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L’Isis rivendica l’uccisione di 50 persone alla discoteca gay a Orlando

I jihadisti hanno celebrato sul web la sparatoria di Orlando come "il miglior regalo per il Ramadan".

L’Isis ha rivendicato l’uccisione di 50 persone avvenuta a colpi di pistola in una discoteca gay di Orlando nella notte tra sabato e domenica.

Secondo i media americani è stato lo stesso attentatore, Omar Seddique Mateen, a telefonare al 911 durante il massacro nel gay club e a rivendicare la sua affiliazione all’Isis. E i jihadisti hanno celebrato sul web la sparatoria di Orlando come “il miglior regalo per il Ramadan”.

I jihadisti hanno lodato così il killer: “Possa Allah accogliere l’eroe che lo ha fatto e ispirare altri a fare lo stesso”. E l’agenzia dell’Isis, Amaq, ha attribuito la strage di Orlando a un suo “combattente”.

Dopo l’11 settembre è il più cruento attentato dell’Isis, ma in ogni caso è la peggiore carneficina nella storia degli Stati Uniti, quella compiuta da Mateen, che si è introdotto sabato alle 2 di notte (le 8 di domenica mattina in Italia) al bar Pulse, sparando all’impazzata con un fucile da assalto.

Il bilancio ufficiale parla di 50 morti e 53 feriti. Questi i dati resi noti dalla polizia, qualche ora dopo il blitz in cui è rimasto ucciso l’attentatore. Il killer è stato subito identificato: Omar Seddique Mateen, nato nel 1986, americano della città di Port St. Lucie, in Florida, ma di origini afghane. Era una ex guardia giurata.

“Un atto di terrore e di odio, diretto a tutti gli americani” e un’altra strage “che ci ricorda come sia facile acquistare delle armi negli Stati Uniti” ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, in una breve dichiarazione video dalla Casa Bianca, in serata.  Sulla Casa Bianca è stata issata a mezz’asta la bandiera degli Stati Uniti, così come su tutti gli edifici governativi.

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