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Trento Longaretti, l’omaggio della Gamec all’operaio della pittura

"Un operaio della pittura", questa è la definizione che si è dato Trento Longaretti parlando diffusamente dei suoi cento anni d'artista in occasione del nuovo omaggio che Gamec gli tributa per l'imminente ricorrenza (che cade il prossimo 27 settembre).

“Un operaio della pittura”, questa è la definizione che si è dato Trento Longaretti parlando diffusamente dei suoi cento anni d’artista in occasione del nuovo omaggio che Gamec gli tributa per l’imminente ricorrenza (che cade il prossimo 27 settembre).

Una qualifica dal significato profondo, che racchiude tutto un mondo di valori “di una volta”, quando l’arte era un mestiere e l’artista non si distingueva dall’artigiano. La sapienza delle forme e la cultura dei materiali, la tradizione di competenze specifiche e l’esercizio di un naturale eclettismo sono caratteri che appartenevano ancora alla generazione d’inizio Novecento, di cui il professore e maestro Longaretti è esponente di assoluto rilievo.

Ne è testimonianza, oltre all’estesa produzione pittorica “da cavalletto”, l’impegno profuso per la committenza pubblica in spazi civili e religiosi del nostro territorio, senza contare i numerosi cimenti affrontati in oltre sessant’anni di attività nel resto d’Italia e all’estero. La Gamec, grazie a un’attenta ricognizione condotta da Maria Cristina Rodeschini, Silvia Carminati, Angela Fabrizia Previtali, ha tracciato la mappa dell’opera pubblica entro i confini della città di Bergamo. E ha realizzato, in collaborazione con Associazione Longaretti e Fondazione Credito Bergamasco come main partner, un pregevole volume illustrato, che ripercorre con dovizia di analisi più di venti lavori monumentali che decorano chiese, scuole, monasteri, banche, hotel. Si tratta di mosaici, vetrate, affreschi, graffiti, dipinti a tempera su tavola che danno conto di una personalità artistica versatile e sensibile, capace di interpetare con intelligenza e sicura perizia le istanze della committenza, che fosse d’ispirazione sacra o di taglio sociale e civile.

Si scoprono e si valorizzano così, in un itinerario praticabile con visite guidate o in autonomia, cicli artistici di impressionante vigore scenico e di straordinaria tenuta nel tempo, non sempre conosciuti dal grande pubblico e talora nemmeno dagli assidui del mondo dell’arte. Dal mosaico per il presbiterio del Tempio Votivo della Pace realizzato nel ’69 (“Incoronazione della Vergine”) a quello del 2004 per Confcooperative Bergamo (“L’impresa cooperativa. Persone al servizio della comunità”), entrambi eseguiti dalla ditta Peresson, dagli affreschi sul tema dei “Grandi viaggiatori” dipinti nel 1960 per la hall del Complesso San Marco a quello del 1975 per la chiesetta di San Martino della Pigrizia (“San Martino e il povero”), dalle vetrate dell’aula magna dell’Istituto Statale
Secco Suardo (“Gabbiani”, 1964) messe in opera dai fratelli Taragni di Bergamo, a quelle del Conventino (“Compianto degli angeli sul Cristo morto”, 1998).

Si tratta di una parabola varia, di sicura qualità decorativa ed espressiva, che dà la misura – per dirla con le parole di Giorgio Mascherpa – della “sonante qualità narrativa e intimistica e psicologica” dei cartoni longarettiani, del loro “inserirsi nello spazio con ampiezza inusitata di piani e di intenti scenici”, e della rara sapienza di quel “progetto di cui gran parte dell’arte odierna, nel suo felice, disperato, splendido anarchismo, è rimasta priva”.

La presentazione del progetto, lo scorso 9 giugno, si è tenuta alla sede centrale del Credito Bergamasco “nel salone delle grande occasioni”, come ha tenuto a sottolineare Angelo Piazzoli ricordando la lunga familiarità personale e dell’Istituto di credito cittadino con il pittore. Il censimento delle opere pubbliche di Longaretti, d’altra parte, è un’iniziativa inedita e importante anche per la riscoperta del territorio: una ricerca i cui risultati “hanno superato le attese” secondo Maria Cristina Rodeschini, facendo emergere “un racconto per immagini che con grande naturalezza permea l’intera città di Bergamo”.

Per ammirare da vicino le opere del maestro e accedere in esclusiva ad alcuni luoghi abitualmente non aperti al pubblico, Gamec propone due visite guidate per le giornate di sabato 18 giugno (15-17.30) e giovedì 23 giugno (14.30-17.30). Per info e prenotazioni (obbligatorie): visiteguidate@gamec.it; tel. 035.270272.

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