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“Caro assessore Zenoni, peccato non ci fosse alla Trucca a vedere il caos”

Marco Zambelli, residente nella zona della Trucca di Bergamo la sera dell'avvio della stagione estiva manda una lettera tra il dispiaciuto e l'ironico, di certo di protesta all'assessore all'Urbanistica e alla mobilità Stefano Zenoni

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Marco Zambelli, residente nella zona della Trucca di Bergamo la sera dell’avvio della stagione estiva manda una lettera tra il dispiaciuto e l’ironico, di certo di protesta all’assessore all’Urbanistica e alla mobilità Stefano Zenoni.

Caro assessore Zenoni,

peccato non aver avuto il suo numero di cellulare stasera, davvero un peccato perché l’avrei invitata volentieri in questo angolo sperduto di delirio urbano a bere un caffè.

L’avrei invitata volentieri perché chi vuole occuparsi dei problemi della sua città, deve vivere i problemi sul territorio e non seduto ad una scrivania. L’avrei invitata volentieri perché da due anni lei e la giunta continuate a sostenere con fermezza che non esiste un problema viabilità alla Trucca, l’avrei invitata volentieri perché chi come lei, per il ruolo che occupa non può non essere qui stasera a toccare con mano quello che sta succedendo. Caro assessore per gestire un problema… bisogna vivere il problema in diretta.

Caro assessore se lei fosse qui stasera vedrebbe sgretolarsi le sue certezze, ammetterebbe che c’è un problema grande, un problema grave, un problema non creato da lei, ma dalle precedenti giunte, ma un problema che va risolto togliendo le fette di salame dagli occhi, rimboccandosi le maniche e probabilmente mettendo mano alle casse del comune. Non è così grave ammettere che esiste un problema. La politica vera deve stare in mezzo alla gente, le campagne elettorali si vincono ascoltando la gente e vivendo le difficoltà insieme a loro, non sparando solo slogan.

Qualcuno alla fine deve pagare per l’assurda viabilità creata attorno a questo parco, che sia Bruni o Tentorio non importa, ma deve pagare senza pretendere di addossarlo sulle spalle di chi ci vive e anche di chi vuole frequentare il parco la sera.

Questo è il primo evento di una lunga estate, c’è gente in coda da più di un ora, auto che entrano nella via e non riescono ad uscire, auto parcheggiate davanti ai passaggi carrali, auto che strombazzano pensando, con acume, che suonare risolva l’ingorgo, gente che litiga perché non riesce a muoversi, moto ovunque, c’è pure un ambulanza bloccata che non riesce a transitare lungo la via verso l’ospedale, una coda lungo la circonvallazione e una coda lungo via M.L.King e neppure l’ombra di un vigile urbano.

Già… perché prevedere un vigile che blocca l’ingresso o che regola il traffico non era prevedibile. Abbiamo chiamato la Centrale con insistenza e l’auto che è arrivata è rimasta 10 minuti imbottigliata nel traffico e ha pensato bene di tagliare la corda. Cosa deve accadere ancora per indurre il Comune ad agire in modo risolutivo? Un Comune che permette un evento simile deve solo avere il pudore di vergognarsi.

Peccato assessore non averla qui, peccato non avere qui anche l’assessore al verde pubblico Ciaga e magari anche il Sindaco per festeggiare i due anni di giunta, peccato vedere la politica solo quando pontifica e taglia nastri e si auto celebra. L’unica idea uscita dal cilindro è stato un accordo commerciale tra il bar e il parcheggio dell’ospedale per un prezzo scontato a fronte di una consumazione, quando si sa benissimo che la maggior parte di chi viene al parco non consuma al bar.

Peccato assessore, un’occasione perduta per poter dire: “Io ieri sera c’ero, MI DISPIACE ma abbiamo un problema, non so come ma cercheremo di risolverlo”. Peccato assessore, le occasioni non vanno mai perdute.

Un saluto con tanta rabbia dentro

Marco Zambelli

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