BergamoNews.it - Quotidiano online di Bergamo e Provincia

Morosità oltre il 90%, in Bergamasca 606 sfratti nel 2015

A Bergamo e provincia il rapporto tra famiglie e sfratti è uno dei più bassi sul panorama nazionale: 1 ogni 759, il migliore in regione. Sicet Cisl: “canoni di locazione calcolati sul reale reddito”.

In Italia vivono 1,7 milioni di famiglie in affitto che versano in condizioni economiche precarie, e l’incidenza del canone di locazione sul reddito familiare supera oramai il 30%.

Queste famiglie rischiano di scivolare verso la morosità con la conseguente marginalizzazione sociale. Emerge dalla presentazione da parte del Ministero dei dati sugli sfratti in Italia nel 2015: un’immagine, come è logico che sia, a macchia di leopardo.

I provvedimenti esecutivi di sfratto emessi in Italia sono diminuiti del 16,58% contraendosi a quota 64.676 (erano 77.278 nell’anno 2014, ma la ricerca – dice il Ministero degli Interni- non è definitiva). Scorporando i dati nazionali troviamo 57.015 richieste per morosità, 4.406 richieste per finita locazione e 3.255 richieste per necessità del locatore. Le richieste di esecuzione presentate all’Ufficiale Giudiziario sono state 153.568 (+2,14 rispetto al 2014) mentre gli sfratti eseguiti con l’intervento dell’Ufficiale Giudiziario sono stati 32.546 (-10,44% rispetto al 2014).

Dall’analisi dei dati riferiti ai provvedimenti di sfratto emessi nell’anno 2015 emerge che il maggior numero di questi si concentra in Lombardia con 12.308 provvedimenti che rappresentano il 19,0% del totale nazionale, seguita dal Lazio con 8.745 (pari al 13,5%), dall’Emilia Romagna con 6.145 (pari al 9,5%), dalla Campania con 5.745 (pari al 8,9%) e dalla Toscana con 5.375, pari all’8,3% del totale.

Al Tribunale di Bergamo sono stati emessi 606 provvedimenti di sfratto (quasi il 26% in meno rispetto al 2014) così suddivise: 577 richieste per morosità, 29 richieste per finita locazione.

A Bergamo e provincia il rapporto tra famiglie e sfratti è uno dei più bassi sul panorama nazionale: 1 ogni 759, il migliore in regione.

Le richieste di esecuzione degli sfratti presentate sono state 2609 (+3.16% rispetto al 2014), mentre gli sfratti eseguiti con l’intervento dell’Ufficiale Giudiziario sono stati 605 (12.04% in più dello scorso anno).

“I dati forniti dal Ministero mostrano che abbiamo superato il 90% di sfratti emessi per morosità – sottolinea Roberto Bertola, segretario generale di Sicet Cisl Bergamo. Noi e la CISL chiediamo da tempo in tutte le sedi istituzionali una politica per incrementare l’offerta di abitazioni di Edilizia Residenziale Pubblica recuperando urgentemente l’enorme patrimonio pubblico in disuso ed abbandonato (ex caserme, ex ospedali, ex uffici, scuole dismesse), per permettere il passaggio da casa a casa agli sfrattati e per chi è regolarmente collocato nelle graduatorie comunali”.

“Di case da affittare ce ne sono in abbondanza. A Bergamo – lamenta il Sicet provinciale – sono disponibili oltre 500 alloggi già pronti da assegnare, in attesa da più di 5 anni. Basterebbe attivare una seria attività di assegnazione per risolvere una buona parte del disagio. Occorre solamente avvicinare l’offerta di mercato alla domanda, riqualificare i quartieri in degrado e stimolare la ristrutturazione degli immobili privati oramai vuoti attraverso accordi comunali di incentivazione o scambio ai fini di renderli disponibili all’affitto con canoni di locazione calcolati sul reale reddito”.

“Se da un lato accogliamo positivamente la flessione delle sentenze di sfratto, rimane allarmante l’incidenza degli sfratti per morosità incolpevole sul totale dei provvedimenti messi in atto”.

Intanto, continua la mobilitazione di Cgil, Cisl, Uil regionali con i sindacati degli inquilini contro la legge di riforma regionale dell’edilizia popolare.
Martedì 21 giugno, si terrà la manifestazione regionale di inquilini e cittadini per chiedere più case popolari, investimenti duraturi e una riforma che tuteli i diritti delle persone ad avere un affitto sopportabile in abitazioni dignitose.

I sindacati sollecitano modifiche per salvaguardare la funzione sociale dell’edilizia pubblica, costruita con i soldi dei lavoratori, per dare la casa e certezza del suo mantenimento a chi ne ha realmente bisogno;  garantire le risorse da destinare al buon funzionamento del servizio, alla manutenzione degli alloggi e per aumentare l’offerta di case popolari; rendere sopportabili i canoni e le spese; migliorare la gestione pubblica degli alloggi e contrastare l’ingresso degli operatori privati, e restituire ruolo ai Comuni nella gestione dell’offerta abitativa con un bando unico sempre aperto e procedure di assegnazione per emergenza.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.