BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Bossetti: “Non confesserò mai”, per i suoi avvocati quel dna è sbagliato fotogallery video

La lunga requisitoria della difesa del carpentiere di Mapello si chiude con una sua dichiarazione e la richiesta di assoluzione: "Troppe imprecisioni nelle analisi su quella traccia"

“Mi rivolgo a te Massimo perché ti ho conosciuto, ti ho ascoltato, ti ho studiato e mi sono convinto della tua innocenza. Oggi io sono la tua voce: sia fatta giustizia, non sia condannato un innocente”. Sono le 19.27 di venerdì 10 giugno e nell’aula della Corte d’Assise del tribunale di Bergamo l’avvocato Paolo Camporini si rivolge al suo assistito: “Non confessare solo perché loro ti hanno chiesto di farlo”.

“Mai e poi mai”, la risposta di Bossetti di fronte al giudice Antonella Bertoja, prima che i suoi legali chiedano l’assoluzione, sia per la l’accusa di omicidio che per quella di calunnia.

Si chiude così la lunga requisitoria della difesa del carpentiere di Mapello, a processo come unico imputato del brutale delitto di Yara Gambirasio.

Nel loro secondo giorno di esposizione, i legali di Bossetti si sono concentrati soprattutto sulla prova che ha portato in carcere il loro assistito, quella traccia di dna ritrovata su slip e leggins della ragazzina: “Non vogliamo accusare nessuno, ma sul cadavere sono stati trovati altri dieci profili genetici di cui uno con un nome e cognome che non corrisponde a Bossetti, dieci reperti piliferi tra cui sette sono riconducibili a una stessa persona rimasta ignota” ha evidenziato Claudio Salvagni.

L’avvocato ha poi parlato di “anomalie nell’estrazione e nella conservazione della traccia che possono inficiare il risultato. Senza dimenticare i kit scaduti utilizzati in laboratorio. Inoltre sulla traccia biologica di vittima e Bossetti trovata sugli indumenti della ragazzina, c’è un picco che certifica una contaminazione restituendo un risultato che non può essere accettato per dare una risposta forense e per condannare una persona”.

Camporini ha descritto il suo assistito: “È sempre stato molto sincero con gli inquirenti. Avrebbe ad esempio potuto dire di aver conosciuto Yara per giustificare la presenza del suo dna sul cadavere. Invece, come ha sempre detto, non l’ha mai vista né conosciuta”.

Infine, in serata, il legale si è rivolto anche alla Corte, in particolare ai giudici popolari chiamati a giudicare Bossetti: “Abbiate il coraggio di prendere la decisione giusta. Non potete condannare quest’uomo a una pena di morte, perchè l’ergastolo di questo si tratta, sulla base di un solo indizio, il dna, peraltro con molto incerta”.

Gli avvocati di Bossetti all’uscita dal tribunale:

In Aula era presente di nuovo anche Marita Comi, per cercare di sostenere il marito in un momento molto delicato del processo.

Per Bossetti il pubblico ministero Letizia Ruggeri aveva chiesto la condanna all’ergastolo con isolamento diurno per sei mesi. Gli avvocati della famiglia Gambirasio, Enrico Pelillo e Andrea Pezzotta, risarcimenti per oltre tre milioni di euro. Nella prossima udienza, venerdì 17 giugno, spazio a replica e contro-replica. La sentenza è attesa per il primo luglio, dopo le dichiarazioni spontanee dell’imputato.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.