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“Nessun allarme sull’Unesco, l’Italia e le Mura”

Giovanni Cappelluzzo dirigente dell'ufficio progetto Mura venete e sito Unesco, smentisce voci e articoli sulla possibile bocciature dei progetti italiani, e quindi anche di quello di Bergamo.

Sta circolando una voce (peraltro supportata da alcuni articoli di giornale) che ha messo in allarme alcuni cittadini appassionati di Bergamo, coloro che stanno seguendo l’iter della candidatura delle Mura venete a patrimonio dell’Unesco.

La voce secondo cui l’Unesco avrebbe deciso di non assegnare riconoscimenti all’Italia quest’anno e metterebbe in forse anche quelli degli anni successivi.

Ebbene, non sembrano esserci problemi di questo tipo per Bergamo e la sua candidatura sovranazionale delle Mura venete, candidatura che propone non un sito, bensì 11 realtà di tre Paesi (Italia, Serbia e Montenegro) che rappresentano le strutture murate con cui la Repubblica di Venezia delimitava le proprie basi militari, costruendo all’interno delle vere e proprie cittadine dotate di tutto.

Il perché ce lo spiega Giovanni Cappelluzzo dirigente dell’ufficio progetto Mura venete e sito Unesco.  

giovanni cappelluzzo

E’ vero che nel 2016 nessun sito italiano otterrà il riconoscimento Unesco? E perché?

Vero. E il perché è presto detto: perché non ci sono candidature italiane

Ma non c’è quella delle nostre Mura?

No, abbiamo deciso l’anno scorso di non presentarla entro il febbraio 2015 come da regolamento, ma l’abbiamo portata a gennaio di quest’anno. Dal momento che l’Unesco servono 18 mesi per verificare e studiare i progetti, noi partecipiamo alle assegnazioni del 2017.

Quindi la candidatura delle Mura venete dovrà vedersela con altre?

Ci sono di sicuro altre proposte, ma non è una gara. Non è come la capitale della cultura che prevede una classifica. Per diventare patrimonio dell’umanità concorrono tot progetti e l’Unesco può sceglierne uno, più, o tutti… E’ una questione di idoneità ai parametri stabiliti.

Però sembra vera la volontà di rallentare un po’ sulle proposte italiane per riequilibrare i riconoscimenti nel mondo.

Beh, l’Italia ha 50 siti Unesco: è la prima nel mondo seguita dalla Cina. Diciamo che ora viene premiato come patrimonio culturale (creato dall’uomo) e di conseguenza tutelato non tanto un luogo quanto ciò che testimonia un pezzo di storia da mantenere integro e da segnalare al resto del mondo. L’Unesco ha riconosciuto in Italia tantissimi borghi medievali e rinascimentali, forse si vuole cambiare un po’…

E’ per questo che il progetto delle Mura venete, che va oltre uno spazio, di più, oltre una nazione, ha buone chanche?

Direi proprio di sì.

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