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Caravaggio, Bolandrini sindaco con l’aiuto di Baruffi: Pirovano furioso con Forza Italia fotogallery video

Il nuovo sindaco di Caravaggio è il democratico Claudio Bolandrini, eletto con il 55,45% delle preferenze: “Sarò il sindaco di tutti”; dall'altra parte, lo sconfitto Ettore Pirovano (Lega Nord) se la prende con Forza Italia per i voti di Baruffi al centrosinistra: “In Regione è ora che qualcuno prenda provvedimenti”.

A Caravaggio tramonta l’era Leghista. Se non altro per il prossimo quinquennio. A porre fine a un dominio lungo vent’anni ci ha pensato Claudio Bolandrini (PD), eletto sindaco con il 55,45% delle preferenze, contro il 44,45% del candidato rivale, Ettore Pirovano (Lega Nord).

Quarantacinque anni, docente di Filosofia al liceo Galileo Galilei di Caravaggio e impegnato in prima linea sul fronte culturale con la Proloco di Brignano (dove la sorella Beatrice è sindaco a capo di una lista civica legata al centrodestra), Bolandrini ha ribaltato il voto di domenica 5 giugno che vedeva in vantaggio l’ex presidente della provincia di Bergamo con il 37,27% delle preferenze, pari a 3.105 voti; circa 700 voti in più rispetto a quelli raccolti dal candidato del Partito Democratico, fermo a 2.455 preferenze e al 29,47%.

In suo sostegno, in queste due settimane, è arrivato Augusto Baruffi, ex consigliere del Carroccio che ha dato l’ok ai suoi elettori per far confluire i voti della sua lista in quella del candidato del centrosinistra. Un travaso di 1.849 potenziali voti in più che si è fatto decisamente sentire.

“È ora che qualcuno si arrabbi in Regione”, ha commentato lo sconfitto Pirovano (già sindaco di Caravaggio dall’aprile ’97 al maggio 2006 e vicesindaco dal 2006 al 2009, ndr) dopo che i voti di Baruffi sono stati indirizzati al centrosinistra: “Quel che accaduto è stato provocato dall’atteggiamento di Forza Italia, in particolare di Alessandro Sorte”. Immediata la replica l’assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità: “A Caravaggio hanno votato i cittadini, non certo il sottoscritto. Se Pirovano si è messo contro tutto e tutti di chi è la colpa?”.

I malumori di casa Lega Nord, tuttavia, lasciano presto spazio ai caroselli dei vincitori. Già intorno alle 23,30 si può facilmente intuire che aria tira: silenzio di tomba nel quartier generale leghista e atmosfera elettrica in quello del PD. I sostenitori di Bolandrini, che si erano riuniti nella sede di via Fermo Stella per seguire lo spoglio in diretta, una volta certi del risultato scendono in piazza Garibaldi, verso mezzanotte e mezza, proprio davanti alla sede del Comune e del Carroccio: “Voglio essere il sindaco di tutti – commenta il neo primo cittadino tra cori e bandiere -. Farò di tutto, il possibile e anche l’impossibile, per non deludervi. Ma per fare ciò ho bisogno di tutti voi. Anzi, Caravaggio ha bisogno di tutti voi. Ringrazio di cuore tutti quelli che hanno creduto nella rinascita della città, che hanno capito che cambiare in meglio è possibile”.

“L’emozione è forte – prosegue – soprattutto se si pensa che molta gente aspettava questo cambiamento da vent’anni. Siamo cresciuti poco alla volta, giorno dopo giorno. Il tutto alla luce del sole, senza apparentamenti e senza vendere nulla sotto banco. Pirovano? Diceva che avrei fatto un campo rom e una moschea. Noi con grande onestà intellettuale ci siamo confrontati sulle priorità, e il nostro impegno è quello di provare a cambiare in meglio Caravaggio e pensare alla sua rinascita”.

Al fianco di Bolandrini c’erano molti dei vertici bergamaschi del PD: dagli onorevoli Elena Carnevali, Giuseppe Guerini, Antonio Misiani e Giovanni Sanga, al presidente della Provincia Matteo Rossi fino all’amico e sindaco di Scanzorosciate, Davide Casati.

“Una vittoria storica – commenta Elena Carnevali – nata dal basso dopo 20 anni di amministrazione leghista. Significa che Bolandrini e la sua squadra hanno saputo interpretare al meglio il desiderio di cambiamento dei cittadini”. Le fa eco Matteo Rossi: “E’ la dimostrazione di come la politica del territorio può uscire dagli schemi bipolari se basata sui programmi”. Infine, Sanga: “Una campagna elettorale seria, rigorosa e senza falsi slogan non poteva fallire: ora guardiamo a ciò che è bene per Caravaggio”.

Tra i cavalli di battaglia di Bolandrini ricordiamo il secco ‘no’ all’interporto; il rilancio delle attività produttive del territorio attraverso la politica di incentivi e defiscalizzazioni alla quale affiancare la promozione di iniziative imprenditoriali nei settori agricolo, industriale, commerciale e in quello turistico-culturale; il recupero del centro storico e la valorizzazione delle frazioni Masano e Vidalengo; l’attivazione dei vigili di quartiere; la collaborazione con le associazioni e la promozione culturale e la valorizzazione del patrimonio artistico di Caravaggio.

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