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Roffia: la Val Serina investa sulla scuola, così si arresta lo spopolamento

Da molti anni nel territorio  della Valle Serina le scuole sono a rischio di chiusura per la scarsa natalità e per il lento allontanamento della famiglie dai paesi montani. Sabato 18 giugno Luigi Roffia, già Provveditore di Bergamo, ha presentato al Collegio dei docenti dell' Istituto comprensivo di Serina il progetto di riorganizzazione della rete delle sedi scolastiche, del servizio del trasporto scolastico e le proposte per il potenziamento del curricolo nelle scuole dell'infanzia, primarie e secondarie di primo grado del territorio della Valle Serina. 

Quanto è importante e determinante per la crescita culturale ed umana delle nuove generazioni la scuola?
Conosco bene la realtà dei Comuni di montagna. Ho avuto la fortuna di essere nominato nel 1985, preside del neonato istituto autonomo di Camanghè, ora dedicato alla memoria di Padre David Maria Turoldo.
Era una nuova scuola, una nuovo istituzione. Dopo 31 anni siamo tutti testimoni del progresso culturale e sociale, prodotto dai diplomati dell’istituto, progresso che ha interessato tutto il territorio della Valle Brembana e delle sue Valli laterali.

La percentuale di studenti che in Valle, nel 1985 proseguivano gli studi dopo la terza media è passata, in pochissimi anni, dal 24% al 83%! Maggior cultura, maggior preparazione al lavoro e persone educate alla vita.

Faccio anche un altro esempio. L’apertura a Bergamo dell’Università. Sono passati ormai più di 40 anni. La realtà bergamasca ha visto una grande crescita del numero dei laureati (precedentemente era uno dei più bassi a livello nazionale) e anche in questo caso ne ha guadagnato il territorio e soprattutto il sistema produttivo.

La scuola quindi è importante ed essenziale. Una scuola vicino a casa accoglie studenti e studentesse che altrimenti non avrebbero proseguito gli studi.

“Finite le elementari, avevo diritto ad altri tre anni di scuola. Anzi la Costituzione dice che avevo l’obbligo di andarci. Ma Vicchio non c’era ancora una scuola media. Andare a Borgo era un’impresa…Ai miei genitori la maestra aveva detto di non sprecare i soldi – mandatelo nel campo. Non è adatto per studiare.” Don Lorenzo Milani

Ricordo che, spesso, con l’allora provveditore Draghicchio, andavamo nei paesi dell’Alta Valle Brembana. Spesso incontravamo per strada i genitori o i nonni degli studenti di Camanghè e quando chiedevamo loro perché avessero mandato i figli a scuola (la scuola superiore) la risposta era per l’”educasiù”. Per noi questa risposta era una grande soddisfazione.

Ma non solo. Questi genitori e nonni che non erano andati a scuola (a malapena avevano raggiunto un diploma di quinta elementare, raramente il diploma di scuola media) non avevano avuto ne i mezzi ne la possibilità per poter frequentare una scuola superiore. C’era in loro, però, una grande “sapienza”. Una sapienza che derivava dal coniugare positivamente le poche conoscenze possedute con le difficili esperienze di vita. Erano poveri, affrontavano quotidianamente le fatiche del vivere, facevano grossi sacrifici, erano onesti, portavano avanti famiglie con molti bambini, avevano Fede ed erano timorati di Dio.

Il mondo è cambiato è diventato più difficile e complesso. Siamo via via diventati europei e globalizzati. Le “culture” crescono e vengono superate e generate in un arco di tempo molto ristretto. Lo sviluppo tecnologico ci sfida; ci offre strumenti di grande validità ma che durano poco nel tempo e in un tempo ancor più breve subiscono aggiornamenti e miglioramenti.

Tutto ciò disorienta le nuove generazioni che sono vittime di un progresso che non si può negare ne rifiutare ma che mette a dura prova.

Ai ragazzi e ai giovani di oggi, per affrontare l’avventura di questo mondo e della vita, servono nuove informazioni e nuove competenze, quelle linguistiche e quelle digitali, ad esempio, per stare al passo con i compagni, con il mondo del lavoro e con la società del tempo.

Oggi il problema non è la povertà materiale ma quella relazionale. Tanti di loro vivono in una autentica solitudine che spesso è sinonimo di sofferenza. La loro povertà sta nel non trovare il senso della vita. Ecco perché va cercata una ragione per vivere e superare qualsiasi sfida aprendo il cuore e dandosi fiducia. Noi adulti ora dobbiamo portarli fuori dalla trappola in cui li abbiamo messi rendendoli consumatori di prodotti, di esperienze e sensazioni.

Una scuola nei paesi di montagna porta vita e nuove famiglie. Alcuni comuni o frazioni si stanno spegnendo. Vengono a mancare i sacerdoti, le famiglie, i bambini, la farmacia, i negozi, le cabine telefoniche… Se non ci sono le scuole, le nuove famiglie non scelgono di vivere nel paese di montagna di origine e si trasferiscono nei centri più abitati di fondo valle. Quando vado nei vostri paesi è bello sentire il vociare dei bambini a scuola. E’ bello vedere per le strade bambini e ragazzi.
Dobbiamo, tutti insieme, Sindaci, Dirigente Scolastico, personale docente e non docente, genitori, fare in modo di mantenere nel territorio della Valle Serina le attuali scuole dell’infanzia (paritarie e statali), primaria e secondaria di primo grado.

LA RETE SCOLASTICA DELLE SCUOLE DELL’INFANZIA,
PRIMARIA E SECONDARIA DI PRIMO GRADO

L’analisi dei dati relativi alla natalità e delle attuali indirizzi di scuola presenti nelle varie località della Valle consentono di formulare una proposta per la riorganizzazione della rete scolastica territoriale.
Elemento molto preoccupante nel presente ma anche per i prossimi anni è il ridotto numero di nati nei vari comuni:
Costa Serina: negli ultimi tre anni perde il 50% dei nati. La media nel sessenio (2010/2015) è di 3,66 nati all’anno; nell’ultimo triennio la media è di 2,33.
Algua: la media dei nati nei sei anni è di 4,66. Nell’ultimo triennio è di 3.
Bracca: 7,5 nati nei sei anni e 7 negli ultimi tre.
Cornalba: si passa da una media di 2,83 ad una media del 3,3 nell’ultimo triennio con un lieve aumento.
Dossena: 4,83 nati negli ultimi sei anni e 5 negli ultimi tre.
Oltre il Colle: diminuzione della natalità negli ultimi tre anni; si passa infatti da 9,16 nati a 7.
Serina: crescita dei nati negli tre anni da 15,5 a 17.

Questi numeri non possono che obbligarci a pensare ad una riorganizzazione della rete scolastica almeno per gli anni prossimi.
La scuola dell’infanzia è presente a Costa Serina, Algua, Bracca, Dossena, Oltre il Colle (paritaria) e Serina (paritaria).

E’ l’ordine di scuola che, per il futuro, preoccupa di meno. La presenza di questo ordine di scuole nelle varie comunità è positiva e rappresenta un riferimento significativo per le famiglie.
La suola primaria. E’ un altro ordine di scuola da difendere e da mantenere.
Sono presenti solo pluriclassi a Bracca, Dossena e Oltre il Colle.

Le cinque classi del curricolo sono presenti a Costa Serina, con 34 alunni e a Serina con 112.
Per il futuro sarebbe auspicabile far confluire alla scuola primaria di Costa Serina i 15 bambini di Bracca.
La scuola secondaria di primo grado. Questo ordine di scuola è presente a Costa Serina (42 studenti), a Oltre il Colle (7 studenti in una pluriclasse) e a Serina (61 studenti).

Una soluzione possibile, stante il ridotto numero dei ragazzi e la pluriclasse di Oltre il Colle, è quella di cominciare a pensare ad un trasferimento degli allievi da Oltre il Colle a Serina.

Le pluriclassi non sono un particolare problema nella scuola primaria. La crescita personale cognitiva e metodologica del bambino è comunque raggiunta con esiti positivi e si caratterizza ancor più positivamente, per l’acquisizione di affettività, socialità e senso di appartenenza.

Nella scuola secondaria di primo grado le pluriclassi creano non poche preoccupazioni.
In quest’ordine di scuola è fondamentale far crescere nell’allievo le conoscenze ma anche la convinzione che il “sapere” si articola in discipline specifiche che hanno una loro struttura e un loro impianto triennale. C’è quindi un continuo pedagogico disciplinare ed una progressività di conoscenze e competenze che richiede uno sviluppo triennale delle stesse. Si tenga poi presente che i ragazzi sostengono alla fine del terzo anno il primo Esame di Stato che è su tutte le discipline scolastiche che quindi devono, per tutto l’arco del triennio, essere ben acquisite e ben metabolizzate.

Il futuro per quest’ordine di scuola può essere più “tranquillo” concentrando in due poli territoriali le scuole secondarie di primo grado a Costa Serina e a Serina.

Dobbiamo pensare ai prossimi anni scolastici, ai programmi dei Sindaci ed anche ai diritti della popolazione. Ma c’è un’altra considerazione: il “risparmio” di organico (docenti e non docenti). Il risparmio potrebbe tornare utile nel dialogo con l’Amministrazione scolastica regionale e provinciale a difesa delle nostre scuole.

L’ORGANIZZAZIONE DEL TRASPORTO SCOLASTICO
INDICAZIONI PEDAGOGICHE PER UNA SCUOLA DI QUALITÀ E ATTIVITÀ FORMATIVE
TABELLA PERCORRENZE E LINEE
Vogliamo offrire ai giovani la formazione ma soprattutto l’educazione che è l’arte che costruisce la persona.
Come? Mettendo innanzitutto al centro lo studente. La scuola mette al centro lo studente innanzitutto quando riesce a garantire a tutti i suoi allievi il successo scolastico.
La scuola deve adattarsi alle diversità dei bambini e dei ragazzi. Le diversità sono tante e tutte possono, a vari livelli, essere valorizzate. Il successo scolastico è condizione per iniziare a costruire e realizzare il successivo successo di vita, inteso come realizzazione personale, familiare e lavorativa, che tutti, pur in situazioni diverse, devono e possono raggiungere.

La scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado stanno sperimentando il modello ministeriale della valutazione per competenze. La valutazione per competenze è uno strumento che aiuta l’allievo e i docenti a raggiungere quel successo scolastico a cui non possiamo rinunciare.

La scuola per contribuire a realizzare tutto questo ha bisogno della famiglia. Per formare al meglio la persona, il cittadino e il lavoratore di domani, serve una stretta collaborazione educativa fra scuola e la famiglia. La partecipazione dei genitori alla vita della scuola, così come regolato dai decreti delegati del ’75, è venuta molto meno rispetto agli anni iniziali.

Vanno trovate nuove forme di collaborazione educativa valorizzando il patto/contratto formativo fra scuola e famiglia. Un patto/contratto per favorire la conoscenza reciproca fra docenti e genitori attraverso la condivisione dei valori a cui educare, la conoscenza delle competenze disciplinari trasversali e di cittadinanza che gli alunni devono conseguire, lo sviluppo periodico dei piani di lavoro degli insegnanti e dei livelli di apprendimento raggiunti dagli allievi. Queste modalità consentono di realizzare una rinnovata partecipazione dei genitori alla vita della scuola.

La scuola di oggi deve essere una scuola di qualità. Deve aprirsi a nuovi modelli metodologici e pedagogici. Penso ad un lavoro di classe svolto dagli allievi con lo stimolo, la guida e l’assistenza dei docenti. I ragazzi vanno coinvolti direttamente in classe superando anche la modalità dell’aula tradizionale e passando ad una struttura ad “isole” di quattro – cinque allievi. Una didattica attiva e partecipata che valorizza nuove tecniche pedagogiche: il problem solving, il cooperative learning e la peer education .

Va anche potenziato il curricolo privilegiando il multilinguismo, accompagnato dalla certificazione Europea dei livelli di competenze acquisite nelle lingue straniere e dalla pratica del CLIL (insegnamento di una disciplina non linguistica in lingua straniera).

Infine sempre nell’ottica di una scuola di qualità la didattica digitale con un utilizzo graduale dalla scuola primaria delle strumentazioni multimediali.
I nostri bambini e ragazzi sono nati digitali: conoscono ed usano, quasi per natura, le strumentazioni tecnologiche con cui interagiscono in modo naturale e competente.

UNA SCUOLA DI QUALITA’
In una scuola che, oggi vive in un mondo caratterizzato da orizzonti multiculturali e da multi linguaggi, l’allievo cresce, impara e scopre attraverso ogni canale che ha a disposizione. Tante volte sentiamo parlare di “mondo complesso” che ci circonda, quasi fosse qualcosa di mostruoso e distaccato, da temere e con cui ci si deve prima o poi scontrare. Secondo il nostro pensiero la complessità è varietà e differenza è ricchezza: conoscere il mondo in cui si vive attraverso strumenti adeguati è l’obiettivo che ciascuna comunità educativa deve porsi e raggiungere, affinché l’allievo diventi cittadino libero e capace di confrontarsi con tutto ciò con cui entra in contatto.

Maria Montessori diceva che “La cultura è assorbita dal bambino attraverso esperienze individuali in un ambiente ricco di occasioni di scoperta e di lavoro”.

Quindi il bambino e il ragazzo che cresce deve essere sempre e comunque protagonista del suo apprendimento: deve poter utilizzare tutti i linguaggi che ha a disposizione per esplorare e conoscere. Del resto l’allievo di oggi è l’adulto di domani: imparando a trovare una soluzione ai problemi che la vita gli pone imparerà a costruire una realtà intelligente e ricca di opportunità. L’allievo ha quindi il diritto di sperimentare, provare l’ebbrezza di una nuova sfida, sbagliare e ricominciare daccapo, essere ascoltato e capito.
Crediamo che ogni allievo sia speciale e dotato di intelligenze multiple: sarà compito della scuola proporre occasioni di prova che gli permetteranno di misurarsi e tentare (per riuscire!) tutte le strade disponibili al fine di raggiungere il suo obiettivo.
Compito della scuola è di affiancarlo nell’apprendimento, ascoltandolo, incoraggiandolo, dandogli la possibilità di proporre idee e soluzioni sempre in un clima di ascolto empatico, di rispetto e di serenità. I nostri allievi non saranno esonerati dalla fatica che la conoscenza comporta; invece verranno incoraggiati dal team scolastico a compiere un percorso personale di scoperte e di conquiste di significati, in un ambiente sereno e stimolante.

I TRATTI FONDAMENTALI
BILINGUISMO
L’insegnamento della lingua inglese dall’età infantile non è una semplice introduzione alla fonetica o ad alcuni vocaboli: vivere una realtà di bilinguismo significa imparare spontaneamente non a “tradurre” dalla lingua di appartenenza, bensì direttamente a “pensare” ora in lingua anglosassone ora in italiano. Sfruttiamo appieno la loro facilità di apprendimento del linguaggio affinché la naturalezza di questo meccanismo diventi quotidiana e facciamo in modo che sia possibile attraverso la presenza di educatori ed insegnanti bilingui e madrelingua inglese in tutti gli ordini di scuola. Questo bilinguismo è importante perché apre ad un nuovo mondo sonoro, assai lontano da quello della lingua italiana ed ovviamente sarà significativo se avrà un seguito nei cicli di studi successivi.

CREATIVITA’
Ogni giorno i nostri allievi si divertiranno e conosceranno un mondo sensoriale sempre nuovo e diverso, prendendo parte a laboratori creativi; non soltanto nella scuola dell’infanzia, ma anche in quella primaria e secondaria di 1° grado. Il lavoro creativo rivestirà un ruolo importante perché è il fare che insegna davvero ed il saper fare che porta ad un apprendimento attivo Gli allievi avranno dunque l’opportunità di scoprire e creare attraverso materiali di recupero, materiali ricercati, strutturati o destrutturati … tutto ciò con figure professionali madrelingua e non. Insomma, un luogo e un tempo dilatato, in cui si lavorerà con più materiali, più linguaggi e più punti di vista; un momento della vita scolastica in cui avranno contemporaneamente attive le mani, il pensiero e le emozioni, valorizzando l’espressività e la creatività di ciascuno.

MULTILIGUAGGI
Il modo in cui le nuove generazioni crescono è sempre ricco di linguaggi complessi ma anche molto immediati; la scuola crea opportunità di utilizzo di tali linguaggi, oltre a quello verbale. Ciò sarà possibile attivando diversi laboratori (ad esempio: musica, psicomotricità-espressività corporea, teatro, nuovi media).

LA SCUOLA DELL’INFANZIA
La metodologia di base della scuola dell’Infanzia rientra nel range delle metodologie attive; significa dunque presentare i contenuti dell’insegnamento come problemi concreti da risolvere, cercando con il bambino tutte le informazioni ed i mezzi necessari a questo scopo. L’insegnante aiuta l’allievo a scoprire le soluzioni in autonomia predisponendo ambienti incoraggianti, senza fornire risposte a priori; questo perché il suo futuro sia aperto al confronto, ricco di scambi e diversi punti di vista che lo portino ad una conoscenza più ampia possibile.

E’ il principio del “Learning by doing” della sperimentazione di situazioni che stimolino la riflessione del singolo e del gruppo. Essa permette al bambino di conoscere sé stesso, in un percorso di crescita personale volto alla maggiore consapevolezza di sé, per mezzo di un processo che si basa sull’interazione con il gruppo attraverso uno scambio continuo di input e feedback. Il bambino non è quindi un elemento “vuoto” che utilizza la formazione per riempirsi di contenuti, bensì assume un ruolo attivo per sé e per le altre persone coinvolte nel suo lavoro. Ogni attività proposta (attività ludiche, giochi teatrali, condivisioni in piccoli gruppi, esperienze di musica e psicomotricità) ha come obbiettivo principale quello di costruire un’esperienza che possa essere uno spunto, un ponte verso nuove attività ed esperienze future, che continuano a far crescere. La metodologia attiva connessa all’esperienza del bilinguismo sarà la combinazione vincente per una scuola di qualità che si instaura nell’orizzonte del mondo globale, multietnico e multilingue.

Traguardi e obbiettivi di apprendimento
La programmazione didattica nasce dall’incontro e dal confronto dei programmi ministeriali italiani con quelli inglesi. Le aree di sviluppo e gli obiettivi formativi presenti nel nostro lavoro sono necessariamente quelli indicati nei documenti del Ministero italiano; parallelamente l’orizzonte formativo ed educativo ingloba molte delle modalità, dei linguaggi e dei contenuti del programma ministeriale britannico.

Il programma ministeriale inglese (EYFS) e quello italiano, in merito della formazione dei bambini della scuola dell’infanzia, concordano nell’auspicare al raggiungimento di indipendenza e sicurezza da parte del bambino; concordano nel porsi come ulteriori mete il suo benessere fisico e un buon grado di socializzazione. Tutto ciò porterà il bambino a dare un contributo positivo alla società dell’oggi e del domani, possedendo delle competenze che potranno aiutarlo nella sua vita da adulto.
Ovviamente per fare in modo che ciascun bambino raggiunga questi obbiettivi, la legislazione inglese punta fortemente l’attenzione sull’impegno dell’adulto come guida educativa e pone come inviolabili quattro “impegni educativi” che l’insegnante dovrà assolutamente fare propri: la consapevolezza che ogni allievo è unico, apprende fin dalla nascita, sa avere molte risorse, è capace e sicuro di sé; inoltre che ogni allievo deve avere relazioni positive.
Gli allievi imparano ad essere forti e indipendenti grazie ad una base di amore e a relazioni solide e sicure con i genitori e/o una figura chiave. L’allievo deve oltretutto vivere in un ambiente stimolante e accogliente perché sappiamo che lo spazio gioca un ruolo chiave nello sviluppo e nell’apprendimento. Infine ogni allievo è diverso dall’altro ed ha modalità differenti d’apprendimento e sviluppo. Gli allievi crescono imparano in modi diversi e in tempi diversi.

Tutti i campi di apprendimento e sviluppo sono ugualmente importanti e interconnessi.

Nella legislazione italiana ritroviamo gli stessi valori, gli stessi cardini, seppur scritti e formulati in modo differente; tuttavia riconosciamo la piena valenza formativa e didattica di questi tracciati e li accogliamo, affinché la nostra scuola si basi essa stessa su un modo multiculturale di credere.
Nello specifico, il mondo scolastico britannico riconosce 6 ore di sviluppo (Sviluppo personale, sociale e emotivo – Comunicazione, lingua letteratura – Logica, ragionamento e numero – Conoscenza e comprensione del mondo – Sviluppo fisico – Sviluppo creativo) con obbiettivi specifici di apprendimento che l’allievo avrà garantiti al termine della scuola dell’infanzia e che porterà con sé come traguardi di sviluppo all’inizio della scuola primaria.
Per fare in modo che le varie aree di sviluppo siano esplorate pienamente, si utilizza un linguaggio globale, che includa attività ludiche sotto ogni aspetto ed in ogni momento. Come per l’Italia, vi sono, oltre gli obbiettivi del lavoro, anche i programmi educativi (ovvero i contenuti e i processi che i bambini apprenderanno) e la valutazione, momento fondamentale per riconoscere i successi personali e del gruppo.

Il test programmatico nazionale italiano esplicita e motiva le finalità della scuola dell’infanzia richiamando le modalità e le dimensioni dello sviluppo infantile ed evidenziando gli apprendimenti congruenti con l’età e con il contesto culturale ed, anziché di aree di sviluppo, parla di campi di esperienza educativa. Essi altro non sono se non i diversi ambiti del fare e dell’agire del bambino e quindi i settori specifici ed individuali di competenza nei quali l’allievo conferisce significato alle sue molteplici attività, sviluppa il suo apprendimento, acquisendo anche le strumentazioni linguistiche e procedurali. E’ attraverso i campi d esperienza che persegue i suoi traguardi formativi, nel concreto di una esperienza che si svolge entro confini definiti e con il costante suo attivo coinvolgimento. Essi sono 5 (il corpo e il movimento – i discorsi e le parole – la conoscenza del mondo – i linguaggi, creatività ed espressione – il sé e l’altro) e si rispecchino pienamente negli obbiettivi precedentemente elencati della scuola bergamasca.
Saranno le modalità del fare scuola a rendere diversa la vita scolastica e il mondo dei multi linguaggi.

Laboratori ed attività
Durante l’anno scolastico, la scuola dell’infanzia propone laboratori di varia natura che creano opportunità di lavoro e di crescita individuale e collettiva: Essi sono differenti per forma e contenuti ogni anno e sono riconducibili ad alcune aree concettuali:
-laboratorio di lingua inglese con attività precise e strutturate per una conoscenza più dettagliata della lingua inglese (va specificato che l’inglese sarà parlato comunque dall’insegnate madrelingua);
-laboratorio creativo nel quale il gioco con la creatività sarà il metodo di conoscenza e scoperta;
-laboratorio di espressività corporea e teatrale nel quale il corpo parla e lavora, in un contesto di gioco simbolico strutturato;
-laboratorio di approccio alla musica in cui il fare musica è alla portata di tutti e ci permette di toccare con mano l’universalità del linguaggio musicale;
-laboratorio di psicomotricità in cui i giochi di movimento aiutano a conoscere sé, il mondo e gli altri;
-laboratorio nuovi media in cui la familiarità con i nuovi strumenti tecnologici (touch-panel, macchina fotografica, pc…) apre alla conoscenza di diverse possibilità comunicative ed espressive.

RAPPORTI CON LE FAMIGLIE
Il costante scambio è arricchimento: ancor più quando lo scambio è apertura alla realtà della famiglia in cui ciascuno dei nostri allievi vive l’extrascuola. Per questo motivo crediamo che la possibilità di confrontarci con i genitori sia una delle risorse più importanti dell’educazione. Oltre quindi ad incontri periodici tra genitori ed insegnanti, crediamo nella collaborazione quotidiana delle proposte educative, nello scambio di proposte e di idee, nella critica costruttiva e nel dialogo che aiuta a migliorare la qualità del nostro servizio.

LA SCUOLA PRIMARIA
La scuola primaria avrà solide radici culturali, pedagogiche, professionali per tradurre al meglio i bisogni formativi ed educativi delle nuove generazioni.
Fonda la propria azione su valori quali la centralità e la dignità di ogni persona, la valorizzazione delle differenze e l’inclusione delle diversità, l’esercizio di una libertà responsabile e di una effettiva solidarietà. Riconosce il bagaglio culturale e umano che ogni allievo porta con se e, a partire dalle risorse di ciascuno, punta alla costruzione di personalità autonome e consapevoli. Fonda la propria azione sul riconoscimento della connessione tra la tradizione e le peculiarietà del mondo contemporaneo.

La scuola primaria offre un indirizzo bilingue rivolto ai bambini dai 6 ai 10 anni in un ambiente stimolante e attento a creare le condizioni migliori perché ogni alunno possa star bene a scuola e quindi ponga le premesse per un percorso formativo efficace e gratificante.

Il curriculum è conforme ai programmi Ministeriali italiani (Indicazioni Nazionali per il curricolo DM 139/2007) e, come per la scuola dell’infanzia, viene integrato ed arricchito con il programma inglese del British National Curriculum e con i valori internazionali.

Le discipline del curricolo di base (italiano, matematica, storia, geografia), unitamente a scienze e religione, vengono insegnate dagli insegnanti italiani a garanzia della padronanza linguistica e della preparazione conforme alle richieste Ministeriali. Tuttavia verranno proposte attività di compresenza con madrelingua, che offriranno un’azione a lungo raggio trasversale. Il patrimonio culturale inglese viene garantito da insegnati madrelingua che offrono molteplici discipline e laboratori in lingua inglese, in un contesto ricco di stimoli linguistici, innovativi e coinvolgenti. Nello specifico svolgeranno inglese, laboratori di tecnologia e nuovi media, arte, musica e sport.
La metodologia di base prevede lezioni organizzate secondo una modalità di lavoro che potremmo definire multistrategica, in cui il momento di lezione frontale si integra con il momento dell’applicazione che privilegia l’esperienza attiva dell’allievo, la sua capacità di riflessione, l’apprendimento induttivo, la costruzione sociale dell’apprendimento, la collaborazione, il mutuo aiuto, la creatività, l’approccio integrato interdisciplinare… ciò che abbiamo in precedenza scritto e che riguarda proprio il modo di fare scuola.

Le lezioni prevedono esercitazioni, lavori individuali e di gruppo, lezioni interattive, discussioni, compiti da portare a termine in autonomia e responsabilità: tutto quanto possa stimolare un apprendimento attivo, costruttivo e non semplicemente ricettivo con il fine di guidare ogni studente verso l’autonomia e la capacità di imparare e fare da solo.

La didattica della lingua inglese e quella italiana si incontreranno su un terreno di strumenti agibili: lettura di riviste per ragazzi, utilizzo di mezzi multimediali, attuazione di giochi e attività di simulazione, di role-play, di drammatizzazione, soprattutto in ambiti linguistici attivi dove è più facile e più spontaneo esercitare la lingua ed acquisire padronanza. Siamo convinti che questa didattica sia coinvolgente e innovativa e possa preparare gli allievi al mondo complesso.
Traguardi e obbiettivi di apprendimento
Gli obbiettivi di apprendimento della scuola primaria, diversamente da quella dell’infanzia, seguono un metodo non globale, ma specifico per ciascuna disciplina.
E’ compito di ciascuna insegnate proporre e discutere in sede di riunioni di coordinamento la progettazione annuale che faccia riferimento agli obbiettivi ministeriali.
Rimane da subito fissa la mole di ore scolastiche delle singole materie, facendo riferimento alla vigente normativa.

Nello specifico:
italiano, storia, geografia, cittadinanza e costituzione – 10 ore settimanali
matematica e scienze – 10 ore settimanali
inglese – 2 ore settimanali
nuovi media/tecnologia – 1 ora settimanale
arte e immagine – 2 ore settimanali
movimento, corpo e sport – 2 ore settimanali
musica – 2 ore settimanali
religione – 1 ora settimanale.

RAPPORTI CON LE FAMIGLIE
Riguardo al rapporto di scambio con le famiglie, ripetiamo ciò che abbiamo detto riguardo alla Scuola dell’infanzia, ovvero che crediamo che la possibilità di confrontarci con i genitori sia una delle risorse più importanti dell’educazione. Quindi proponiamo incontri periodici tra genitori ed insegnanti, riunioni di classe durante le quali saranno ben accette proposte, idee, critiche costruttive. La direzione e le insegnati sono sempre disponibili ad incontrare i genitori in momenti differenti da quelli programmati e, attraverso il sito internet della scuola, sarà sempre possibile monitorare le attività, le valutazioni e le novità della scuola.

LA SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO
Tutto il primo ciclo dell’istruzione(infanzia, primaria, secondaria di primo grado) si sviluppa in “continuità” educativa e didattica fra i tre ordini di scuola pertanto metodologia, traguardi e obbiettivi di apprendimento rapporti con le famiglie e struttura organizzativa dei curricoli vengono condivisi, in una logica sequenza e sviluppo, anche nella scuola secondaria di primo grado che, partendo da radici comuni, si caratterizza per traguardi più elevati.
In quest’ottica, la scuola secondaria di primo grado si caratterizza per essere:
- Scuola che educa
“Educare è difficile è possibile è prendere coscienza della complessità, è cosa del cuore è bello!” don Giovanni Bosco
L’educazione dei ragazzi, e prima ancora quella dei bambini, è dovere e traguardo fondamentale innanzitutto per la famiglia ma anche per la scuola. Si educa in famiglia, a scuola e nella comunità ai valori della vita e dell’uomo, al senso di appartenenza alle comunità (il Paese, la Regione, lo Stato, l’Europa, il Mondo), ai doveri della partecipazione alla vita pubblica e comunitaria, al rispetto delle regole e delle leggi. Fondamentale educare e insegnare sempre la conoscenza dei propri diritti e dei propri doveri.
Educare a scuola per aiutare gli allievi a crescere e per condividere con la famiglia gli obbiettivi educativi. Educare perché i nostri allievi siano “da grandi” persone e cittadini esemplari, rispettosi delle regole di vita e portatori di valori umani.

Scuola e famiglia condivideranno in un patto/contratto formativo i valori a cui educare i ragazzi per dare più certezza e coerenza al percorso educativo. Anche la comunità, il paese, sono chiamati a collaborare nel percorso educativo. Una comunità che si impegna a diventare, con la famiglia e la scuola, soggetto educante.
– Scuola che realizza il successo formativo
La valutazione degli allievi (valutazione formativa) si realizza con l’indicazione dei livelli di acquisizione delle competenze disciplinari, trasversali e di cittadinanza. La valutazione per competenze favorisce la valorizzazione delle diversità di ogni allievo.
I bambini e i ragazzi sono ognuno unici e irripetibili. Sono tutti diversi ma tutti devono acquisire, anche in modo diversificato, competenze utili per il proprio futuro. La certificazione delle competenze è strumento di valorizzazione delle diversità delle persone e anche dei livelli acquisiti di competenze diversificate.
Il successo formativo e scolastico (diversificato) è condizione irrinunciabile per consentire a tutti i nostri ragazzi il raggiungimento del successo di vita.
“Voi dite d’aver bocciato i cretini e gli svogliati. Allora sostenete che Dio fa nascere i cretini e gli svogliati nelle case dei poveri. Ma Dio non può far questi dispetti ai poveri. E’ più facile che i dispettosi siate voi.”
“…Vi proponiamo tre riforme :
– non bocciare
– a quelli che sembrano cretini dargli la scuola a tempo pieno
– agli svogliati basta dargli uno scopo” Don Lorenzo Milani.

SCUOLA CHE ORIENTA
La scuola secondaria di primo grado è per definizione istituzionale orientativa.
Il traguardo è quello di mettere il ragazzo in grado di fare nelle vita scelte positive. Ovviamente queste scelte non si limitano a quella dell’indirizzo della scuola secondaria di secondo grado a cui iscriversi dopo la terza media.

Tutta la vita è fatta di scelte. La vita è una lunga strada che non manca di opportunità e di ostacoli. Scegliere bene vuol dire percorrere quella strada con serietà, con coscienza, con solide convinzioni, evitando cadute e insuccessi. Ognuno dei nostri ragazzi deve essere messo in condizione di percorrere la strada della scuola prima e della vita dopo con un bagaglio scolastico pesante perché pieno di strumenti per affrontare ogni ostacolo.

La metodologia di lavoro utilizzata consiste nel passare dalla tradizionale lezione a nuove forme di insegnamento più partecipate e coinvolgenti, che facciano crescere esperienze di ricerca e di elaborazione concettuale delle informazioni.

L’organizzazione dell’aula ad “isole” favorisce l’utilizzo di alcune strategie pedagogiche: il problem solving, cooperative learning, peer education.
Con questa organizzazione il ruolo dei docenti diventa più attivo e incisivo.
Il docente deve stimolare gli allievi al lavoro mentale e alla ricerca, deve strutturare i procedimenti linguistici e scientifici favorendo confronti fra gli allievi rispetto ai risultati da ottenere e facendo crescere la responsabile e reciproca collaborazione fra di essi per sostenere che è in difficoltà. Ciascuno può arricchire e approfondire le proprie conoscenze ricorrendo al docente ma anche ai compagni che ne sanno di più.
L’aula è “potenziata” dalla presenza delle tecnologie digitali. La classe si apre al mondo attraverso l’accesso a internet e alle sue risorse per la ricerca.
La scuola è intesa come una “bottega dove i “maestri” mettono in comune il proprio sapere e le proprie competenze con quelle dei loro allievi.
Il quando orario si caratterizza su quattro aree di lavoro e di studio:
L’area comunicativa-verbale (italiano, inglese, spagnolo/tedesco)
L’area comunicativa dei linguaggi non verbali (musica, arte, educazione fisica)
L’area logico matematica (matematica e tecnologia)
L’area della ricerca (geo-storia, scienze, religione cattolica)
Grande attenzione verrà prestata all’insegnamento delle lingue e alla didattica digitale.
Saper parlare e capire più lingue è un vantaggio evidente in un mondo globalizzato.
Oltre all’inglese e alla seconda lingua straniera pensiamo sia molto utile prevedere un approccio ad una terza lingua, magari non europea, con un pacchetto orario di trenta ore annue in aggiunta all’orario scolastico.
Gradualmente poi gli allievi verranno introdotti al CLIL (Studio di alcuni moduli di una disciplina non linguistica in lingua straniera).
Il curricolo delle lingue straniere segue gli step dello standard internazionale QCER per il conseguimento delle certificazioni dei livelli di apprendimento delle lingue straniere previste dal quadro europeo di riferimento.
L’utilizzo delle strumentazioni digitali già introdotto nella scuola primaria prosegue nella scuola secondaria di primo grado con l’utilizzo dei tablet che contribuiscono a trasformare la lezione tradizionale in una nuova esperienza di ricerca e di elaborazione delle informazioni.

 

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