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Da Paletta a Pinilla, da Sportiello a de Roon: Sartori annuncia “un mercato senza fretta”

Un insolito quanto ciarliero Sartori nel corso di una trasmissione serale ha tenuto a spiegare il mercato che attende l’Atalanta: “Non più di due acquisti, mirati e senza fretta”, spiegando che l’anno scorso proprio Paletta e Toloi arrivarono alle ultime battute di mercato.

Quando tutti si aspettano un’estate di parecchi movimenti, non fosse altro per la rosa numerosa, Sartori ammette di trovarsene in casa quasi cinquanta. Quindi, il primo obiettivo è collocare: “Niente di strano se il nuovo allenatore vorrà verificare la rosa durante il ritiro, gioco forza due gruppi, uno a Rovetta gli altri gli esuberi a Zingonia” sono le affermazione del direttore.

Insomma, un Sartori che non si nasconde. Serva ricordare che l’anno scorso a gennaio dichiarò che nessuno si sarebbe mosso. Alla fine sappiamo tutti come finì. A pagare fu il solo Reja, il meno colpevole.

Ma analizziamo i concetti espressi da Sartori, tentando di capire le mosse che attendono l’Atalanta dopo l’acquisto di Paloschi, sul quale ci sono parecchie interpretazioni sull’effettivo costo, che non pare lontano dalle richieste che Zamparini fece a suo tempo per Belotti. Allora si decise di non spendere, ora si è stati obbligati per Paloschi.

L’impressione di tutti è che per i tre gioielli, Sportiello, de Roon e Gomez, si corra il rischio di perdere i primi due.

Sportiello a Napoli in cambio di Sepe? Sartori non ci sta: “Non mi risulta”. L’impressione è che Sportiello, Napoli a parte (lì dovrebbe fare la riserva a Reina), punti a giocare. Quindi aspettiamo di verificare le sirene che potrebbero venire dall’estero. All’estero se parliamo di Inghilterra i numeri uno italiani non hanno avuto mai grossa fortuna. Ma il mercato inglese è comunque l’unico che può pagare certe cifre.

E Percassi, dopo la spesa per Paloschi, non può certo scendere sotto i 10 milioni di euro.

Sulla linea difensiva, confermata l’impostazione di Gasperini che vuole difendere a tre non mancano in rosa i numeri. Toloi e Masiello sicuri titolari, poi Stendardo e Djimsiti, che il direttore cita insieme al rientrante Caldara. Dimentica Suagher, come i rientranti Canini e Contini da collocare. Ne servono sei, eppure Sartori svela il primo obiettivo. Un centrale, meglio sinistro, oppure uno come Paletta che sapeva giostrare anche da terzo esterno di sinistra.

Si arriverà alle ultime ore di mercato. Su Paletta sarà determinante il nuovo assetto societario del Milan, ora senza guida tecnica. Brocchi o Gianpaolo, se arrivano i cinesi.

Nella parte centrale del campo, considerato che Gasperini ne impiega due, Sartori ammette che la rosa è fin troppo numerosa. De Roon, Cigarini, Kurtic, Carmona, Migliaccio, Freuler, Gagliardini, Kessié che torna da Cesena e, come esubero, Cazzola, sono effettivamente troppi e anche non proprio tutti adatti al credo di Gasperini.

Gasperini non gioca con il centrale basso. De Roon sembra il candidato ideale per fare cassa. Sartori glissa: “De Roon può giocare in qualsiasi maniera”. Ma il Middlesbrough risulta il più vicino, anche rispetto al solito Napoli, il quale dopo Grassi guarda anche a Kessié. Su quest’ultimo ci auguriamo che Gasperini, celebrato per lanciare i giovani, insista per tenerlo. A Napoli per fare la fine di Grassi non pare positivo nemmeno per il ragazzo e Bergamo ha diritto di godersi i giovani.

Cigarini compie trent’anni. Vorrà monetizzare un ultimo contratto vantaggioso. Tutti gli anni è dato per partente: potrebbe essere la volta buona. Salvo scoprire che via anche l’olandese la qualità del centrocampo non sarebbe più la stessa.

Poche indiscrezioni sull’attacco. Sicuri Gomez e D’Alessandro, Sartori prende posizione su Pinilla: “Pinilla resta, in questo momento abbiamo letto le sue dichiarazioni, ne parleremo al suo ritorno”. Dice tutto e niente. Come su Suso, Niang, Biabiany e Iago Falque, Sartori ritorna l’ermetico di sempre: “E’ un semplice pensiero”.

Difficile credere che Gasperini si accontenti, questa rosa troppo numerosa ha molti elementi non proprio adatti al suo disegno tattico. E il direttore ben lo sa.

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