è che la questione si ponga solo perché avrei preferito che vincesse “Remain”, anche se confesso lo sconcerto. Il punto è che il livello di informazione degli elettori – soprattutto in occasioni di questo tipo – non corrisponde in larga misura alla loro responsabilità, e in questo scarto si aprono praterie per le pulsioni più emotive. 
L’Europa di oggi ha certamente grandi limiti, ma è il risultato di una costruzione delicata e paziente a cui si sono dedicate le energie di generazioni di cittadini e governanti del Vecchio Continente. Fa quindi impressione vederla presa a picconate sono l’impulso dell’incertezza o di palese disinformazione (si è raccontato che la sanità inglese avrebbe avuto più soldi a disposizione grazie alla Brexit, palese falsità).
Del resto chi non è informato è anche più pronto a credere a qualunque bufala gli venga raccontata. Non propugno, ovviamente, alcuna restrizione del suffragio universale, ci mancherebbe. E confesso di non avere una soluzione, salvo auspicare quanta più possibile consapevolezza, e corretta informazione di chi deve votare. Osservo solo che in questa afosa giornata di giugno le smagliature della democrazia – “la peggior forma di governo, eccezion fatta per tutte le altre finora sperimentate”, come disse Churchill – si vedono tutte”. 

Commenti

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  1. Scritto da nico

    … io l’idea di esame di cittadinanza o anche solo un esame di educazione civica invece non lo trovo affatto sbagliato: rubo, frodo il fisco, rovino il paesaggio, usufruisco a spropoito del servizio sanitario, prendo multe e poi bellamente posso andare a dare il mio voto ?!? effettivamente sarebbe meglio che chi se ne approfitta e danneggia la collettività non andasse a votare (sopratutto se non sa nemmeno per chi o per cosa vota…).