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“Solo la luna ci ha visti passare”, Francesca Ghirardelli presenta il suo libro

Nell’ambito dell’Happening delle cooperative sociali bergamasche giovedì 16 giugno alle 20 al Lazzaretto di Bergamo si terrà la presentazione del libro “Solo la luna ci ha visti passare" (Mondadori). Il racconto del viaggio di Maxima, siriana curda di 14 anni, dalla Siria all’Olanda, attraverso Turchia, Grecia e Balcani, scritto insieme alla giornalista Francesca Ghirardelli. Sarà presente l’autrice, Francesca Ghirardelli

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Un cammino attraverso l’Europa – oltre i limiti della paura, del coraggio e della determinazione – che Maxima, siriana curda di 14 anni, piena di una fiducia incrollabile in sé, vive come un bruttissimo sogno ma anche come una grande, indimenticabile avventura.

Giovedì 16 giugno, alle 20, al Lazzaretto di Bergamo, nell’ambito dell’Happening delle cooperative sociali bergamasche, verrà presentato il libro di Maxima, scritto insieme alla giornalista Francesca Ghirardelli “Solo la luna ci ha visti passare” (Mondadori, Strade Blu, maggio 2016), storia vera di un viaggio lungo la «rotta balcanica» (luglio-agosto 2015), raccontato in prima persona dalla giovane protagonista.

Maxima ha affidato il suo intenso racconto alla giornalista freelance bergamasca Francesca Ghirardelli, che l’ha incontrata prima nel parco di Belgrado poi in Olanda, nella casa dove ora vive. Nel libro si ripercorrono i ricordi più intimi della vita quotidiana in Siria e le tappe del viaggio che ha accomunato il destino della protagonista a quello di centinaia di migliaia di migranti e rifugiati, siriani come lei, ma anche afghani, iracheni, eritrei e di altre parti del pianeta.

Sigillata al buio dentro il cassone di un camion ha attraversato Ungheria, Austria e Germania prima di raggiungere la sua destinazione, l’Olanda. Ma per arrivare alla tappa finale, ha dovuto affrontare il mar Egeo a bordo di un gommone carico di uomini, donne e bambini, i corpi letteralmente ammassati gli uni sugli altri, senza quasi la possibilità di respirare. Ha percorso a piedi chilometri di asfalto fino a vedere il sangue macchiarle le calze, ha marciato sotto un temporale, si è nascosta e ha cercato rifugio nei boschi di Macedonia e Serbia.

«Prima di partire mi ero ripetuta mille volte: “Maxima, sei abbastanza forte per questo viaggio!”. Ma quando mi sedevo per riposare, non riuscivo più a rialzarmi. Mi rimettevo in spalla il mio pesante zaino e non stavo in piedi».

Cresciuta ad Aleppo, Maxima ha abbandonato la città nel momento in cui gli echi della guerra civile scoppiata nel 2011 si sono fatti troppo vicini, quando il conflitto è arrivato nel suo quartiere e dalla finestra della sua camera ha visto sollevarsi nubi spesse di cenere e il pulviscolo dei palazzi sbriciolati dai bombardamenti. Con la famiglia si è trasferita in un villaggio vicino al confine turco, area oggi minacciata anche dalla penetrazione dell’Isis che ha il suo quartier generale, a Raqqa, ad appena tre ore d’auto di distanza.

«Sapevo che in Europa c’era chi non ci voleva. Vorrei dire agli europei che non è colpa loro se avvertono un sentimento di rifiuto per i rifugiati. Tutti quelli che amano il proprio Paese diventerebbero pazzi vedendo i problemi causati dall’arrivo di tante persone in difficoltà. Ma vorrei anche dire che viviamo tutti nello stesso mondo. E suggerire a chi in Europa non ci vuole, di provare a essere più felice per la vita che conduce e di cercare di capire di più gli altri. Perché, se vogliamo vivere in pace, bisogna darsi una mano a vicenda. Non c’è altro modo.»

«Non importa quello che accade, arriverò dove siamo diretti. La speranza è ciò che tiene vivi gli uomini. Se non ne hai più, ti senti schiacciato e sfinito da ciò che ti succede, dal pensiero di quanto sia complicato vivere.
Io non perdo la speranza. Tra vent’anni ricorderò i visi, i luoghi, le fatiche, le paure, il coraggio e l’orgoglio di questo viaggio. Non posso dimenticarli, perché ho come un segno dentro il cuore. Di una cosa sono sicura: quando si sente un grande desiderio, bisogna fare di tutto per realizzarlo. E convincersi di avere in sé la forza necessaria è il primo passo per farcela. Quando ho lasciato la mia casa ero certa che esistessero imprese impossibili. Adesso so che non è così.»

Maxima è nata in Olanda da genitori curdi siriani. Dall’età di un anno e mezzo, cioè da quando la sua famiglia ha deciso di fare ritorno in Siria, è vissuta ad Aleppo. A causa della guerra, si è poi trasferita in un villaggio vicino al confine con la Turchia. Per tre anni le è stato impossibile frequentare la scuola. Nell’estate del 2015 è partita per raggiungere il Nord Europa, mentre i suoi genitori sono rimasti in Siria. Ora vive in Olanda, ospite di un’amica della madre.

Francesca Ghirardelli, giornalista freelance, da oltre dieci anni collabora con diversi quotidiani e settimanali nazionali. Raccoglie storie di migrazioni e popoli in movimento, soprattutto lungo le sponde del Mediterraneo. Ha incontrato Maxima a Belgrado, in Serbia, nell’ultima tappa del viaggio verso l’Olanda, dove l’ha ritrovata, sana e salva.

Maxima, Francesca Ghirardelli, Solo la luna ci ha visti passare, Mondadori, 17,00 euro, 144 pagine

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