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Elezioni 2016, il bilancio dice Lega: ma la spaccatura con Forza Italia le costa Caravaggio

I ballottaggi a Treviglio e Caravaggio consegnano un Comune a testa a Lega e Pd: la tornata elettorale sembra premiare il Carroccio che ha faticato parecchio, se non perso, quando si è trovato contro Forza Italia.

Sui due piatti dell’ideale bilancia politica, al netto delle rispettive conferme, ci stanno quattro amministrazioni sottratte al diretto avversario e il successo nel Comune più importante del turno elettorale da una parte, lo “scippo” di due storiche roccaforti dall’altra. E la sensazione, al termine di una tornata elettorale numericamente non troppo ampia ma molto significativa, è che l’ago punti con maggiore decisione verso destra e verso la Lega Nord piuttosto che in direzione Pd.

Dopo aver archiviato i risultati nei restanti 36 Comuni interessati dalle amministrative 2016 (37 se si considera anche il commissariato Fornovo), il ballottaggio era visto da entrambi gli schieramenti come il momento della verità, la più classica delle prove del nove: la sfida finale si concentrava tutta nella Bassa Bergamasca dove Treviglio e Caravaggio, reduci da esperienze differenti, rappresentavano senza dubbio i due presidi più importanti.

Partendo dalla fine Treviglio ha per la prima volta un sindaco leghista, mentre a Caravaggio il Carroccio dopo una ventina d’anni passa la mano al centrosinistra: ma il “pareggio” pare accontentare solamente la Lega che, come ha sottolineato a caldo il segretario provinciale Daniele Belotti, imputa la sconfitta di Caravaggio al deciso schieramento pro-Bolandrini dell’azzurro Augusto Baruffi e al tempo stesso celebra la resistenza di Juri Imeri a Treviglio.

Un’analisi che, numeri alla mano, sembra corrispondere alla realtà: il grande bagaglio di voti che si portava in dote Baruffi, circa 1.800, sono stati fondamentali, insieme a quelli dei 5 Stelle, per la straordinaria rimonta di Bolandrini che, da inseguitore a distanza, ha prima raggiunto e poi lasciato sui pedali il pezzo da novanta giocato dal Carroccio.

I voti di Forza Italia hanno mandato su tutte le furie Pirovano che, nonostante le dichiarazioni prudenti delle ultime settimane, era sicuro della forza del proprio schieramento: le scintille hanno raggiunto perfino il Pirellone, con Roberto Maroni invitato nemmeno troppo implicitamente a prendere provvedimenti contro il suo assessore Alessandro Sorte, individuato dall’ex presidente della Provincia come regista dell’accordo col Pd.

Ma il Partito Democratico è andato vicino a quello che poteva essere un colpo da ko, facendo tremare il Carroccio anche a Treviglio: qui l’esito del primo turno lasciava vacanti gli stessi voti di Caravaggio, ovvero quelli del Movimento 5 Stelle e di Gianluca Pignatelli che aveva negato il suo ingresso nella coalizione per la presenza in lista dell’ex sindaco Pezzoni, e per buona parte dello spoglio tutto lasciava intendere che la rimonta fosse possibile e a portata di mano.

Erik Molteni ha tallonato Juri Imeri, superandolo addirittura nelle prime fasi e rimanendo spesso incollato a distanza di una manciata di voti: solo l’allungo finale ha rimesso in campo rapporti di forza simili a quelli già ammirati durante il primo turno, con la Lega Nord che esultato tirando un sospiro di sollievo.

Le spaccature interne hanno fatto perdere a un contendente Caravaggio e Cologno al Serio, mentre l’altro si è incartato in altre zone della provincia: alla fine Atene, intesa come il centrosinistra, “piange”, e Sparta, il centrodestra, sorride a malapena ma nonostante le esternazioni i risultati elettorali non esonerano nessuno dei due da una seria riflessione sulle strategie future.

foto Piero Miserendino

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