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“Miscellanea Beat” il primo concerto di Astino Estate 2016

Alle 21 le cantine del Monastero ospiteranno il concerto dei Miscellanea Beat, duo composto da Gionata Costa (violoncello, Quintorigo) e Massimo Marches (voce e chitarra, Officine Pan) che faranno incontrare stile classico e sonorità contemporanee facendo rivivere passato e presente di Astino.

Alle 21 di sabato 11 giugno le cantine del Monastero ospiteranno il concerto dei Miscellanea Beat, duo composto da Gionata Costa (violoncello, Quintorigo) e Massimo Marches (voce e chitarra, Officine Pan) che faranno incontrare stile classico e sonorità contemporanee facendo rivivere passato e presente di Astino. Ingresso gratuito.

Nella musica classica trovare interpreti diversi che eseguono uno stesso brano è la regola. Nel jazz i musicisti danno agli standard un’impronta personalissima con la loro esecuzione. Proprio queste tipologie di approccio alla musica, più tipiche del jazz e della classica, sono una caratteristica del lavoro dei Miscellanea Beat, un duo nato nel 2011 dall’incontro tra Gionata Costa (violoncellista e membro fondatore dei Quintorigo) e Massimo Marches (apprezzato chitarrista e cantante delle Officine Pan).

L’intenzione generale è quella di rivisitare brani pop, riproponendoli in una personale versione, talvolta apportando piccole variazioni, ma anche provando ad allontanarsi sensibilmente dall’originale. Con una formazione “elettro-acustica”, che oltre a violoncello voce e chitarre vede l’utilizzo di effetti e campionamenti, Costa e Marches lanciano una sfida affascinante che supera il pregiudizio sulle cover e stupisce per la freschezza.

Negli ultimi anni i Miscellanea Beat, si sono esibiti in molteplici contesti, grazie anche al line-up essenziale e alla scelta di un repertorio “pop”, sicuramente di facile ascolto, ma mai scontato.

La versatilità del violoncello di Costa e l’utilizzo da parte di Marches di strumenti diversi, fanno sì che durante i live le “atmosfere” siano molteplici e nonostante la formula “chitarra-voce-violoncello” riconduca ad un immaginario tipicamente “unplugged”, il connubio con l’elettricità, attraverso l’utilizzo di effetti e campionamenti , restituisce alla performance un impatto tale da rendere il concerto adatto sia a situazioni raccolte sia a spazi più grandi.

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