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L’Italia che non t’aspetti getta il cuore oltre l’ostacolo: è la vittoria del gruppo foto

Ecco, l'Italia in cui pochi (onestamente) credevano, l'Italia senza qualità s'è desta ed ha giocato da squadra, meritando la vittoria che Pellè al 93' ha sigillato con uno dei tanti contropiede azzurri.

Volevamo Jack (Bonaventura) e invece esplode Giack (Giaccherini), che dà il la alla vittoria di una gran bella Italia, 2-0 alla prima a Lione, nell’Europeo contro il Belgio favorito. “Siamo una squadra”, ha detto con orgoglio Conte alla fine della partita, aggiungendo che “non abbiamo ancora fatto niente”.

Ecco, l’Italia in cui pochi (onestamente) credevano, l’Italia senza qualità s’è desta ed ha giocato da squadra, meritando la vittoria che Pellè al 93′ ha sigillato con uno dei tanti contropiede azzurri. La chiave della partita? Una difesa di ferro e settepolmoni da centrocampo in su, per le mille ripartenze che potevano sfiancare i nostri, ma in realtà hanno finito per esaltare soprattutto la bravura di Courtois, il portiere del Chelsea e del Belgio.

Non era partita benissimo, l’Italia. Sembrava in soggezione di fronte ad avversari talentuosi e abili nel far girare la palla e nel “fare la partita”. Però Buffon non era chiamato in causa, erano più che altro da fuori area le conclusioni dei belgi, che soprattutto con Nainggolan provavano a sorprendere il numero uno azzurro. E si soffriva sulla fascia sinistra, dove Darmian e Giaccherini non riuscivano a entrare in partita.

Dalla mezz’ora l’Italia ha cominciato a macinare gioco e a prendere sicurezza, Pellè ha accarezzato il palo della porta di Courtois (29′) e pochi minuti dopo (32′) è arrivato il gol: Bonucci fa il Rivera (o il Pirlo, vedete un po’ voi) e sfodera uno dei suoi lanci da metà campo che pesca in area belga Giaccherini. Stop al volo e palla in rete.

A generica

Gli azzurri potrebbero subito raddoppiare con Candreva e poi con Pellè, ma la mira non è buona. Bisogna soffrire e evidentemente il Belgio, frastornato dal gol, non può fermarsi lì.

La reazione arriva nel secondo tempo, ma l’Italia non perde mai la testa. Chiellini, Eder, Bonucci, poi anche Thiago Motta si fanno ammonire per fermare gli avversari: serve anche questo, non si può giocare solo di fino come fanno i belgi che però si perdono quando arrivano in area o ballano in difesa, quando arrivano le folate dei contropiedi azzurri.

Mertens è lo spauracchio che fa venire i brividi a Buffon e ai suoi compagni, quando entra nel secondo tempo, ma nemmeno il napoletano riesce a scalfire una difesa che sembra insuperabile. In  realtà non è solo un monumentale Bonucci a comandare le operazioni, ci sono anche gli arretramenti di Giaccherini, dello stesso Eder e di Pellè che si spremono per andare a tappare le incursioni belghe. Con Candreva che parte e riparte e non si ferma mai: suo l’ultimo contropiede che offre l’assist a Pellè per il 2-0 e la festa può cominciare.

A generica

Intendiamoci. Siamo solo alla prima partita e fa bene Conte a fare il pompiere, visto che il percorso è ancora (si spera) lungo. D’altra parete si sa che gli azzurri proprio quando sono poco considerati moltiplicano le energie e con il cuore, l’organizzazione e anche qualche piede buono, riescono ad andare oltre l’ostacolo.

Il primo passo intanto è compiuto, il prossimo esame sarà contro Ibrahimovic, venerdì 17 alle ore 15, a Tolosa. Contro la Svezia che ha pareggiato (1-1) di fronte all’Irlanda, grazie a un autogol propiziato proprio da Ibra.

Il primo esame comunque promuove la truppa di Conte: non ci sono primedonne, tutti per uno. Forse anche questo è il segreto di una squadra che non avrà fenomeni però può sempre sorprendere, come ha fatto contro il Belgio, in un Europeo in cui le stelle (per ora) stanno a guardare. Vedremo Cristiano Ronaldo stasera (martedì 14 alle ore 21) contro l’Islanda tutta da scoprire. Però, se non sei squadra, non vai lontano.

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