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Atalanta, con Gasperini “nel tempo qualcosa in più della salvezza” fotogallery

Il nuovo tecnico nerazzurro entra in punta di piedi ma boccia subito Pinilla: "Abbiamo bisogno di continuità"

Per il momento non è né Gasperson (negli anni felici del Genoa fu paragonato ad Alex Ferguson, per 27 anni allenatore-manager del Manchester United) e nemmeno Gasperinho (come qualcuno lo chiamò quando arrivò all’Inter dopo Mourinho: esperienza brevissima, quattro giornate), con Mou gli resta in comune il giorno di nascita (26 gennaio, ma cinque anni prima del portoghese).

Semplicemente è Gian Piero Gasperini: il nuovo tecnico nerazzurro entra in punta di piedi a Casa Atalanta. Lui che da suoi ex giocatori e collaboratori viene definito un martello negli allenamenti, nella preparazione delle partite (un po’ come Conte, del resto è sempre scuola Juve), alla ripartenza da Bergamo promette di lavorare con altrettanto scrupolo: “Ho mille motivazioni dopo l’esperienza al Genoa. Dove sono stato otto anni e tornare là era una scommessa andata molto bene. Ora ripartire qui è la condizione migliore per dare soddisfazioni a chi ha avuto fiducia in me”.

Le aspettative della gente sono alte, in lui vede l’allenatore che diverte, la squadra che piace, un po’ come col Del Neri dei tempi migliori o, qualche anno prima, col Vava che aveva portato i nerazzurri al terzo posto a fine andata, anche qualche sprazzo di Edy Reja, che il presidente Percassi saluta e ringrazia prima di salutare il nuovo mister nerazzurro.

Gasp sottolinea l’approccio soft alla sua nuova esperienza: “Vengo all’Atalanta con molta umiltà, mi fa piacere che ci sia attesa di bel gioco, ma tocca a me conquistare la gente e la tifoseria con un calcio spettacolare”.

Con quali obiettivi? “La salvezza, ma c’è modo e modo. Nel campionato italiano ci sono almeno dieci squadre coinvolte in questo obiettivo e il torneo che partirà fra due mesi secondo me sarà ancora più equilibrato. Però nel tempo questa società ha l’organizzazione e una struttura tale da poter puntare anche a una fascia più alta”.

Gasperini seconda scelta, dopo Maran? Il presidente Percassi, che ha presentato il suo nuovo allenatore, ha dribblato la domanda con diplomazia e Gasp ha colto l’assist, mostrando di non essere particolarmente turbato dalla trattativa sfumata col tecnico del Chievo. Percassi: “Campedelli ci ha detto no, quando c’è stata l’opportunità ho chiesto a Preziosi e ho capito che potevamo raggiungere il nostro obiettivo. Fosse stato disponibile avremmo puntato subito su di lui”. Gasp: “Io ho avvertito subito la stima e questa è la prima molla importante, la società ha avuto fiducia in me. Col presidente Preziosi ho un buon rapporto, è stata una sua scelta di cambiare e se dovevo venire via da Genova questo era il momento più adatto. Ho la motivazione di far bene in una nuova realtà”.

E riconosce che, dopo anni felici nello stesso ambiente, questa è come una nuova scommessa da vincere: “A Genova ho avuto una manifestazione di affetto molto bella quando ho lasciato la città e la squadra e ora sono pronto per questa grande sfida, in una piazza altrettanto passionale”.

Ma come giocherà l’Atalanta di Gasperini? Nel suo primo giorno nerazzurro il nuovo tecnico gioca in difesa, soprattutto quando si toccano i nomi che potrebbero far parte della nuova squadra. Si sbilancia un po’ su Pinilla: “Con me al Genoa ha giocato 12 partite e poi è venuto a Bergamo, ma mi pare che anche qui non abbia giocato sempre. E l’Atalanta ha bisogno di continuità… Ci parleremo”.

Resterà Gomez? Arriverà Paloschi? Almeno ufficialmente, il nuovo tecnico non pone veti al mercato e precisa: “Io vengo a proporre il mio gioco e credo ci siano le condizioni per farlo. Non sono un integralista, oggi nel calcio non ce ne sono più. Amo la difesa a tre e schierare tre giocatori offensivi, ma l’obiettivo è avere una squadra più duttile possibile. Poi sui nomi valuteremo col presidente e Sartori”.

Gasperini sottolinea “coraggio come piace ai tifosi, forza, determinazione perché l’Atalanta entri nel cuore della gente, questa è una squadra che si identifica nella sua città. Abbiamo già un ottimo gruppo, l’obiettivo è di migliorare il più possibile valorizzando i giovani e motivando i più esperti”.

Bel calcio ma con tanta concretezza perché alla fine contano i punti e, ricorda Gasperini, “al Genoa ne abbiamo conquistati tanti, siamo arrivati anche al quarto posto”. Percassi gongola sognando stadi pieni e tifosi catturati dal bel gioco, nello stesso tempo ammonisce a tenere i piedi per terra: “La permanenza in A e i conti in ordine sono sempre fondamentali”. Altrimenti i sogni possono restare nel cassetto e si torna agli anni bui.

Una curiosità: se l’interesse per il tecnico di Grugliasco è nato a Bergamo dopo la lezione di calcio del Genoa, che un anno fa vinse 4-1 al Comunale, anche l’Atalanta però ha dato qualche dispiacere a Gasperini, sconfitto dai nerazzurri al suo esordio col Palermo e poi esonerato dopo l’1-2 subìto a Bergamo. Tra l’altro anche il congedo da Genova, il 15 maggio scorso, è finito con una vittoria nerazzurra (2-1). Ora si parte, sperando che il nerazzurro dell’Atalanta faccia dimenticare a Gasp quello amaro dell’Inter (“dove non ho avuto tempo per lavorare”).

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