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Consumo di suolo agricolo, Italia Nostra: è emergenza

Alla Camera approvato un testo debole che snatura lo spirito iniziale. Lettera del Presidente Parini ai Senatori: "Chiediamo che il provvedimento, così formulato e senza correttivi, non prosegua il suo iter parlamentare".

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“Il testo sul contenimento del consumo del suolo e riuso dell’edificato approvato dalla Camera dei deputati in prima lettura e in questi giorni all’esame al Senato, è stato oggetto di modifiche tali da snaturarne lo spirito iniziale e da far sperare che non veda mai la luce”.

Il Presidente di Italia Nostra, Marco Parini, ha così scritto ai Senatori delle commissioni 9ª (Agricoltura e produzione agroalimentare) e 13ª (Territorio, ambiente, beni ambientali) per ribadire che, fin dall’inizio di questa legislatura, l’Associazione ha chiesto un intervento deciso per arginare un fenomeno che sta mettendo in grave pericolo l’agricoltura e il paesaggio del nostro Paese. In Italia lo sfrenato consumo di suolo agricolo rappresenta una drammatica realtà, come certificato dall’ISTAT e dall’ISPRA che attestano come siamo tristemente lontani dall’obiettivo del consumo di suolo zero nell’anno 2050, fissato a livello europeo nella Tabella di marcia verso un’Europa efficiente nell’impiego delle risorse.

“Italia Nostra – sottolinea Parini – ha salutato con favore un intervento legislativo che imponesse la moratoria al consumo di suolo, con la prescrizione di legare l’edilizia ai reali fabbisogni abitativi e al solo recupero dell’esistente. Invece, si è preferito un testo “debole”, privo di prescrizioni severe nella parte in cui si dovrebbe limitare il consumo di suolo, che pur facilitando la rigenerazione urbana, esclude dalle limitazioni superfici destinate a servizi infrastrutturali e a insediamenti produttivi “strategici”, limita a cinque anni il blocco a trasformazioni d’uso di terreni agricoli che godono di fondi comunitari, prevede complessi neorurali, con demolizione e riedificazione in aree già agricole per destinarle a usi del tutto estranei. Si liberalizzano quindi i cambi di destinazione d’uso di edifici in area agricola, in deroga agli stessi strumenti urbanistici, e si prevede un meccanismo di moratoria molto limitato, privo di sanzioni in caso di inottemperanza”.

La “rigenerazione urbana” poi esclude dalla radicale trasformazione solo i centri storici e i beni vincolati, nel mancato riconoscimento dell’edilizia storico documentaria minore e del Novecento. Non si fa, infine, alcun riferimento ai piani paesaggistici previsti dal Codice dei Beni culturali e del paesaggio, per massima parte ancora da approvare. Il disegno di legge così concepito, appesantito da rinvii, ricorsi, deroghe, non serve alla causa che ne è il presupposto e anzi può causare ulteriore danno.

IL CASO: AD ASSISI GRAVE EMERGENZA SU CONSUMO DEL TERRITORIO
Con il nuovo Piano Regolatore, che prevede un aumento del 10,99% di edificabilità, il massimo consentito per legge, Assisi, città UNESCO, patrimonio mondiale dell’umanità, il cui paesaggio agrario fa da contesto inscindibile a un centro storico meta di attrazione unica al mondo, non solo risulta essere assolutamente non in linea con il programma del Ministro dell’Ambiente, ma rischia di perdere la propria identità storica a causa di una grave emergenza del consumo di suolo. Il territorio agrario e la campagna intorno alla città storica divengono sempre più cementificati e urbanizzati.

Concessioni edilizie anche in piccolissime zone agricole, diffusione di edilizia invasiva anonima, speculazioni edilizie, proliferazione di centri commerciali, di anonimi condomini tirati su a Santa Maria degli Angeli, e rimasti in larga misura invenduti a causa della crisi e del calo demografico, testimoniano una deriva che, se dovesse perdurare anche nei prossimi anni, procurerebbe danni irreversibili ad Assisi. E sarà un danno non solo per le gravi ferite inferte al paesaggio agrario, ma anche al turismo causando danni economici a tutta la comunità.

Oggi il turista non cerca solo il “monumento”, ma la possibilità di poter vivere un’esperienza in un territorio, diversa dal solito. Il consumo di suolo agricolo e la tutela del paesaggio è uno degli argomenti su cui si sfidano i candidati a sindaco della città umbra. “Il nuovo sindaco avrà una grande responsabilità perché la cittadinanza si sta mostrando molto sensibile alla necessità di fermare il consumo del suolo” ha dichiarato Evaristo Petrocchi, Responsabile Nazionale del settore Agricoltura e Orti Urbani di Italia Nostra. “Per questa comunità la tutela del territorio è un tema prioritario: la città storica è un unicum inscindibile con il suo paesaggio e la sua storia, un patrimonio comune che nessuno ha il diritto di mettere a rischio”.

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